Davvero in quel castello viveva una comunità? Ah, certo! Il suo branco...
«Ah, giusto.»
Mi fece attraversare la strada verso quel castello, e mentre camminammo incontrai bambini che giocavamo sparsi per tutto lo spazio, ragazzi che erano seduti su delle panchine e degli anziani seduti in cerchio attorno ad un fuoco. Mi sembrava di rivivere un film ed era una sensazione fantastica.
Probabilmente Tyler notò il mio stupore, visto che si mise a ridere.
«Vieni, entriamo. Ti porto nella mia camera.» aggiunse prendendomi il polso, lo seguii meravigliata guardandomi intorno.
Salimmo un enorme scala, dove mentre passavamo altre persone scendevano.
Questo posto era pieno di vita!
Mi portò in un corridoio, altrettanto grande, e ci fermammo davanti ad una porta, Tyler l'aprì lasciandomi passare per prima. Questa camera è stupenda. Tutta dipinta di nero pennellato, un letto a due piazze abbastanza grande, e la cosa che a parer mio era più bella, una grande finestra dove si poteva vedere il magnifico paesaggio pieno di alberi e dove si poteva osservare da più lontano una cascata. Senza controllare i miei passi mi diressi verso la finestra e osservai catturata da quel magnifico paesaggio.
«Ti piace?» chiese Tyler dopo qualche minuto, vedendomi persa nei miei pensieri. «È bellissimo» mi girai dalla sua parte per osservarlo come lui osservava me, incuriosita.
«Allora? Non volevi delle spiegazioni?» chiese riferendosi alle mille domande che gli avevo posto.
«Voglio sapere tutto» mi sedei sul morbidissimo letto e lo guardai quando incominciò a parlare.
«Ok, come sai io sono un licantropo. Ma non un semplice licantropo, sono un alpha, e questo vuol dire che sono io a guidare il branco e sono io a difenderlo. Sono diventato alpha a diciott'anni.» spiegò, ma volevo sapere di più, anzi avevo una domanda da fargli che mi era venuta cinque minuti fa.
«Ti voglio fare una domanda un po' strana a dir la verità. Prima, mentre passavamo nel giardino, ho visto un ragazzo e una ragazza che, beh...si guardavano e parlavano, ma non in un modo normale, è come se...» non riuscì a finire la frase che lo fece lui per me.
«...si leggessero nella mente.» disse quasi sussurrando, mentre mi guardava con un piccolo sorriso, uno di quelli sinceri.
«Beh vedi, le relazioni tra licantropi funzionano diversamente rispetto a quelle umane. In pratica, una volta giunta un'età, sta alla Dea Luna deciderlo, un licantropo trova la sua compagna, e quella resterà per tutta la vita. Basta un solo sguardo per capire che è lei quella giusta, e ne senti anche l'odore che diventerà il tuo preferito e lo sentirai anche quando lei non è con te. È un legame che non si può spezzare, neanche dopo la morte, perché anche se una parte di te se ne andrà con lei, lei rimarrà sempre nel tuo cuore e non potrai mai scordata.» disse sognante guardandomi, non ci avevo fatto nemmeno caso che mentre stava spiegando si era allungato nel letto vicino a me.
«E-e tu l'hai trovata...la tua c-compagna?» chiesi esitante.
«Si, ed è la ragazza più bella che io abbia mai visto, ha un caratterino che mi fa impazzire ed è bellissima quando si arrabbia» pronunciò quelle parole lentamente, mentre il mio cuore si frantumò in mille pezzi, non ero io quella giusta per lui e non lo sarei mai stata...in un attimo cambiai da triste a infuriata.
«E allora se hai trovato la tua compagna, mi spieghi perché passi tempo con me, dovresti stare con lei...» mi alzai di scatto e mi diressi verso l'uscita mentre sentivo chiamarmi da lui.
«Alice, aspetta posso spiegarti!» urlò per farsi sentire mentre io ero già uscita e diretta verso il cancello.
