Dei raggi di sole si posano sopra le mie palpebre, infastidendomi quel che basta per svegliarmi. Dopo che essi si sono aperti, hanno guardato la stanza in cui mi trovo, riconoscendola con un sospiro in quella in cui mi sono addormentata. Non è successo nulla. Sono dunque ancora viva. Dopo essermi tirata a sedere, cerco Baelfire e lo trovo dormiente. Probabilmente ieri è andato a letto tardi.
Scendo dalla branda , riscontrando con i piedi un pavimento gelido. Ancora assonnata, cerco i miei calzoni, che dopo aver indossato, gli infilo negli stivali.
Mi accorgo poi che sono andata a dormire vestita. Ma cosa posso farci? In questo luogo è già tanto se sono viva, figurati pulita.
Mi incammino verso la porta e la apro, in seguito continuo a procedere verso l'esterno della nave, allontanandomi dunque da sottocoperta. Arrivata fuori, inspiro la brezza mattutina, beandomi della tranquillità del mare.
Da quando sono in quest'isola non ho avuto un attimo di pace, perciò mi sembra strano. Ed ogni volta che la mia mante non ha pericoli da scampare, tornano ad assalirla i ricordi della mia vita prima di questo luogo, alla quale bramo tanto di ritornare.. con o senza Laila. Al ricordo della mia amica, lacrime amare minacciano di scendere dai miei occhi. Ma le blocco immediatamente, ricordandomi di essere felice di aver scoperto la sua vera natura.
Ad interrompere i miei pensieri, ci pensa il pirata. Killian Jones. E la sua voce si insinua prepotentemente nella mia testa, distogliendomi dai miei ragionamenti.
"Già svegli? Non ti facevo una mattiniera dolcezza!"
Mi volto verso il pirata, sorprendendomi di non trovare alcuna malizia nei suoi occhi, lo studio mentre osserva il mare ed i suoi occhi brillano affascinati.
Egli si accorge del mio sguardo puntato su di lui e continua il suo sproloquio:
"Libertà. Ogni volta che poso gli occhi sul mare mi sembra di poter essere libero. Ma poi ricordo che siamo all'Isola Che Non C'è"
Un sospiro esce subito dalla mia bocca, andando a colmare il silenzio che era caduto su di noi, causato dalla dura verità.
"Credo che mi stia cercando" ammetto, spaventata dalla sua probabile reazione a sapere che stiamo mettendo in pericolo la sua ciurma.
Ma egli annuisce pensieroso e si limita a tornare sottocoperta, lasciandomi in balia delle onde.
Dopo un tempo che sembra infinito, mi decido anche io a tornare a vedere che fine abbia fatto il mio compagno di sventure.
Entrata nella cabina, lo scorgo mentre si riveste e imbarazzata mi volto subito verso la porta che ho appena varcato.
Baelfire nota la mia presenza qualche secondo più tardi e mi saluta sorridente, dopo che le sue guance si sono tinte di un rosso acceso.
"Vieni, i pirati sono andati a cercare delle provviste" mi dice mentre frettolosamente indossa la cintura.
"E tu come lo sai?" mi viene spontaneo domandargli. La risposta che ottengo non mi soddisfa abbastanza.
"Ieri sera".
Mi prende poi il polso e mi trascina verso l'esterno della nave.
Come da lui predetto, l'imbarcazione è vuota. Fatta eccezione per un mozzo che sta lavando i pavimenti. Egli è un ometto basso, con qualche chilo di troppo. Al centro della sua faccia si trova un grosso naso rosso. Mi ricorda i nani della foresta incantata.
Appena ci nota, egli salta per lo spavento e ci punta contro la scopa, spacciandola per una spada.
"Siamo dei vostri, ora sbarchiamo" gli riferisce Bae sorpreso, mentre io mi trattengo dal ridere per la buffa situazione in cui ci troviamo.
Dopo essere scesi dalla nave, ci guardiamo con circospezione, sperando in nessuna sorpresa. Da ciò che mi ha detto Bae, il nostro obbiettivo è quello di raggiungere il capitano e la sua ciurma.
Ma dopo neanche venti metri, la nostra camminata viene subito interrotta. Un pirata ci viene incontro correndo, il suo viso è rosso per lo sforzo e si poggia le mani sulle ginocchia per tentare di riprendere fiato.
"Il capit- il capitanano ha detto che dovete venire immediatamente. È urgente"
Ed è così che la magia di calma che aveva caratterizzato le ore precedenti si spezza.
Iniziamo subito a seguirlo per arrivare al luogo da lui indicato.
Giunti lì, mi sembra che il respiro mi manchi. Un uomo è a terra, morto.
Accanto al suo corpo, scritte con il sangue del pirata si trovano le seguenti parole:
"Tornerai da me implorando perdono in ginocchio, in caso contrario saluterai la tua amica. Per sempre."
Ed uno dei suoi desideri viene esaudito immediatamente. Lette queste parole, le mie ginocchia cedono per lo shock e i miei singhiozzi invadono tutta la radura, diventata improvvisamente silenziosa.
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YOU ARE MINE -Peter Pan
Fiksi PenggemarTutto doveva essere sotto il suo controllo. Ogni persona, animale o cosa che era sull'isola era di sua proprietà. Nessuno poteva lasciare Neverland senza il suo permesso. E Rory Klayford di certo, non lo avrebbe avuto. Rory avrebbe dovuto rispetta...
