Dislodge

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La luce ben presto viene oscurata. La sera è calata e nel cielo spendono miliardi di stelle assieme ad una maestosa luna piena. Il pomeriggio passato con Eleonor al centro commerciale è stato come lo aspettavo: favoloso. Abbiamo scattato foto, approfittato dei saldi estivi per comprare qualsiasi cosa,parlato di alcuni eventi memorabili della nostra vita. Vita al liceo, amori non corrisposti, delusioni, momenti esilaranti, feste, figuracce, ossessioni e ovviamente non potevano mancare gli argomenti sesso e aspirante famiglia per un lontano futuro. Circa due minuti fa siamo scese dal pullman che ci ha accompagnate fino al centro commerciale e proprio ora ci incamminiamo verso gli alloggi. <<Quel tipo, Brett. Era il capitano della squadra di football. Era tremendamente bello. Alto, muscoloso, mascella marcata, capelli ricci e due grandi occhi azzurri. Uno schianto assoluto>> parla della sua prima cotta al liceo. <<Cosa darei per andare di nuovo a letto con lui>> aggiunge mordendosi il labbro.Un'altro lato che mi piace di lei è proprio questo. È spontanea. Parla di 'argomenti scomodi' senza vergogna con chiunque. <<Chi è stata la tua prima cotta?>> chiede. <<Ero al secondo anno di liceo, lui era al quarto ma aveva diciannove anni per via di due bocciature.Ogni giorno una ragazza diversa e aveva occhi solo per la sua moto. Su di lui circolavano brutte voci, tipo che abusava delle ragazze che lui stesso faceva ubriacare.Tra di noi c'è stato solo un bacio rubato. Per il resto, ho passato un anno intero a guardarlo da lontano.>> le spiego.<<Gran figo a ore undici>> dice. Sposto lo sguardo verso sinistra.
Appena lo vedo, la mia bocca assume la forma di una O. Il ragazzo in questione sta tranquillamente passeggiando mentre parla al telefono. La sua chioma rossa spicca sotto al palo della luce ma la cosa che mi spiazza sono i suoi occhi.Verde smeraldo.<<Ehi, Emma bella risvegliati.>> Dice Eleanor sventolandomi la mano davanti agli occhi e trascinandomi agli alloggi.
{***}
Il mattino seguente con riluttanza mi trascino giù dal letto e svolgo tutto ciò che fa parte della mia solita routine. Oggi è il giorno della gara sportiva, perciò indosso una t-shirt blu e un paio di shorts neri. Ho raccolto i miei lunghi capelli in una coda di cavallo e non mi sono truccata.Non vorrei sembrare un panda.
Eleanor è uscita prima, Graham l'ha invitata a fare colazione con lui. Prima di uscire, sistemo velocemente il letto e prendo la borsa per poi chiudermi la porta dell'alloggio alle spalle e raggiungere la Googleplex.
Appena entro, mi dirigo dritta verso il bar per fare colazione. Sto morendo di fame. Ordino il solito e mi siedo ad un tavolo. <<Buongiorno>> dice una voce maschile di fronte a me. Alzo lentamente il capo per guardarlo in faccia, come se provassi timore nel mostrarmi ad una voce sconosciuta. È il ragazzo dai capelli rossi che ho visto ieri. <<Ciao>> lo saluto.
<<Posso sedermi?>> mi chiede. <<Si, si>> mi metto la borsa sulle gambe per liberare la sedia. Si siede. <<Sono Jason>> mi porge la mano e io la stringo senza esitare. <<Non ti ho visto tra gli stagisti fino ad ora>> <<questo perché non sono uno stagista.Sono un manager>> Lui un manager? Quanti anni avrà? ventuno, ventidue? Anche Lyle ha ventitré anni ed è un manager, ma Jason sembra proprio un bambino.
Parliamo per conoscerci meglio. Anche lui ha letto il mio blog e ciò mi induce a pensare che ogni dipendente che lavora qui sa chi sono.
Insomma, ogni persona che ho conosciuto qui mi ha detto di aver letto almeno un'articolo. Non che la cosa mi dispiaccia, mi fa piacere ricevere dei pareri.
<<Parlami meglio di te. Tu sei...>> <<Lei è la mia ragazza. Sloggia casanova>>

Nooglers //Stuart TwomblyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora