Si scostarono dalla sola ammirazione della speranza divenuta una concreta possibilità e si misero in cammino per ottenere l'unica verità di cui avevano bisogno.
Le risorse stavano cominciando ad andare in perdita: quanto riuscivano a ricavare era minore di quanto consumavano e ciò durò due giorni di ossessionato viaggio per raggiungere la meta.
Si faceva pian piano sempre più vicina e l'esaltazione non subì mai cali in quei momenti, soprattutto quando ad un certo punto ognuno, in cuor suo, dovette trattenere le lacrime dal momento che, grazie alla vicinanza raggiunta, fu possibile scorgere della vegetazione rigogliosamente prosperata prima della loro ardita colonizzazione.
Durante il viaggio Rian si era ripromesso che avrebbe dichiarato i suoi sentimenti a Lara e le avrebbe chiesto, forse più timidamente, se le fosse andato bene di rimanere con lui per sempre!
Ciò rendeva Rian il più impaziente di arrivare tra tutti gli altri, specialmente di Yuuki, la quale sembrava sempre più pensierosa con il continuo diminuire della distanza.
Raymond badava instancabilmente al bambino e cominciava ad essere però più fiducioso per l'avvenire, tutto nella speranza di poter finalmente prendersi cura di lui in un luogo definibile tale, un posto vivo... e per vivi.
...Un passo seguì l'altro e poi ne seguì ancora uno, un'altro e sempre un nuovo passo seguiva il precedente, senza sosta.
I quattro Amici arrivarono ai piedi di quel che ormai sapevano riconoscere solamente come "immensità".
Guardando per intero il luogo potevano scrutare radicali tracce dell'uomo amalgamate con della scomposta vegetazione a provare la totale assenza di manodopera. Tutto ciò ancora non appagava pienamente tutti dubbi sull'entità della scoperta, ma pur dirigendo lo sguardo dovunque possibile, la certezza rimaneva incerta.
Rian sentii un antichissimo e particolare suono, ormai remoto nei suoi ricordi e appena pensò di cercarne la fonte... si accorse che aveva rivolto istintivamente lo sguardo verso il basso e... sì, Sabbia. Si trattava solamente di quella soffice polvere di roccia calcarea, qualcosa di dannatamente normale al mondo, certo, ma vale solo per chi quel mondo ancora ce l'ha.
Estese lo sguardo, ma verso il basso. Si accorse che erano approdati su una piccola spiaggia di sabbia, ma per quanto fu forte l'esaltazione e le emozioni travolgenti, notò ancora per una volta dei chiari segni strutture artificiali a circondare il piccolo angolo sabbioso e di nuovo quel dubbio non evaporò ancora del tutto.
La stanchezza accumulata nel rocambolesco viaggio non fu cosa di poco conto in degli esseri umani pronti a varcare l'accesso per l'ignoto, in cerca di speranza.
Senza mediare i pensieri con la voce, tutti erano daccordo su un'unica e sola cosa: "Dovevano proseguire! Andando avanti."
Stavano giusto disperdendosi qui e là, attirati chi da una cosa, chi un'altra; chi si spingeva di più nelle viscere dell'ignoto per estrarre qualche "pattern" rivelatorio dal susseguirsi apparentemente casuale e disordinatamente naturale del costrutto umano. A chi, come Raymond si fermò di più a contemplare i particolari, al fine di un'osservazione piu accorta, fu inevitabile porsi la struggente domanda sull'origine proveniente dal vecchio mondo, o una recente e colossale edificazione dell'ibrido complesso.
Rian era impegnato nell'esaminare una malridotta catapecchia, dentro la quale era portato involontariamente ad assumere un atteggiamento di sacre attenzioni nel condurre la sua ricerca. Lara lo affiancava, ma era rimasta all'esterno ad esaminare particolari riconducibili all'età di tale architettura ben poco distintamente individuabile.
Yuuki si era distanziata appena nel folto della parte in cui la riconquista naturale sulla mano dell'uomo (o il contrario) erano più evidenti, ma proprio qui si accorse di un particolare lembo di un tipo di vestiario che non avrebbe mai potuto dimenticare e i suoi sempre più pessimistici dubbi presero forma concreta.
Inalò un profondo respiro, poi si voltò di scatto per raggiungere gli altri: ora o mai più. Non resistette a trattenere un sorriso beffardo quando sentì il suo piede immobilizzato da un laccio di corda, beffardo proprio come il passato che affonda gli artigli nella realtà.
Era troppo tardi, per tutti lo era diventato adesso.
Una fredda canna di fucile si appoggiò sulle tempie di Yuuki e una voce da dietro minacciò il silenzio, ma era sempre troppo tardi e uno strattone in avanti del suo corpo rivelò dal loro nascondersi un gruppo di Pirati, poi un'altro e un'altro ancora, da ogni direzione.
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Un Mondo perduto nel Mare
General FictionStai per leggere un mio sogno, tra i più strani e significativi che abbia mai fatto. Appena sveglio mi ripromisi di dover provare almeno a scrivere un storia che potesse assomigliare il più possibile all'incredibile avventura che, in un certo senso...
