"She's got the look
Wanna know better"
9.
Senza aspettare alcuna risposta le fece cenno di seguirlo in cucina.
I suoi pensieri un groviglio di fili, non riusciva a tesserne neppure uno che avesse un senso e una direzione. Pareva fluttuare in una bolla di sapone, si sentiva magicamente accettato e la sensazione di aver trovato un amico gli donava un senso di pace che voleva tenere saldo al petto il più possibile. Non doveva sollevare i gomiti o la bolla sarebbe esplosa e lui si sarebbe trovato con la schiena a terra, di nuovo solo.
"Comunque" Nina tossì per stendere la voce "non sono un'imbrogliona e sì, mi andrebbe un succo di frutta"
"Scusami, non ho neppure aspettato la tua risposta, la verità è che sono io ad averne un desiderio pazzesco" si girò appena, sorridendo e vedendola ricambiarlo gli si scaldò il cuore.
Una volta in cucina, aprì il frigorifero, pose le mani sui fianchi e si interrogò ad alta voce.
"Allora, Nina sarà una ragazza da succo di frutta alla pera, arancia, mela, ananas, frutti tropicali, frutti rossi.."
La sentì ridere e gli si avvicinò.
"Wow, abbiamo una vasta scelta"
"Quale preferisci?"
La vide corrucciare la fronte e timidamente puntò l'indice verso il secondo cartone.
"Assolutamente arancia rossa"
"Ottima scelta"
Lo vide allungarsi e il tessuto della camicia si tese sul fianco. Tornò a sedersi, compiaciuta e incuriosita da quell'uomo da camino, succo di frutta e innumerevoli sorrisi.
Seguì i suoi movimenti con lo sguardo, prese due bicchieri, li riempì fino all'orlo e sorridendo lo avvicinò al suo petto. Si accinse ad afferrarlo sfiorando le sue dita affusolate e fredde.
"Sicuramente il tuo nome sarà sulla copertina dell'album"
Quella frase a ciel sereno la destabilizzò, quasi non le andò di traverso il dolce liquido rossastro.
"Il mio nome sulla copertina di Michael Jackson, amico d'infanzia perduto e ritrovato. Questo sì che è folle... "
Persa nei pensieri Michael la osservò portare alle labbra il vetro, poggiarvisi sopra con estrema cura.
"Una ragazza che si interessa alla mia persona, questo sì che è folle" la canzonò.
"Oh andiamo Michael, hai incontrato persone sbagliate, tutto qui"
"Non sono le persone ad essere sbagliate, è il mio mondo ad esserlo"
Si rabbuiò, i suoi occhi divennero grandi e scuri e Nina piegò il viso studiando la sua espressione.
"Vieni qui"
Nessun cenno da parte dell'uomo che rimaneva inerme, sorseggiando il succo, perso in chissà quale pensiero per Nina sconosciuto.
"Michael, vieni qui"
Picchiettò con la mano la sedia vuota accanto alla sua, lo vide avvicinarsi e sprofondarci nascondendo il viso.
Un forte odore di sandalo le arrivò alle narici e apprezzò la sua vicinanza.
"Hai mai pensato che il prezzo da pagare fosse troppo alto? Pensato di smetterla di vivere sotto i riflettori e ... rinunciare?"
"Quante volte Nina, quante volte" sospirò e strinse il bicchiere con forza, le nocche persero il proprio colore rosaceo.
"Ma non ci riesci e non ci riuscirai mai, vero?"
"Il palco è la mia casa, rinunciare a quello vorrebbe dire per me voltare le spalle a me stesso, ciò che sono. E' solo sotto i riflettori che mi sento libero di qualsiasi pregiudizio. Quando ballo e canto... " un guizzo accese i suoi occhi, tornando ad acquistare le sembianze di un cielo stellato "sono vivo. Non mi importa di nulla, non penso, non ragiono, vivo e respiro musica e sono nel mio elemento, totalmente. Non mi sento sbagliato. E' la vita reale a spaventarmi, scendere dal palcoscenico è difficile. Io sono un uomo di spettacolo ed è lì il mio posto. Preferirei rinunciare alla mia vita che al mio lavoro perché è quello a rendermi Michael. Una sera... "
Attese paziente, capì che voleva sfogarsi.
"Una sera... ho dormito lì, su quel palco. Non ho mai dormito così bene, Nina. Mai."
