'Fratello mio
Perché mi fai questo?'
Dissi con la sua spada
nel mio petto,
mentre lui aveva la mia
nel suo.
Ritrovai un altro orfano.
È stato il primo mio amico vero, da quando sono nato. Abbiamo condiviso tutto insieme. Quando tutti mi giudicavano, mi criticavano, mi isolavano, quando Dio non c'era, quando la vita non era dalla mia, lui c'era.
È indescrivibile. Lo amavo come se fosse mio fratello. Era mio fratello.
Come spieghi qualcuno che divideva tutto con te? Non avevo nulla. Non potevo permettermi i vizi dei ragazzini della mia età. Lui quel poco che aveva lo divideva. Con me.
Lui c'era prima delle montagnette. Lui c'era anche dopo quando sparivo dal mondo. Le persone si dimenticavano i tratti della mia faccia, si dimenticavano la mia voce. Lui no.
Nessuno sa, nessuno sa quello che abbiamo passato. Quando creavamo mondi immaginari, geni. Malati forse.
Ci chiudevamo in universi inesistenti. Io e lui. Infondo nessuno ci voleva. A noi andava bene così.
Io ero, io sono ambizioso. Stare molte volte solo, mi ha reso orribile. Vendevo pezzi di me all'oscurità. Quello che ricevevo in cambio era merda. Conseguenze di merda. Ferite peggiori. Infamia.
La mia oscurità mi ha portato ad abbandonarlo una volta. Per fama. Per non essere più i due re del mondo di carta.
Quel giorno gli angeli mi guardarono dal cielo. Quel giorno mi sputarono in faccia. Io mi guardai allo specchio. Il riflesso rideva di me. Diceva che facevo ridere. Un circense. Un clown.
Forse fu l'inizio. Questa azione creò malvagità. Malvagità che porto altra malvagità. Ho creato l'oscurità, l'oscurità iniziò a divorarmi.
Passò del tempo. Tornai da lui.
Allora dicemmo, guardandoci negli occhi, che tornammo più forti di prima. La prima menzogna.
Eravamo Adamo ed Eva. Mentimmo a Dio.
Mentimmo a noi. Ci andava bene.
Conoscemmo le montagnette. Insieme. Vivemmo insieme le montagnette. Eravamo i genitori. Le madri, i padri, i figli.
Poi abbiamo divorziato. Poi i genitori sono morti.
Siamo diventati orfani.
Mi accoltelarono alle spalle. Il coltello che mi fece più male fu il suo. Di mio fratello. La lama si spezzò dentro me. Mi lacerava dentro. Soffrivo.
Vendetti me stesso all'oscurità, ma l'oscurità ha comprato anche loro.
Devo dire che gli piaceva giocare con noi.
Ha visto la nostra famiglia e l'ha voluta divorare.
Mio fratello mi accoltellò e mi lasciò lì per terra.
Fui incazzato con loro. Resuscitai, volevo la loro distruzione. Volevo che soffrissero, come me.
Compiacevo l'oscurità. Gli angeli piangevano. Dio non esisteva più. Ormai ci ha fatto creare l'inferno e ci chiuse lì.
Mi dissero che la famiglia non esisteva più.
Cosa feci?
Non ero felice. Piangevo. Ho partorito questi ragazzi. Loro partorirono me. Ora sono orfani di me e io di loro.
Eravamo nell'inferno. L'ho attraversato per lui. Per te,mio fratello. Fu il primo che ritrovai nella merda.
Il karma ha giocato abbastanza con me.
Di nuovo ci dicemmo di essere tornati più forti di prima. Mentimmo di nuovo. Di nuovo ci andò bene.
Questa volta avevamo dentro il buio totale.
Ci picchiavamo con le parole. Lui feriva me, io ferivo lui.
Un giorno mi trafisse il cuore. Quello che ne rimaneva.
"Tra tutti, sei quello di cui mi fido di meno. Non riesco a parlare con te. Non posso."
Io risposi con una serie di accoltellate.
Quella notte cademmo nel campo di battaglia. Chi ha vinto ? Il male, mica noi.
Mi rialzai per primo. Lo alzai da terra.
Lo odiavo. Ma lo amavo.
Caddi pure io, in seguito. Toccai il fondo una di queste sere.
Lui era lì. Come sempre.
Ci uccidiamo,
no perché ci odiamo.
Noi ci amiamo.
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Diario
RandomNon si può descrivere. Qualche nodo in gola da sciogliere, qualcosa non detta. Pezzi di qualche giornata raccontata in rima o in prosa. Uno sfogo. Giudica tu.
