Il Tradimento (prima parte)

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Una volta arrivati, Romeo e Mercuzio vennero accolti dalla balia la quale, con un sorriso e delle maniere contenute per sembrare una donna più composta di quello che era, li condusse nella sala da pranzo. Qui, seduta a capotavola, li attendeva Giulietta.
<<Cari Montecchi!>> esclamò la ragazzina sorridente alzandosi dalla sedia <<Sono molto felice di avervi come ospiti>>
Ella indossava un leggero abito rosso come il sangue dalla gonna non molto ampia, le maniche lunghe a campana e la scollatura arrotondata che le scopriva le spalle. I suoi capelli castani lasciati sciolti, fatta eccezione per le due treccine legate dietro la nuca, le donavano, insieme all'abito, una grande sensualità. Ma per Mercuzio era come essere al cospetto della creatura più pura di questo mondo; Romeo non perse l'occasione di posare lo sguardo sul seno della ragazza. La balia se ne accorse.
<<Accomodatevi, messeri>> esclamò scandendo quasi troppo le parole per nascondere l'antipatia nei confronti di Romeo. I ragazzi obbedirono e la balia si congedò.
Durante la cena i tre chiacchierarono senza sosta, risero e scherzarono. Bevvero molto vino e i suoi effetti erano già visibili.
<<Mia amata Giulietta>> gridò ridendo Romeo, che aveva bevuto di più degli altri <<sai che il nostro caro Benvolio è a sollazzarsi con una gentildonna pura solo agli occhi del sole?>>
Mercuzio era indignato da quelle parole; Giulietta cercò di non far trasparire la sua rassegnazione riguardo la mancanza di finezza del ragazzo.
<<Davvero?>> chiese la ragazzina <<E chi sarebbe questa donna?>>
<<Rosalina!>> rispose Romeo sempre più rosso in viso.
<<Oh...>> sussurrò Giulietta <<è la figlia del mio precettore>>
Mercuzio dovette trattenere una risata, in quanto non aveva ancora deglutito il vino appena bevuto; Romeo buttò giù un altro bicchiere per non pensare alla sua pessima figura. I suoi occhi cominciarono a chiudersi.
<<Romeo>> disse Mercuzio rimproverando il fratello <<hai bevuto abbastanza>>
<<N-non dir-mi...>> balbettò il ragazzo prima di cadere in un sonno profondo. Mercuzio e Giulietta fecero un respiro profondo contrariati da quel comportamento. La Capuleti, prendendo il fiasco di vino, fece cenno al Montecchi di seguirla in giardino. Qui si sedettero dietro la fontana nascosti da un roseto. Dopo aver posato sull'erba il fiasco la ragazzina iniziò a piangere.
<<Mercuzio!>> esclamò.
<<Giulietta>> gridò il ragazzo abbracciando la ragazza dolcemente <<che cosa ti prende?!>>
<<I miei genitori vogliono che io sposi quel pallone gonfiato del conte Paride, Romeo si comporta come un bambino e io voglio solo sapere cos'è l'amore, ma tutti non fanno altro che dirmi che non esiste! Non ricordo di aver mai detto "ti amo" a Romeo e ora non so nemmeno se gli voglio bene!>>
"Allora Romeo aveva mentito quel giorno!" pensò Mercuzio "Giulietta non gli ha mai detto di essere follemente innamorata di lui..."
Ella premeva il volto sulla spalla destra del Montecchi; questi la ascoltava e le carezzava la nuca per calmarla.
<<...Oh, Giulietta>> sussurrò il ragazzo <<l'amore esiste, ed è la cosa più bella di questo mondo. L'amore porta solo felicità>> Mercuzio si sentì come se stesse mentendo a se stesso. Buttò giù un generoso sorso di vino; gli cominciò a girare la testa. <<Qualunque cosa accada, io sarò sempre qui, pronto ad abbracciarti>> concluse trattenendo i singhiozzi. Ad un certo punto Mercuzio si voltò quasi impercettibilmente e inalò il dolce profumo dei capelli della ragazza. Quest'ultima se ne accorse, ma non disse nulla: rimase troppo colpita dalle parole del Montecchi per parlare.
"Com'è dolce!" pensò "Come può essere il fratello di Romeo?"
Subito dopo la giovane Capuleti si voltò per bere gli ultimi due sorsi di vino, che le fecero perdere l'equilibrio: il suo peso si spostò su Mercuzio il quale, colto impreparato, cadde con la schiena sull'erba. I due risero lievemente guardandosi negli occhi, ma solo per un istante: si persero l'uno nello sguardo dell'altra.

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