"Purtroppo è tutto una conseguenza di ciò che ami, l'altro lato della medaglia. Non puoi chiedere allo stesso momento di non essere seguito e raggiungere ugualmente gli obiettivi che desideri. Se Michael non fosse così dannatamente speciale nel canto e nelle musica, e se non eccellesse, la gente non avrebbe interesse a sapere cosa fa nel tempo libero o ad informarsi di più sul personaggio"
"No, io vorrei" poggiò il bicchiere per poter gesticolare "un muro. Adesso sono Michael Jackson, cantante e ballerino, ed è giusto che la gente venga da me per ascoltare ciò che ho da dire e trasmettere. Ora sono Michael, vivo la mia vita e non è giusto che la gente ne faccia parte o si permetta di giudicare"
"Non funziona così, ma non perché sei Michael Jackson ma perché non funziona così con nessuno di così tanto famoso. Li idealizzi, ti sembra persino strano che possano mangiare le stesse cose che mangi tu. Il punto è che le persone sono ignoranti, parlano ed agiscono senza pensare che ciò che stanno facendo è inopportuno o illogico. Prendi me, ad esempio"
si indicò e Michael seguì lo sguardo dal suo viso alla sua camicia, splendidamente gialla come il sole.
"Tutti abbiamo avuto degli idoli, io non ne sono indifferente. Ho pianto, pianto tantissimo per la morte di Freddie Mercury e per me era un grandissimo riferimento. Amavo la sua musica e quando sei così preso da un personaggio di così alto spessore arrivi a farti delle domande che sono stupide. Spesso mangiavo i broccoletti e mi chiedevo <Chissà se Freddie Mercury mangia i broccoletti>" la risata di Michael si espanse per la cucina e Nina dovette fare una pausa per non sovrastarlo e per ascoltare quella sinfonia meravigliosa. "So che sono domande stupide e alla fine cosa me ne importa di cosa Freddie Mercury mangiasse ma quando sei un fan arrivi a rendere terreno quello che è il tuo idolo, per te ultraterreno da quanto affetto provi. Non so se mi sono spiegata... "
"Che Dio benedica Freddie Mercury, ho avuto l'onore di conoscerlo"
Nina sbarrò gli occhi per poi ricomporsi, aspettando che aggiungesse altro ma non lo fece. Riportò il bicchiere alle labbra e bevve. Accavallò le gambe, muovendo il piede avanti e indietro, seguendo una musica inudibile per lei.
Rimase ad osservarlo, fino a quando non la inchiodò con i suoi occhioni scuri e magnetici.
Una suoneria interruppe il loro contatto, permettendole di riacquisire tutti i suoi sensi in un attimo soltanto.
Nina si alzò dalla sedia, distanziandosi di pochi passi e rispose a Nick.
"Ciao Romeo, ti mancavo già?"
La sua risata inconfondibile aleggiò nel ricevitore.
"Ciao Nina, ero passato da casa tua"
"Non ti ricordi che dovevo lavorare per.." guardò Michael che si umettò il labbro attendendo pazientemente "per.. il collega di mio padre, sì. Sono ancora qui da lui, stavamo giusto facendo un break da quel restauro di cui ti parlavo"
Vide Michael ridacchiare, nascondendo il viso.
"Oh, va bene, come sta andando?"
"Molto bene, mi ha detto che ho fatto un ottimo lavoro finora"
Lo vide alzarsi e mettersi di fronte a lei con un sopracciglio nero alzato. Il cuore aumentò il battito.
"Almeno spero che la moglie sia un bel soggetto"
"Un bellissimo soggetto"
Le spostò un ricciolo ribelle dietro l'orecchio, lui costretto a guardare verso il basso per vederle il viso e lei al contrario aveva il collo teso per incrociare il suo sguardo.
"Addirittura, lo dici perché lo stai dipingendo tu o perché lo è davvero?"
"Lo dico perché è oggettivamente una bella donna"
Michael corrucciò la fronte e Nina dovette trattenersi, Michael così curioso e impaziente la faceva ridere.
"Questo ti rende il lavoro sicuramente più facile"
"Oh, ma come sei superficiale. Il lavoro è lavoro. Capirai quando entrerai nel mondo degli adulti Romeo. Comunque adesso devo andare, ci vediamo domani in Università?"
