"Lo Sbaglio di Esistere"

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"Negli anni della mia gioventù ero molto diverso da come sono ora, conoscevo bene l'affetto ed ero riuscito ad avere una vita felice con mia moglie... che donna stupenda...
Potevo considerarmi fortunato, a dispetto del mondo che mi circondava: corrotto e infame, come capii ampiamente quando fu ormai troppo tardi.

La felicità non è mai rientrata nel benessere patrimoniale, anche perchè l'umanità si stava gettando a capofitto verso un'immobilismo economico che avrebbe portato sempre più opportunità lavorative nella criminalità organizzata, togliendone sempre più per vie legali.

I tempi presto cambiarono e presero una piega sempre più elitaristica in ambito lavorativo e allo stesso tempo io e mia moglie avemmo un primo figlio, era mia figlia Margaret...
... (si interruppe per non permettere ai dolorosi ricordi che sgorgarono in superficie pronunciando quel nome, di compromettere il suo racconto. Pian piano riprese)...

La sincera felicità che ancora una volta inondava la mia vita fu spezzata pian piano proprio da quel momento, quel momento in cui la Banca Nazionale finì velocemente in banca rotta e fu crisi, la crisi più grande dell'ultimo secolo.

Fui licenziato dal mio impiego e fui gettato per strada con la mia famiglia poco dopo, non possedendo così vaste risorse finanziarie.
Inoltre finii per riempirmi di debiti che ovviamente mi sarei portato nella tomba e avrei portato con me anche mia moglie e mia figlia e... anche il figlio che stava nascendo a breve, il quale non mi sognerò mai di considerare una disgrazia, ma solo un povero b-bambino venuto al mondo nel m-momento sbagliato e dalle persone... sbagliate...
... (Si interruppe nuovamente dinnanzi agli sguardi tristemente coinvolti degli altri. Si tolse gli occhiali per potersi asciugare gli occhi e dopo averli riassestati, riprese)...

Sapete, il mondo non gira mai per favorire chi ne ha bisogno davvero, non ha pietà, né rimpianto nel rendere il destino di una persona un inferno di infamia... io rimasi ancora felice, perchè nella mia vita c'era ancora ciò che ritenevo importante davvero, ma presto l'ottimismo e l'allegria che allietavano anche le situazioni difficili... andarono perdute e la mia anima si macchiò ineluttabilemente.

E così anche io mi vendetti all'illegalità per ricavare qualche soldo, sforzandomi di non mandare mai a letto i miei figli senza cena. Sì... il mio secondo figlio nacque proprio proprio in quel periodo dannato..

Dovevo fare tutto ciò che era in mio potere ed ero grato di riuscire ancora a mantenere la mia famiglia mentre tutto sprofondava sempre di più... non avrei mai sopportato l'idea di dover vendere a qualcuno il corpo di mia moglie per evitarmi qualche sacrificio in più... ma alla fine non si riesce mai a salvare chi si vorrebbe. Per un solo unico e accidentale errore, in una delle mie giornaliere commissioni, dovetti saldare un passo falso che commisi per puro caso, perdendo tutto ciò per cui non mi permettevo ancora di tirare le quoia.
...
Tornato dal lavoro, il giorno dopo non trovai più nessuno ad aspettare il mio ritorno, quel piccolo malaugurato dettaglio che mi aveva messo, anche se per un attimo, sotto i riflettori di qualche importante complesso della malavita, venne saldato schifosamente con la vita o la proprietà della mia famiglia... non ricevetti mai la conferma di una delle due. ...Avrei ringraziato Chiunque avesse chiesto in cambio la mia anima anzi che la loro...

Da quella sera rimasi lì, in quella sottospecie di baracca, seduto... con solo il respiro a testimoniare a me stesso di non essere ancora morto in un momento di distrazione dalla realtà.

Non mi tolsi la vita di mio pugno, mi sarebbe bastato lasciar morire da se quell'involucro svuotato della scintilla che rende vivi.
E no, non fu così semplice, ancora una volta il destino aveva compiuto una scelta diversa dalla mia.
Sopraggiunse l'alluvione e con esso la fine di tutto ed io ancora una volta sopravvissi e danno la mia esistenza ancora oggi per questo... IO DOVEVO MORIRE!
Sette lunghi anni passati al confine tra la vita e la morte, 7 anni di dannazione senza pace per un cuore ormai eroso dal peccato, essendo rimasto con l'anima macchiata dalla disperazione e dagli errori di una vita sbagliata."

Raymond aveva terminato il suo racconto e in questo affatto esiguo tempo, il bambino aveva finito per addormentarsi tra le sue amorevoli braccia, già abituate a questo genere di utilizzo. Raymond lo guardava sorridendo e accarezzava la sua gracile testolina, come se riuscisse in questo modo ad alleviare, anche se momentaneamente, una tra le più profonde ferite che aveva nascosto, fino a quel momento, sotto la sua spartana giacca; che sempre ha reso impassibile all'apparenza ciò che è più facile ridurre in frantumi.

Un Mondo perduto nel MareLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora