Mercuzio e Benvolio si svegliarono molto tardi, si rivestirono, scesero nella sala da pranzo e mangiarono della frutta contenuta in un cesto posizionato al centro del lungo tavolo di mogano. Mercuzio era particolarmente silenzioso e stanco. Benvolio ruppe il silenzio.
<<Questa notte hai avuto un'altra crisi, Mercuzio>>
Il ragazzo lo guardò basito.
<<Non lo rammenti?>>
<<N-no...>>
<<È molto strano>> considerò Benvolio addentando una mela rossa <<Finora ti sei sempre rammentato di ogni crisi e non ne sono mai capitate due così vicine l'una all'altra>>
In quel momento scese Romeo particolarmente allegro.
<<Buongiorno, messeri! L'una e l'altra chi sono, due nuove amanti del mio buon fratello?>> domandò il ragazzo scherzosamente guardando il fratello e addentando una mela verde. Benvolio cercò, invano, di fargli capire di tacere; Mercuzio passò improvvisamente dalla sorpresa all'ira.
<<Dove sei stato ieri sera?>> domandò con un tono leggermente acido <<Ti ho sentito uscire>>
<<Ah! Ho fatto visita a Giulietta!>>
<<Oh, e cos'è successo?>> chiese ridendo Benvolio incuriosito.
<<Gentile Benvolio, un uomo non rivela mai i dettagli d'amore!>>
<<Ma tu non sei solo un uomo, Romeo>> lo interruppe Mercuzio iracondo mentre torturava dell'uva <<sei mio fratello. Dicci che cosa sa la Luna che noi ignoriamo>>
<<Beh, fratello mio>> iniziò a raccontare Romeo notando l'ira nascosta del fratello <<mi sono presentato sotto il balcone dei Capuleti, Giulietta mi ha issato su e ci scambiammo tanti caldi baci! Disse che è follemente innamorata di me!>>
<<Sei uno sciupafemmine!>> esclamò Benvolio felice per il cugino colpendogli piano una spalla. Romeo gli mise una mano sotto il mento e gli strinse le guance con le dita, soggette allo sfregamento con la cortissima barba del cugino.
<<E non hai provato a rubarle la virtù?>> chiese Mercuzio con un sorriso beffardo per nascondere il fuoco che ardeva dentro di lui.
<<Caro fratello, a questo non voglio rispondere>> concluse Romeo lasciando il volto del cugino e appoggiando entrambe le mani sul tavolo. Poi morse la mela come una bestia affamata avrebbe fatto con una carcassa dopo giorni di digiuno.
Mercuzio, ormai divorato dalla rabbia, buttò violentemente l'uva nel cesto e se ne andò. Il fratello e il cugino lo guardarono immobili e stupiti.
Il ragazzo si diresse fino al fiume indisturbato: era l'ora di pranzo ormai e tutta Verona era intenta a rifocillarsi. Arrivato a destinazione egli si sedette sulla verde riva del fiume. Prima lanciò due sassi nell'acqua e poi ammirò il riflesso del sole su di essa per calmare i suoi bollenti spiriti. Improvvisamente sentì qualcuno avvicinarsi fino a posizionarsi di fianco a lui.
<<Buongiorno, Mercuzio!>> esclamò sorridente Giulietta.
Alla sua sinistra il ragazzo vide prima due candide e piccole scarpette quasi completamente coperte da una lunga gonna bianca, poi alzò la testa di scatto sgranando gli occhi. Il suo cuore cominciò a battere forte. Quella fanciulla appariva ai suoi occhi come un angelo sceso dal cielo. La pelle candida della ragazza sembrava illuminarsi sotto i raggi del sole.
<<B-buongiorno, Giulietta>>
Lei si sedette accanto a lui. Le sue labbra carnose attirarono l'attenzione del giovane Montecchi.
<<Sono contenta di vederti>>
<<Ti... pensavo>>
Giulietta rise dolcemente. In quel momento il suo sguardo cadde sui pettorali del ragazzo che stavano emergendo. Quello di Mercuzio cadde, invece, sulla spalla scoperta della ragazza, che indossava ancora il suo abito bianco.
I due rimasero a parlare per tutto il pomeriggio. Parlarono di qualsiasi cosa, ridevano, scherzavano, non pensavano a nient'altro... se non l'uno all'altra.
<<Ma tu, Mercuzio...>> chiese ad un certo punto Giulietta seria <<tu sai cos'è l'amore?>>
Mercuzio rimase di marmo. Ma come? Non era Giulietta innamorata di Romeo? In quel momento il giovane Montecchi si rese conto che aveva avuto tra le braccia tante donne prima, ma forse non ne aveva mai amata nessuna: egli non aveva mai amato prima... ma ora?
<<Ehm... No, non credo... Perché mi poni questa domanda?>>
<<Beh, ecco... Prima promettimi di non farne parola con Romeo>>
<<Certamente! Hai la mia parola>> esclamò il fanciullo mettendosi una mano sul cuore.
<<Io... Penso di essere attratta da Romeo, ma... credo che mi manchi qualcosa>>
<<Ah... E che cosa?>>
<<Suppongo un poco di sensibilità... Romeo è così materiale... E quando mi ha baciata mi sono sentita come... in trappola>>
Il ricordo di quel bacio ebbe in Mercuzio lo stesso effetto di una pugnalata al cuore. Il giovane avrebbe tanto voluto confessarlo alla dolce e bella Capuleti, confessarle che lui in ogni situazione aveva visto e sentito tutto, o quasi.
<<Romeo assomiglia molto a mio padre: dispongono entrambi di poca sensibilità e sono entrambi così burberi a volte>> spiegò Mercuzio
<<Spero sarà più dolce quando e se si prenderà la mia virtù>> sussurrò Giulietta abbassando lo sguardo.
Mercuzio assunse un'espressione indecifrabile. Egli le carezzò titubante, ma comunque molto dolcemente, una guancia. Lei fissò lo sguardo sugli occhi di lui. Sia quelli dell'uno che quelli dell'altra brillarono.
"Romeo non mi aveva mai toccata così" pensò la ragazza.
Forse accadde involontariamente, ma i loro volti cominciarono ad avvicinarsi. I cuori di entrambi batterono forte come non mai.
<<Giulietta!>> gridò qualcuno all'improvviso.
I due ragazzi si spaventarono e si allontanarono all'istante.
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I Due Volti Dell'Amore
RomanceL'amore è il sentimento più nobile che c'è. Amare significa anteporre il bene di un'altra persona al proprio. L'amore porta felicità, ma ha anche un lato oscuro fatto di rabbia e tristezza. Questo è ciò che ignora Verona, che ignora Romeo e che igno...
