Trentuno (31)

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Bryn's P.O.V.

"Ti avevo detto di non venire senza cibo." Dissi dopo aver aperto la porta ad un Niall senza cibo. Andiamo, quanto era difficile prendere del cibo? Lo aveva già fatto 483955992947 volte.

"Ho il cibo." Afferrò il mio braccio e mi tirò verso la sua auto.

"Sono stata nella tua auto troppe volte." Dissi, ma mi sedetti volentieri.
Aveva i sedili riscaldati! Non potevo far finta di nulla!

"Prometto che non sarà un viaggio lungo come al solito. In realtà, potremmo camminare!" Disse, uscendo nuovamente. Oh, no. Non mi alzerò. Rimasi seduta ed incrociai le braccia.
"Cosa c'è che non va con il camminare?"

"La stessa cosa che non va con la nostra economia. Tutto."

"Ti darò un passaggio sulla schiena al ritorno." Offrì.

"La tua schiena ha l'opzione riscaldamento? Non credo." Dissi sedendomi e lui tornò al suo lato ed iniziò a guidare.
HAW HAW, HO VINTO.

"Sono sorpreso che tu non sia patologicamente obesa, non ti muovi per niente e tutto ciò che mangi è McDonald e Taco Bell."

"Avresti potuto portarmi in-n-out, ma QUALCUNO è troppo pigro e mi odia." Guardai fuori dal finestrino e lui mi mise una mano sulla coscia.
La mia coscia. La sua mano. Contatto.
Oh dolce signore di tutte le cose di Aunt Jemima.

"Mi dispiace tanto. C'è qualcosa che io possa fare per rendere tutto migliore? Massaggiarti i piedi, darti un gran bell'abbraccio, baciarti?"

"Puoi girare quest'auto ed andarci a prendere dei panini da in-n-out." Parcheggiammo vicino un parco e lui andò verso il bagaglio. Odiavo il parco. Così tante persone felici.

"Indovina cosa ho?" Niall venne ed aprì la mia portiera mantenendo un cestino da picnic.

"Spero ci siano chicchi d'uva così che io possa lanciarteli in faccia."

"Così violenta. Non ti dirò il contenuto del cestino finché non troveremo un posto. Prima pensavo accanto le anatre, ma l'ultima volta ho  imparato che qui le anatre non esistono." Disse afferrandomi la mano ed iniziando a camminare.
Non mi stavo lamentando, la sua mano era calda. Ora il mio culo e la mia mano erano entrambi caldi. Il culo per il riscaldamento del sedile. Non pensate male, Dio.

"Possiamo andare alle rocce. A volte lì ci sono dei piccioni."

"Oh no, nessun piccione per me. Mai, nope." Disse e mi tirò verso un'area giochi.

"Perché no?"

"Beh, una volta ero al bagno." Trovò un posto per sederci e posizionò a terra il cestino, continuando la storia.
"E la finestra era aperta."

"Perché era aperta?" È un nudista o qualcosa del genere?

"Mi piaceva il venticello, okay?! Comunque, un piccione volò dentro e mi attaccò. Adesso li odio." Disse ed io mi sedetti accanto a lui ed il cestino.

"Beh, te la stavi quasi cercando. Non puoi stare nudo davanti ad una finestra e non aspettarti nulla che se la prenda con te. Anche gli uccelli possono eccitarsi."

"Potremmo continuare a parlare di uccelli, o potrei rivelare cosa ho preparato prima che si raffreddi."

"Sceglierò la seconda." Mi guardò con le sopracciglia corrugate.
"Vuol dire l'ultima opzione. Apri solo il cestino."

"Giusto, okay. Beh, prima ti presento una patata." Disse cacciando una sola patatina fritta. Aspetta, sembrava familiare.
La presi dalla sua mano, la guardai da tutte le angolazioni, la odorai, la leccai e la morsi.

Kik (n.h.) ITALIAN TRANSLATIONLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora