Ciao papà,
ti sto scrivendo e mi rendo conto di non averlo mai fatto prima.Ti scrivo perché oggi un mio amico mi ha chiesto quale fosse il momento più triste della mia vita.Ci ho pensato un attimo, ma sapevo già la risposta.È successo un venerdì, e tu eri lì.Erì lì con me.
Papà, ti ricordi quand'ero piccolo?Quando mi chiedevi di sfidarti a braccio di ferro?Perdevo sempre.Tu eri uno vero, non mi hai mai lasciato vincere.La prima volta credo di aver avuto quattro anni.Mi hai strapazzato il braccio sul tavolo e io ti guardavo come se fossi il mio eroe.Ho sempre desiderato crescere per avere la rivincita.E ogni anno mi sfidavi e ogni anno perdevo.Anche anni fa è successo, quando sei andato in ospedale perchè ti hanno diagnosticato un tumore.Tu more.Tu more.Tu muori.Ci hai mai pensato? Io si, e mi vengono i brividi.Eppure anche quel giorno,che mi vedevi così triste, mi hai sorriso e mi hai detto "Stupido, non sono ancora morto, vieni qui che ti batto a braccio di ferro".E come sempre mi hai battuto,anzi strapazzato.E come un sacco di anni fa, ti ho guardato e ho pensato fossi il mio eroe.Il mio papà invincibile.Sei invincibile ancora, vero papà?
Quel venerdì,il nostro ultimo venerdì,ti sei messo al tavolo, mi hai fatto l'occhiolino e mi hai sfidato a braccio di ferro.Solo che quel venerdì è successo quello che non è mai successo prima.Quel venerdì le nostre braccia sono rimaste un pó in equilibrio e poi...poi hai perso.Il silenzio che è seguito penso sia stato il silenzio più assordante della mia vita.Tutto era silenzioso:l'orologio,la televisione,Jenna e Kyle.Tu invece hai riso.Una risata vera, una di quelle che esce dalla gola, piena.E io che continuavo a chiederti 'L'hai fatto volontariamente,vero? Vero?!'.E tu scuotevi la testa.Io non volevo vincere, papà.Io non volevo essere più forte di te.
Tu eri e sei comunque il mio eroe, vero?!
Non abbiamo mai avuto un rapporto facile.La vita ci ha messo davanti a tante cose e molte ci hanno fatto allontanare.È anche successo che non ti ho parlato per mesi, dopo la separazione con la mamma.Ma l'ho fatto perché ti voglio bene.Lo sai, vero? Si che lo sai.Ti ricordi quando abbiamo fatto pace?Mi sono seduto sul divano e ti ho preso la mano.Te l'ho stretta forte.Tu mi hai guardato e hai sorriso.E io ho capito che qualcosa dentro di te aveva tremato.In quel momento mi hai detto "Se mi diagnosticheranno un tessuro cardiaco malandato,sarà colpa tua".Io mi sono messo a ridere:"Ma dai papà,ti ho solo stretto la mano!".E tu mi hai risposto "Appunto, mi hai stretto la mano".
Quell'attimo me lo ricorderò per sempre.Per la prima volta forse, sotto la tua corazza,ho visto un uomo fragile.Ma tu hai la corazza.Vero papà?
Mi manca quando, da piccolo,mi dicevi:"Sai che l'Italia è dietro l'angolo? Se vuoi te la faccio vedere".Mi mettevi sulle tue spalle e mi chiedevi se riuscissi a vederla.
Mi manca quando andavamo a pescare insieme, che non si sa come ma i pesci venivano tutti quanti da te.
Mi manca venire a casa tua e vederti tornare dal lavoro tutto sporco di vernice.
Mi manca andare al mare.Ho ventidue anni e non voglio andare al mare con i miei amici, voglio andare al mare con te.
Sei il mio eroe, papà.Tu sei invincibile.
Vero che il prossimo anno mi chiederai la rivincita e mi straccerai come l'ultima volta?
Dai, sfidami a braccio di ferro.Forza papà, ce la farai a vincere, sono sicuro che ce la farai.
Tuo figlio.
Stringo nelle mani la lettera ormai ingiallita dal passare degli anni.Dieci anni,Dieci anni che non vedo più il mio vero padre.
'Stai-stai bene?'
Sussurra Astrid, mentre si sporge in avanti, cercando di controllare la mia espressione.
'Non avrei dovuto chiederti di leggermela, non volevo farti stare male,davvero'
Fingo di ascoltare le scuse di Astrid,quando alzo il capo e,appena incontro i suoi occhi,smette di parlare e mi stringe in un abbraccio.
'A volte un abbraccio vale più di mille parole'
Dice, mentre, mettendosi sulle punte,passa una mano tra i miei ricci,scompigliandoli.È così tenera quando cerca di non far soffrire le persone.
'Non potevi saperlo'
Continuiamo a stare in quella posizione per molto tempo ancora,mentre mi sento come cullato dalle azioni di Astrid.Si scosta lentamente dal mio corpo e abbassa il capo, arrossendo.
'Sei proprio tenera'
Ridacchio.Astrid mi tira uno schiaffo al braccio e si passa una mano tra i capelli, arruffandoli, mentre un sorriso aleggia sul suo volto.Vederla sorridere è la cosa più bella di questo mondo.Ho una voglia matta di stendermi accanto a lei sul divano, abbracciarla e dormire. Niente scopate da pornofilm, nemmeno sesso. Solo dormire insieme, nel senso più innocente del termine.
'Perché mi guardi?'
Scuoto il capo sorridendo, prendendole il viso tra le mani.Astrid osserva le mie labbra avvicinarsi alle sue.
Stai fermo,in silenzio,e ascolta il tuo cuore.Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.
Ripeto fra me e me, prima di posare le mie labbra sulle sue.Le sfioro il fianco destro e la sento tremare sotto il mio tocco.La desideravo così tanto che se non l'avessi baciata in questo momento, l' avrei rimpianto per tutta la vita, o quello che mi resta di essa.
#spazioautrice
Oh oh oh
TAN TAN TAN
Ve l'avevo detto che sarebbe stato un capitolo importante la la la u.u
Okay, okay, vi prego però, non calcolate solo la parte finale, ma anche l'inizio che è molto importante, davvero:')
Ah, scusatemi se, praticamente, ho aggiornato dopo tantissimo,ma la scuola mi sta uccidendoo
Vi mando un grosso bacio, a preesto♥
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Sparks of death.
Fanfiction«Non sono le persone a farci del male, né le loro mancanze, questo posso assicurartelo.Piuttosto credo siano i ricordi che esse ci hanno lasciato,ad ucciderci.Effettivamente, mica si soffre di mancanze.Forse è la consapevolezza che quei momenti non...
