Quella voce era della balia di Giulietta. Stava correndo incontro alla ragazza tutta trafelata. Le gocce di sudore illuminavano sotto la carezza dei raggi del sole la sua piccola fronte e il suo viso tondo e paffutello era paonazzo. Una volta trovatasi davanti a Giulietta, la donna si appoggiò ad una spalla della fanciulla per riprendere fiato. La giovane Capuleti e Mercuzio la guardarono quasi intimoriti. Certo, in un'altra situazione nessuno di loro avrebbe mai avuto timore di quella donna dall'aspetto così dolce. Cosa poteva visto? Una volta ripreso fiato la donna si ricompose e parlò.
<<Giulietta, i vostri genitori vi attendono a palazzo, nella sala delle udienze>>
Giulietta capì che si trattava di una cosa seria. Improvvisamente, guardando Mercuzio, i grandi e tondi occhi neri, i cui contorni erano pesantemente truccati, della balia si coprirono di un velo di sospetto.
<<Che cosa ci facevate qui, da sola, con questo giovane Montecchi?>>
<<Ehm...>> cercò di spiegare la ragazza <<Beh, ecco... Io... >>
<<Le chiesi io di venire: avevo bisogno di qualcuno con cui parlare, ma che non fosse mio fratello o mio cugino>> esclamò Mercuzio cercando di sembrare sicuro. A Giulietta questo gesto non passò inosservato. Ella lo guardò nei suoi grandi occhi verde intenso con gratitudine. In quel momento notò ogni particolare del volto del ragazzo. Egli aveva un viso ovale, il naso diritto, le labbra carnose e i baffi e la barba, lasciata crescere solo sul mento avente una piccola fossetta, biondi. Era un viso molto particolare. Il ragazzo sorrise e lei vide anche i suoi denti bianchissimi, candidi come la sua pelle.
<<Bene>> esclamò la balia prendendo Giulietta da sotto il braccio <<ora io e la mia padroncina dobbiamo tornare a casa. Passate una buona giornata, messere>>
Le due donne se ne andarono. Ad un certo punto Giulietta si girò per sorridere al ragazzo al quale cominciò nuovamente a battere forte il cuore. Egli se ne andò subito dopo; tornò a casa con una segreta felicità nel cuore. Una volta arrivato si stese sul letto con le mani dietro la nuca ad ammirare il baldacchino. Romeo e Benvolio non erano in casa.
Quando la balia e Giulietta arrivarono a palazzo si diressero nella sala delle udienze, dove i Capuleti discutevano delle questioni più importanti.
<<Dove sei stata tutti questo tempo?!>> gridò Odìlia.
<<I-io...>> balbettò la figlia <<ero al fiume... con Mercuzio Montecchi>>
I volti dei due genitori si coprirono di rabbia.
<<Hai saltato la tua lezione di scrittura per passare la giornata a ciondolare con uno sporco Montecchi?!>> chiese Lodovico stringendo tra le dita un bicchiere di vetro. Per poco non lo ruppe.
<<Io scrivo divinamente>> replicò Giulietta con la stessa sicurezza innocente dei bambini <<non ho più bisogno di esercitarmi ormai>>
I tratti austeri di Odìlia incutevano un gran timore a causa di quel velo di rabbia che le copriva il volto. Ella aveva una piccola fronte, gli occhi piccoli e castani, gli zigomi pronunciati come quelli del marito, il naso aquilino, le guance scavate e le labbra rosse come il sangue.
<<Di questo parleremo più tardi>> esclamò Lodovico <<Sei qui con noi per discutere di altro in questo momento>>. Egli aveva quasi gli stessi tratti austeri della moglie. Gli occhi, però, erano nerissimi, il suo naso era dritto e le sue labbra erano sottili. Il suo volto si coprì di frustrazione e, in un certo senso, di tristezza.
<<Giulietta>> disse mettendosi una mano sulla fronte <<cosa ne pensi del conte Paride, il cugino del principe?>>
<<Il conte Paride?>> domandò la fanciulla cercando di capire dove il padre voleva andare a parare.
<<Sì, lui>> rispose Odìlia quasi scocciata sedendosi accanto al marito. Il suo abito rosso cremisi faceva risaltare i ricami dorati del corpetto leggermente scollato.
<<Penso che sia un pallone gonfiato pieno solo di se stesso>> affermò Giulietta con un'innocente fermezza.
<<Allora dovrai cambiare idea>> replicò Lodovico <<perché lo dovrai sposare!>>
<<Paride?! MAI!>> gridò Giulietta.
<<E invece sì!>> ribatté la madre correndo a sferrarle uno schiaffo. La giovane cadde a terra piangendo.
<<Io amo un altro uomo!>> mormorò tra le lacrime. Odìlia e Lodovico la guardarono pietrificati.
<<Orribile puttanella!>> gridò il conte Capuleti avvicinandosi a grandi passi alla figlia, la quale cominciò a trascinarsi verso i piedi della balia piangente <<Come osi infangare il nostro nome e la tua reputazione così?! Dimenticati di costui, perché tra un mese tu ti sposerai oppure puoi dimenticarti di questa famiglia!>>
Giulietta, in preda al terrore degli occhi infuocati del padre, si era accovacciata ai piedi della balia.
<<Mio signore...>> mormorò quest'ultima fra le lacrime <<avete torto a trattare così vostra figlia...>>
<<Zitta!>> la interruppe bruscamente Lodovico guardandola negli occhi a palla.
Odìlia, invece, dopo quello che aveva detto suo marito, si era ammutolita e osservava attonita la scena. Ne rimase negativamente impressionata. Non riuscì ad evitare che i suoi occhi si riempissero di lacrime.
Lodovico continuò a inveire contro la balia e la figlia finché non si stancò. Dopodiché si ritirò col viso coperto di sudore nelle sue stanze e si chiuse a chiave; la balia portò Giulietta nella sua camera da letto; Odìlia andò a sedersi sulla panchina di fronte alla fontana in giardino. Intanto una figura nera, nascosta dietro le armature della sala delle udienze, si trasferì da quest'ultima all'uscita del palazzo.
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I Due Volti Dell'Amore
RomanceL'amore è il sentimento più nobile che c'è. Amare significa anteporre il bene di un'altra persona al proprio. L'amore porta felicità, ma ha anche un lato oscuro fatto di rabbia e tristezza. Questo è ciò che ignora Verona, che ignora Romeo e che igno...
