Parigi

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La Bastiglia
1793

La cella era buia, l'unica fonte di luce era una finestrella sbarrata dalla quale oltre ad una piacevole luce calda proveniva anche lo spiacevole suono della lama che cadeva sulle teste degli aristocratici. Le pesanti sbarre di ferro cigolarono all'apertura
-Non è terribile?- disse l'uomo appena entrato nella cella, un forte accento francese ad accompagnare quelle parole
-Si! Tagliare la testa di quella povera donna è stato terribile- Aziraphale non sopportava le urla di quelle persone
-Pierre è un dilettante, lascia la corda sempre troppo presto. Lei è fortunato che tocchi a me, Jean-Claude, staccarle quella testa da traditore
-Senta, c'è stato un terribile errore- discorporarsi così lo avrebbe fatto finire in una marea di guai, come avrebbe spiegato a Gabriel il suo finire sotto la lama di una ghigliottina durante la rivoluzione francese, quando lui doveva essere a migliaia di chilometri dalla Francia?
-Ho buone notizie, lei è il 999· aristocratico che morirà alla ghigliottina per mano mia, ma è il primo inglese- pure numeri dispari, di bene in meglio.
Jean-Claude provò ad avvicinarsi a lui per togliergli la cravatta[1]
-La prego, no! Venire qui è stato un errore clamoroso
Si sentì uno schiocco di dita e il boia si immobilizzò, ma Aziraphale non si accorse di niente
-Animali
-Gli animali non si uccidono tra di loro con macchine intelligenti, angelo. Solo gli umani lo fanno
Angelo. Aveva iniziato a chiamarlo così da poco. Effettivamente era quel che era, ma il tono con cui lo diceva lo aveva trasformato in una specie di... nomignolo, una cosa tra loro.
Aziraphale si girò di scatto per guardarlo, un gran sorriso che gli illuminava la faccia
-Crowley!
La faccia del demone non era altrettanto sorridente, certo il modo in cui Aziraphale si era comportato appena accortosi della sua presenza gli aveva scaldato il cuore, ma odiava il modo in cui tendeva a mettere in pericolo la sua vita
-Che diamine ci fai imprigionato nella Bastiglia? Pensavo volessi aprire una libreria-copertura
Certo, era quella l'idea iniziale di Aziraphale, ma poco prima di mettersi all'opera si accorse di quanto si sentisse solo, sentiva la mancanza di Crowley, voleva rivederlo. Sapeva di aver creato una specie di connessione con lui quando si erano divisi in quel modo brusco nel VI secolo. Aveva sentito qualcosa attivarsi e qualcos'altro mancare. Ma non poteva certo dirlo al demone. Quindi mentì, una piccola, innocente, bugia, o almeno questo è quello che si raccontò il Principato
-È così, ma avevo un languorino
-Un languorino?
-Se vuoi saperlo, avevo voglia di crêpe. Solo a Parigi sanno farle bene
Forse Crowley se lo sarebbe dovuto aspettare. Ti pare che il suo angelo non avrebbe rischiato la vita solo per del cibo
-Quindi hai attraversato il Canale durante la rivoluzione, solo per uno spuntino? Vestito così?
-Ho i miei standard. Sapevo che qui stavano esagerando, ma...- "Ho i miei standard" tradotto sarebbe "mi sono vestito bene perché volevo fare bella figura, dato che non ci vediamo da quando ci siamo accordati perché io andassi ad Edimburgo e tu rimanessi a Londra per fare quel miracolo per Shakespeare. Ah sì, mi sono anche preso una mezza cotta per te"
-Si, questo non è esagerare, qui tagliano un sacco di teste. In modo efficiente. Con una grande macchina taglia-teste. Perché non fai un altro miracolo e torni a casa?
-Mi hanno rimproverato il mese scorso. Secondo loro ho fatto troppi miracoli futili. Gabriel mi ha scritto una lettera infuocata
-Per tua fortuna ero in zona
Bugia. Bugia. Bugia. Crowley non si trovava assolutamente in zona, anzi, era molto lontano dalla Francia. Si trovava bloccato nel bel mezzo di una lotta tra la milizia Sarda e la flotta Francese[2], colpa di ordini sbagliati dal basso, ma dopo tutto il tempo che avevano passato insieme Crowley aveva sviluppato una specie di sesto senso che lo avvertiva appena Aziraphale si trovava in pericolo e con un solo schiocco di dita era in grado di raggiungerlo, senza neanche sapere dove si trovava, semplicemente arrivava dal suo angelo.
-Direi di sì. Perché sei qui?
-Ho ricevuto un encomio per il mio eccellente operato- mentì
-Tutto questo è frutto della tua opera demoniaca?- Aziraphale sperava, ovviamente, in una risposta negativa
-No! È frutto degli umani, io non c'entro nulla- Crowley rimase ferito da quell'accusa
-Immagino di doverti ringraziare per avermi salvato- disse l'angelo lanciandogli un piccolo sorriso, era veramente grato, adorava essere in compagnia del demone
-Non dirlo. Se i miei vengono a sapere che ho salvato un angelo finirò nei guai. E i miei non mandano lettere stizzite
-Bhe, ti sono grato comunque. Se ti offrissi il pranzo?
Era un appuntamento? No, no, voleva solo ringraziarlo, giusto?
-Così conciato?
Con un movimento della mano Aziraphale si cambiò l'abito
-Non conta come miracolo, vero?
Crowley con lo stesso gesto della mano mise un abito da aristocratico sul boia, poi fece ripartire il tempo. Le guardie entrarono nella cella e presero un alquanto agitato Jean-Claude
-Così vestito, se l'è cercata. Cosa c'è per pranzo?- disse Crowley sorridendo ad Aziraphale
-Che ne diresti di qualche crêpe?- Aziraphale gli sorrise di rimando.

[1]Perdonate la mia ignoranza ma non ho la più pallida idea di come si chiami questo accessorio che gli aristocratici francesi portavano verso la fine del '700:

Ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che viene chiamata "cravatta" (esatto, la nostra cravatta, ma questo è l'antenato) però sono abbastanza sicura che abbia un nome diverso, che sfortunatamente, non riesco a ricordare

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Ho fatto un po' di ricerche e ho scoperto che viene chiamata "cravatta" (esatto, la nostra cravatta, ma questo è l'antenato) però sono abbastanza sicura che abbia un nome diverso, che sfortunatamente, non riesco a ricordare.

[2]In realtà tra l'attacco della flotta Francese nei confronti della Sardegna e la rivoluzione Francese passano un po' di mesi, ma dovevo pur mettere Crowley da qualche parte.

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