Capitolo 6

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"biip biip"

Ed ecco la fottutissina sveglia che suona...

Ok Alice. Nuova casa, nuova famiglia, nuovo inizio e nuova vita!

Dopo il mio incoraggiamento mattutino mi alzai per andare in bagno, e dopo essermi vestita scesi giù a fare colazione.
Trovai tutti e 5 intorno al bancone della cucina.
«Buongiorno a tutti!» almeno oggi volevo sembrare felice.
«Buongiorno tesoro, fai colazione e preparati così tu e Jake andate a scuola, io e Kate dobbiamo andare a lavoro.»
«Ok papà tranquillo.» poi vidi Louis e Mike che si preparavano...
«E voi dove andate?» chiesi confusa
Mi rispose Mike
«Non lo sai? Oggi ripartiamo per il college.»
«Davvero?! Perché non mi avete detto niente?» ero abbastanza triste, li conoscevo da poco, ma mi sarebbero mancati.
«Pensavamo che già lo sapevi. Ma tranquilla, ritorneremo per le vacanze di Natale e poi ritorneremo al college...»
«Me lo dovete promettere!»
«Te lo promettiamo!» e corsero tutti e due ad abbracciarmi.
Mi mancheranno, ma me ne farò una ragione...

Finisco in fretta la colazione e mi avvio in camera finendo di prepararmi.
«Ali sei pronta?» Entrò Jake in camera
«Si eccomi.» e mi misi lo zaino alle spalle. Salutai papà e Kate e salimmo in macchina.
Dopo un po' Jake incomincia a parlare
«Pronta a farti nuovi amici?»
«Non sai quanto...»
«Se vuoi ti presento un po' di miei amici così intanto fai un po' di amicizia. Solo amicizia!»
«Perché "solo amicizia" ?» chiesi curiosa.
«Perché non voglio che mia sorella si metta con uno dei miei amici coglioni.» che carino... era geloso.
«Ok stai tranquillo, non sono la tipa che se la spassa con tutti.»
«Lo sapevo.» e mi sorrise, ricambiai.

Dopo questa piccola discussione scendiamo dalla macchina dirigendoci verso il cortile.
Era enorme!
E pensa come sarà la scuola!
Ci avviciniamo a un gruppetto di ragazzi in disparte a parlare e a ridere.
«Ehi ragazzi volevo presentarvi la mia sorellastra Alice!»
«Ehi ciao bellezza io sono Jacob, il più figo di tutti.» e mi porse la mano, glie la strinsi ridendo.
Tutti si presentarono amichevolmente.
Dissi a Jake che mi sarei dovuta allontanare per passare in segreteria, gli diedi un bacio sulla guancia e mi allontanai.

Grazie alla gigantesca mappa che si trovava all'entrata la trovai facilmente.
Entrai e mi avvicinai ad una scrivania dove dalla parte opposta c'era una donna intenta a scrivere al computer,

«Mi scusi, mi chiamo Alice Miller e mi servirebbe l'orario con le classi.»
«Si certo, dammi un attimo che controllo la tua lista...eccola trovata! Tieni.» mi porse il foglio.
L'afferrai e la salutai dirigendomi fuori.
Era da circa 5 minuti che cercavo di trovare la mia classe. Stavo ancora girando nei corridoi quando non mi accorsi che qualcuno mi era venuto addosso, facendomi cadere sul mio povero fondoschiena.
«Ehi guarda dove vai!» dissi incazzata, alzai lo sguardo e mi ritrovai una ragazza alta circa 1,70, capelli neri e occhi tendenti al nero, era bellissima.
«Scusa mi dispiace tanto, tendo ad essere molto distratta...» e abbassò il capo imbarazzata. Non volevo risultare cattiva
«Scusami tu, sono stata troppo arrogante...» e le feci uno dei miei migliori sorrisi, mi presentai:
«Piacere Alice Miller, sono nuova.»
«Tessa!» e mi strinse la mano, poi continuò
«Mi sembravi abbastanza dispersa, se vuoi ti do una mano.»
«Si grazie, mi faresti un favore.»
«Ok fammi vedere...ehi sei nella mia stessa classe, fantastico!» e mi face strada verso la nostra classe.

Quando arrivammo dentro l'aula -enorme devo dire- ci mettemmo in uno dei banchi nell'ultima fila e aspettammo che il professore arrivasse, mentre la classe incominciava a riempirsi di ragazzi.
Intanto incominciammo a parlare, io gli raccontai il perché mi trovavo lì e tutto quello che accadde prima e lei mi raccontò che viveva quì da quando era piccola, che molte volte a causa della sua timidezza non riusciva a fare amicizie e che cercava ancora un amica fidata a cui raccontare tutto. Spero che sarò una buona amica per lei...

Dopo qualche minuto entrò in classe la professoressa di inglese, si presentò e per le due ore consegutive ci fece parlare un po' per fare conoscenze.
Suonò la campanella della ricreazione, io e Tess uscimmo fuori.
«Ehi ma qui dove sono le macchinette?» volevo prendere qualcosa di dolce...
«Si guarda, stanno lì in fondo.»
«Ok, vado e torno.»
«Ok io ti aspetto qui.»

