10. Questa comunicazione mentale sta diventando molesta

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(nella foto l'occhio di Andy)

Il ragazzino aveva paura, molta paura.

Ma sapeva che a quegli uomini non importava, erano venuti perché i suoi genitori erano importanti. Avevano scoperto il Quartiere, ed ora casa sua non era più sicura.

"Andy! Vieni via scappiamo!" suo fratello Eliah lo afferrò per il polso, distogliendolo dalla finestra, da cui si vedevano i cinque uomini vestiti di nero e rosso entrare dal cancello della grande villa.

Il bambino di soli dieci anni non poté fare a meno di lasciarsi trascinare dal fratello, andando quasi a sbattere contro Otis alla sommità della grande scalinata che portava al piano inferiore.

Otis era suo fratello, non davvero, i suoi genitori erano morti, ma quelli di Andy lo avevano preso con loro, per questo lui ed Eliah avevano entrambi quattordici anni senza essere gemelli.

Otis si rivolse al fratello parlando frettolosamente, lui non riuscì a cogliere molte parole, tuttavia capì qualcosa come "mamma", "papà", "giù", "scappare"...

"No!" Eliah interruppe il suo tentativo di capire "Categoricamente no!"

La porta esplose in mille schegge e correndo comparvero i genitori di Andy, si tenevano per mano, proprio come lui e suo fratello.

"Mamma! Papà!" urlò Eliah, entrambi si girarono allarmati, il volto di sua madre era rigato di lacrime, Andy l'aveva sempre ricordata come forte, senza nulla che la spezzasse, ma anche estremamente gentile, aveva sempre desiderato essere come lei. Ora sembrava solo disperata.

I cinque uomini comparvero sulla soglia, il padre di Andy venne circondato da lampi di elettricità statica, erano un Elementale secondario.

L'uomo in centro notò anche i bambini sopra le scale, così fece un cenno al suo compagno di destra, che puntò un dito verso di loro, verso Andy.

Il bambino si sentì senza fiato per un secondo e si accorse di non essere più mano nella mano con Eliah. L'uomo che aveva puntato il dito lo stringeva con un braccio a sé.

Urlò e si dimenò ma venne subito messo a tacere.

L'uomo in centro sbraitò contro la sua famiglia.

"Tutti qui! In ginocchio!"

Sua madre singhiozzava. "Lawrence... Mio figlio... Ti prego"

Andy aveva sentito parlare di Lawrence, uno degli uomini più fidati di Belirut. Il suo Dono non era una bella cosa.

Si mossero tutti come pedine, la sua famiglia si mise in ginocchio sul grande tappeto all'ingresso, prima Otis, poi Eliah, sua madre e suo padre.

Eliah piangeva, il suo fratellone piangeva, lacrime silenziose gli rigavano le guance. Quelle gocce salate arrivarono anche agli ochhi del bambino, perché aveva capito cosa stava per succedere alla sua famiglia. Voleva urlare, lo voleva con tutte le sue forze. Ma riusciva solo a stare lì, singhiozzando, nella presa di quell'uomo sconosciuto.

"Chiudi gli occhi figlio mio" suo padre lo fissava impassibile, solo nello sguardo una scintilla di paura "Chiudili, ti voglio bene"

Li chiuse.

Silenzio.

Un prolungato silenzio, rotto solo dai bisbigli della sua famiglia: si stavano dicendo addio.

Poi cessarono.

Ci fu un risucchio, uno schiocco e poi un ronzio basso.

Andy aprì gli occhi.

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