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And you get a head
A head full of dreams
You can see the change you want to
Be what you want to be

When you get a head
A head full of dreams
It's a love, I've just been spoken
With a head full of dreams

When you get a headA head full of dreamsIt's a love, I've just been spokenWith a head full of dreams ✧

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Una delle meraviglie della Corea era di certo la sua primavera.  

L’aria che si respirava a Seoul era tranquilla, leggera, romantica. 

Le giornate andavano allungandosi, il cielo si colorava di un blu sempre più intenso, i profumi delle bancarelle gastronomiche addolcivano l’aria, mentre la fioritura dei ciliegi era la vera protagonista di quest’unica bellezza. 

Raggiunsi il mio vecchio quartiere e riconobbi la signora Hwang, la proprietaria del mio appartamento – Buon pomeriggio caro! Sei tornato prima del previsto, come mai?- mi aveva gentilmente chiesto, non appena incontrati.

-Avevo nostalgia di casa.- le risposi.

Sì, casa.

Ero tornato in Corea per l’unica persona al mondo che, in ogni dove,  mi avrebbe fatto sentire a casa.

-Hai intenzione di tornare a vivere qua da me?- domandò poi.

-Non so signora-  sorrisi dolcemente – il mio futuro, al momento, è appeso su di un filo.-

-Ah, me la ricordo questa sensazione…- sospirò lei -Da giovani si è sempre in cerca di avventure…- affermò divertita.

Risi.

-In realtà sono venuto a darle questi.- 

Le passai un gruzzolo di denaro che avevo guadagnato lavorando in Thailandia, erano arretrati dell’ultimo affitto.

 -Glieli dovevo.-

-Ma caro…- 

-Ci mancherebbe signora- mi inchinai.

–Grazie di tutto. Arrivederci.-

Ripercorsi le vie della mia infanzia, riuscendo quasi a sentire l’eco delle risate condivise con Youngjae, le quali avevano caratterizzato il nostro tragitto verso la scuola superiore.

Rivissi un sacco di ricordi indelebili che, capii, non mi avrebbero mai abbandonato.

Giunsi finalmente all’ingresso del condominio di Youngjae, dove una massa informe di bozzi, vandali, vichinghi mi piombò addosso improvvisamente.

Non avevo nemmeno fatto in tempo a citofonare! 

Erano i miei migliori amici. Tutti e sette, all’appello.

-BAMBAM AHHEJHEWUJNKJHFSIUHSK- sbraitò Yugyeom, come una teenager in preda al suo idolo numero uno.

-TESTA DI RAPANELLO! – esclamò Jackson con voce da madre.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Mar 20, 2020 ⏰

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