«Lasciami in pace e non mi parlare più!» la guardia vedendomi, non so perché, aprii il cancello, mentre Tyler ancora mi chiamava. Appena il cancello si aprì incominciai a correre mentre calde lacrime cadevano sulle mie guance.
«Alice non te ne andare!» fu l'ultima frase che sentì mentre mi allontanavo da quel castello.Appena arrivata a casa mi buttai sul letto e ci rimasi per molto tempo, piansi forse per un'ora intera. Perché ero così stupida? Come potevo credere veramente che gli potessi piacere? Insomma, sono orribbile, chi vorrebbe mai uno scherzo della natura? Con questi pensieri nella testa sentì la porta bussare e senza il mio consenso si aprì.
«Ora mi spieghi cosa cazzo sta succedendo!» disse Jake facendo capolino nella stanza. Ma appena posò il suo sguardo sui miei occhi la sua espressione tramutò da incazzato a preoccupato.
«Ehi, piccola che succede? » corse verso di me stendendosi e abbracciandomi mentre stavo ancora piangendo, appoggiai la testa sul suo petto caldo, mi sentivo bene con lui.
«Jake io mi faccio schifo, dono bruttissima come potevo pensare che forse...» non finì quella frase che scoppiai dinuovo a piangere, mi sentivo inutile.
«Come scusa? Parli seriamente?» chiese quasi sbalordito mentre mi guardò con quegli occhi tanto sinceri. Non accennai a parlare perché non ne avevo nemmeno voglia, avevo sprecato tutta la forza che mi era rimasta.
«Senti, ora ti dico una cosa. Lo sai perché i primi giorni che ci siamo conosciuti facevo così tanto lo stronzo? Beh vedi è perché il fatto che non potevo baciarti o toccarti mi mandava in tilt e penso che mi ero preso una bella cotta, pensavo che eri bellissima, sin dalla prima volta che ti ho vista, è per questo che ci ho provato spudoratamente con te» lo guardai sbalordita, lui sorrise quando notò che non piangevo più, ma mi si erano arrossate le guancie per l'imbarazzo.
«Ma poi...» fece per continuare ma lo interruppi «...ti sei innamorato di Tess.» finì al posto suo sorridendo complice. Mi aveva tirato un po' su di morale.
«Si...ma tanto è inutile, lei mi evita in continuazione...», mi faceva pena, era molto triste.
«Je senti, Tess è una ragazza molto timida ed è chiusa in sé per paura che le persone le facciamo del male, io la capisco. Devi conquistarla piano piano, non provare a fare passi da gigante, le metterai solo fretta. So che anche lei prova qualcosa per te, ne sono convinta, devi solo cercare di conquistarla nel modo giusto, devi andare piano.» dissi sinceramente, potevamo essere una bella coppia, almeno per loro ci sarebbe stato un lieto fine...
«Penso proprio che seguirò il tuo consiglio, non mi arrenderò fino a che non la conquisterò del tutto, incominciando dalla festa di domani sera.» affermò convinto. Mi ero scordata della festa di domani a casa della nostra compagna!Jake se ne andò dandomi un bacio sulla fronte dicendomi che mi voleva bene e in qualche modo anche stavolta era riuscito a farmi sorridere.
Mi feci portare la cena a letto, dicendo a mio padre di avere un forte mal di testa e che volevo rimanere in camera.Avevo deciso che non avrei più pensato a Tyler, lui avevo trovato la persona giusta per lui, io volevo solo divertirmi. Si, mi sarei divertita non pensando a niente e a nessuno.
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𝗟𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗲 𝗮𝘀 𝗜 𝗵𝗮𝘁𝗲 𝘆𝗼𝘂.
LobisomemAlice, ragazza testarda, timida, folle, con un forte carattere e in balia dei suoi sentimenti, è da tutta la vita che si sente diversa ed estranea dal suo mondo. E se fosse proprio così? E se una rivelazione scioccante la farebbe cambiare? Ci sarà s...