Pallade Atena era sì la dea della guerra, ma era anche colei che concedeva ai popoli vittoriosi tutti i benefici della pace. Perciò era la protettrice delle città e favoriva tutto ciò che assicurava la prosperità dei cittadini: l'agricoltura, il commercio e le arti. Aveva inventato la ruota di cui i vasai si servivano per modellare le loro opere, la squadra e la riga per i falegnami, diede l'aratro e il rastrello ai contadini e insegnò loro a soggiogare i buoi.
Tra tutte le città sotto la sua protezione, Atene, nell'Attica, era la prediletta in assoluto, quella che portava il suo nome ed era il centro del culto della dea. Su questa particolare città si narra un mito.
Si dice che sia Atena che Poseidone avessero scelto la regione dell'Attica come loro protetta, quindi, per evitare una lite che si sarebbe protratta troppo a lungo, decisero di lasciare agli abitanti stessi della città principale, Atene, il giudizio finale. Il possesso della città e della regione sarebbero andati al dio (o alla dea) che avrebbe fatto alla città il dono più utile.
Poseidone allora diede un fortissimo colpo a una grande roccia col suo tridente e ne balzò fuori un bellissimo e focoso cavallo: era il primo esemplare sulla Terra. Atena invece percosse il suolo con la sua lunga lancia, e subito da quel punto nacque una nuova pianta: il primo ulivo, dalle foglie argentate.
Tutta la città e anche gli altri dei dell'Olimpo riconobbero l'ulivo come più utile, dato che dai suoi frutti nasceva l'olio e i suoi rami divennero simbolo di pace, piuttosto che il cavallo, che era destinato a trainare i grandi carri militari per combattere le guerre.
Il Flauto
Una delle più famose invenzioni della dea Atena fu quella del flauto.
Ella voleva trovare lo strumento che riproducesse perfettamente il sibilo e il fischio del vento che precede un uragano, ma non ne esisteva uno. Così prese un lungo osso della gamba di un cervo, lo rese cavo e lo forò con una serie di buchi, guidata da un progetto che aveva già preso forma nella sua mente. Soffiando nell'apertura in cima all'osso e coprendo ora un buco e ora un altro, la dea ottenne finalmente quello che cercava.
Mostrò orgogliosa la sua invenzione agli altri dei dell'Olimpo, suonando davanti a loro lo strumento appena nato. Mentre suonava però, si accorse che Afrodite ed Era sorridevano con malizia e, ritenendo quella reazione come disprezzo della sua abilità e della sua creazione, smise di suonare e se ne andò via offesa con lo strumento sottobraccio.
In realtà, per una volta, le due dee non volevano disprezzare il flauto con quel loro sorriso, ma le divertiva l'espressione che aveva preso il volto della dea nel suonare: per soffiare forte dentro lo strumento, Atena aveva dovuto gonfiare le guance, deformando un po' i tratti del suo bel viso solitamente fermo e fiero, ma questo la dea non lo sospettava affatto.
Allontanatasi dall'Olimpo, Atena vagò a lungo per i campi e le terre, finché, stanca, si sedette sulla riva di un ruscello dalle acque limpide, e lì, sbollita la rabbia, volle risentire il suono del suo flauto. Mentre suonava, le cadde lo sguardo sulla sua immagine riflessa nell'acqua del ruscello come da uno specchio: allora arrossì e capì che le due dee, da sempre sue rivali in bellezza, non avevano avuto tutti i torti nel ridere del suo viso. Alla fine, indispettita con se stessa, gettò via il flauto, e da quel giorno Atena non lo suonò più.
Questo mito ci fa conoscere bene la vera natura di questa dea che, pur severa, forte e coraggiosa nei tumulti della guerra, non rinnega tuttavia alcuni dei sentimenti delicati della sua femminilità.
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Miti Greci - Gli Dei
ContoTutti bene o male conoscono qualcosa di mitologia greca: Zeus, Poseidone, Ade... basta aver letto Percy Jackson (davvero, leggetelo). Ma non tutti sanno cosa si nasconde dietro a quelle storie: su ogni mito, dal più insignificante al più famoso, gli...