Mentre mi dirigevo verso i distributori vidi Jake, lo andai a salutare,
«Ehi Jake.»
«Ali, vedo che hai fatto amicizia.» e si voltò verso il corridoi voce c'era Tess guardandola in continuazione. Forse non mi ha raccontato tutto...
«Già, si chiama Tess ed è davvero bella non credi?» dissi guardandolo maliziosamente, secondo me era già da tempo che la guardava...
«Già, è proprio carina, secondo te mi vorrà parlare?»
«Beh, prova a fare tu il primo passo, lei è molto timida...»
«Ok grazie Ali, ora vado a parlargli.» mi abbraccio e si diresse verso Tess.

Mi fermai davanti al distributore per prendere un bounty, ma ad un tratto qualcuno mi spinse,
«Ehi, fammi passare, quelle fighe hanno la precedenza...» disse una ragazza a me sconosciuta, con una voce stridula e vestita con un cortissimo vestitino che lasciava poco all'immaginazione
«Ehi, non è giusto, rispetta la fila.»e la spinsi, di rimando, dietro di me
«Ehi ma chi ti credi di essere?! Non finisce qui...» disse guardandomi con fare minaccioso
«Si si come no, contaci...» e mi misi a ridere.
Se ne andò tutta incazzata con le sue due amiche.

Dopo aver preso la mia merenda me ne tornai da Tess. Aveva un sorriso stampato in faccia...
«Ali quello era tuo fratello vero?»
«Si, è carino vero?»
«Si è carino, ma non è il mio tipo...»
«Perché dici così?» ero confusa.
«Non so ma è da tutta la vita che sento come se mi mancasse qualcosa, una parte fondamentale di me, e ogni volta che cerco di completarla con un ragazzo, non ci riesco mai, è come se sento che il mio cuore appartenga già a qualcuno...» non ci posso credere...
«Davvero ti senti così? Anche io! Ho provato sempre a mettermi con qualche ragazzo che mi piacesse per davvero, ma nessuno mi ha mai fatto stare bene veramente.»ed era vero, per tutta la vita mi sono sentita come se mi mancasse qualcosa...
«Io sento la stessa cosa e non lo riesco mai a spiegare...»
I nostri pensieri vengono interrotti dal suono della campanella che annuncia la fine della ricreazione.
Ce ne torniamo in classe.

Il resto delle ore passò in fretta, tra chiacchierate e presentazioni. Quando uscì, trovai Jake appoggiato sulla quercia di un albero, mentre smanetta a con il cellulare.
«Ehi, torniamo a casa? Ho fame e quando ho fame non ragiono...»
«Ahahah,ok leonessa torniamo a casa.»
«Non chiamarmi più così.»
«Ok non lo faccio più leonessa.» mi guardo con un sorriso stampato in faccia. Ora lo meno di brutto.
«Ti odio, sappilo.»
«Anche io.» sorrise.

Ci mettemmo in macchina verso casa.
Una volta arrivati entrammo e andai in camera, poggia lo zaino e mi andai a lavare le mani. Quando scesi giù trovai mio padre e Kate bisticciare.
«Ciao papà, ciao Kate!»
Mi salutarono sorridendo. Perché erano così strani?
«Cosa avete?» chiesi mentre la domestica ci serviva il piatto. Intanto Jake era sceso giù e prendeva posto a tavola.
«Niente, assolutamente niente, tranquilla.» rispose Kate
«Okay...» non mi convincevano.
Mio padre continuò
«Dai Kete, non sono dei bambini possiamo dircelo, sono sicuro che capiranno.»
«Ok Roberto, diciamocelo.» rispose Kate un po' esitante
«Ragazzi abbiamo deciso di sposarci.»

COSA?! WOW!

«Davvero papà?!»
Ero felice per mio padre, spero che con Kate si troverà meglio.
Io e Jaje ci guardano stupefatti.
«Beh complimenti ai futi sposi!» commento Jake, non era sarcasmo, era co tanto anche lui.
«Grazie ragazzi, pensavamo che non sareste stati d'accordo.»
«E perché no? Finalmente potrò chiamare i miei tre fatellastri "fratelli" sarebbe più bello.non credi Jake?» avevo sempre desiderato avere dei fatelli
«Eh già, sarà bello chiamarti "sorellina".»mi sorrise e ricambiai.

Dopo questa notizia continuammo il pranzo senza interruzioni, tranne per le barzellette che di tanto in tanto raccontava Jake, non facevano ridere veramente, a me faceva ridere solo la faccia che faceva quando le raccontava.

Passai il pomeriggio a vedere serie TV su Netflix e a leggere un libro.
Quando fu l'ora di cena bussarono alla porta. Era Jake.
«Ehi sister la cena è pronta.» risi per il soprannome affidatomi.
«Sister mi piace di più che leonessa» a misi ridendo.
«Dì a Kate e papà che non ho fame, forse dopo mangerò qualcosa.»
«Okay, notte sister.» fece per chiudere la porta, ma lo chiamai.
«Ehi Jake!»
«Dimmi.»
«Ti voglio bene.» glie lo volevo dire da un po' ma mi vergognavo. Mi sorrise, forse non se lo aspettava.
«Anche io.»mi abbracciò e uscì. Finalmente avrei avuto una persona con cui confidarmi...




𝗟𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗲 𝗮𝘀 𝗜 𝗵𝗮𝘁𝗲 𝘆𝗼𝘂. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora