27. Supernova

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(e così, ci siamo...)

"Ricordo bene quando vi ho incontrato per la prima volta"

"Con Veronica le cose sono state più tranquille, un amico all'ospedale ci ha fatto una soffiata, c'era questa ragazza che sembrava essere comparsa dal nulla con una madre in coma, ed era completamente sconvolta"

"Così mi sono precipitato lì per controllare, ed ho trovato questa splendida ragazza dai capelli rossi completamente sotto shock e ho capito subito di cosa poteva trattarsi, dato che sua madre era nientemeno che Ariana Ayers"

"Con voi altri le cose sono state decisamente diverse, Lauren e Veronica erano in giro da qualche parte a comprare qualcosa, io ero da solo al Quartiere, senza niente da fare, gli schermi della sala computer si sono accesi di colpo, quando c'è un allarme lo fanno, abbiamo diverse telecamere nascoste in città, impostate per individuare i Rivoluzionari conosciuti"

"Mi sono precipitato appena ho visto che erano Morgan e i Whitehead, quando sono arrivato la situazione non era buona, Franklin si stava già portando via Matthew, ho dovuto metterlo al tappeto e portare lui alla jeep prima di arrivare dagli altri"

"Non ho fatto in tempo ad impedire che Morgan ti ferisse Allison ma sono riuscito a metterla in fuga con qualche calcio ben assestato e il ricordo della batosta che aveva preso qualche settimana prima, mi spiace di non avertelo potuto risparmiare"

"Jake invece mi ha aiutato per tutto il tempo, mantenendo quell'aria sospettosa, rimanendo sempre sveglio per tenere d'occhio la sua amica, non mi hai fatto domande neanche quando ho chiamato Lauren per avvisarla che avevamo dei possibili nuovi arrivati"

"Peter invece è arrivato qui in un misto di energia nervosa e curiosità insieme ad Allison, quando sei sceso da quella macchina insieme a lei e Jake ferito mi sono preoccupato, ma poi ho capito ed è stato un sollievo sapere che eravate finalmente tutti insieme"

"Già, ed è così che dovete rimanere, uniti, anche dopo Santa Monica, non permettete che quello che la Legione ha pianificato riesca: separarvi, indebolirvi e cacciarvi da soli"

"Non è colpa di Peter, lo dico a voi ragazzi e lo dico a te, non è colpa tua, e non importa se ho sofferto oppure no, la visone era solo una visione non ho provato nulla, tu non devi sentirti in colpa o voler rimediare facendoti del male; rimedia così Peter, rimedia rimanendo con loro, facendo in modo che siate uniti, sempre, nel bene e nel male, a prescindere dall'essere nell'Alleanza o no, non lasciatevi proprio adesso che c'è bisogno che siate ancora più uniti"

Sento un tonfo alla mia destra, Peter si è accasciato sulle ginocchia, coprendosi il volto con le mani e singhiozzando. Sembra cercare un conforto nel freddo cemento, poi alza gli occhi velati di lacrime e continua a guardare la registrazione. A San Francisco ci hanno messo poco a realizzare quella che hanno detto essere una protezione mentale a prova di bomba e che gli permetta comunque di parlare con noi, quindi ora siamo almeno sicuri che sia fuori pericolo. Una piccola vittoria.

Inizialmente non avevo idea del perché Veronica ci avesse convocati così presto. Solo dopo aver visto nella sua mano il proiettore olografico ho capito, non senza contenere a stento le lacrime, di cosa si trattasse.

Ora le lacrime sono partite a ruota libera, mentre Andy ci parla, un Andy azzurrino, diverso nell'aspetto ma uguale nelle parole. E non riesco a credere che mentre vediamo questo ologramma lui è al piano di sotto, immerso in un sonno da cui mai si sveglierà.

L'espressione di Andy si fa seria.

"Che siate con l'Alleanza o con altro gruppi simpatizzanti, dovete fare in modo che collaborino per risolvere questo problema" inizia il ragazzo.

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