"Domani è Sabato, se vuoi vedermi lo stesso potevi usare qualche altra scusa piuttosto che l'Università"
Nina avvampò e strinse forte la cornetta. Michael roteò gli occhi e si diresse verso la sala. Nina affrettò il passo e lo seguì.
"Nick, devo andare. Ci sentiamo"
Non aspettò la risposta e gli si mise al fianco.
"Non capisco, il tuo ragazzo si chiama Nick o Romeo?" alzò un sopracciglio, guardandola in volto.
"Non hai capito proprio un bel niente. Non è il mio ragazzo, punto primo e punto secondo il suo nome è Nick ma è così sdolcinato a volte che l'ho associato a Romeo, è una sorta di soprannome affettivo"
Si sedette a terra a gambe incrociate e la ragazza fece uguale di fronte a lui.
"Parlami di lui e di Helen, sembra che tu abbia con loro un legame speciale"
Voleva conoscerla, studiarla, entrare timidamente nel suo mondo ed egoisticamente farne parte.
Si mise comoda, poggiando le mani dietro la schiena.
"Helen è mia amica dall'inizio dell'Università. E' stato un colpo di fulmine, in effetti un po' come fra te e me. Ho sentito sin da subito una forte sintonia ed è stato molto semplice in realtà. Un giorno sconosciuti e il giorno dopo inseparabili. Abita poco distante da me e frequentiamo la stessa facoltà. Abbiamo molto in comune e le voglio davvero un gran bene. E' una delle poche persone con cui non ho veli, sono disinibita e so che mi accetta così come sono."
Si umettò le labbra, vedendolo sinceramente interessato.
"Nick lo conosco da poco, giusto un paio di giorni ma siamo molto simili e mi ha dato fiducia" scrollò le spalle.
"Tutto qui?"
"Beh, non nego sia un bel ragazzo e credo che lui un po' di interesse lo abbia nei miei confronti però non mi va di impegnarmi"
"Come mai?"
"Quante domande signor Jackson!"
"Voglio conoscere la mia amica e pittrice personale" le fece un occhiolino e si mise a ridere.
"Non lo so Michael, io... "
Michael si tirò su a sedere, mettendosi diritto e composto. Lesse in quei suoi occhi verdi tanta tristezza ed era la prima volta che leggeva un sentimento diverso dall'ilarità e la gioia. Sentì un male fisico all'addome alla vista di quel mare verde scurirsi e corrucciarsi.
"Io non voglio legami, non di quel tipo almeno"
"Hai mai avuto un ragazzo Nina?"
"Ho 21 anni Michael e sì, ho avuto relazioni passate"
"Non puntualizzare l'età, l'età non centra nulla con i sentimenti. Non ti avrei di certo giudicata se non lo avessi avuto"
Lo vide stringersi nelle spalle e Nina puntò un dito al suo petto.
"Di solito chi puntualizza è perché si sente protagonista di ciò che dice. Non hai mai avuto relazioni?"
"Vedi che sei un imbrogliona? Stavamo parlando di te, non è giusto rigirare la domanda a tuo piacimento"
Nina adocchiò un cuscino lì vicino e glielo tirò in viso. Da dietro la stoffa, comparvero i suoi occhi lucidi e brillanti come mai.
"Basta darmi dell'imbrogliona"
Michael le rispose con la stessa medaglia e la cuscinata le arrivò dritta in faccia, colpendola.
Lo sentì ridere e Nina, rossa in visa, lo guardò meravigliata.
"Sono curiosa anche io di conoscerti Michael, la mia era una domanda come la tua"
"Ho avuto relazioni, ti basta?" incrociò le braccia al petto e Nina gliele sciolse ridacchiando.
"Dio, come diventi capriccioso. Mi basta, per il momento, ma un giorno saprò ogni cosa di te"
Lui diventò improvvisamente serio e le carezzò una guancia, non appoggiò la nocca, fu un contatto sfiorato, a fior di pelle.
"L'ho visto Nina ma me ne parlerai quando vorrai, quando ti sentirai pronta. Tutti noi nascondiamo nemici sotto al letto eppure quei tuoi occhi così grandi mi avevano ingannato. Credevo il tuo mondo fosse un arcobaleno, ma dovevo capirlo. L'arcobaleno spunta dopo la pioggia"
Ci fu un attimo di silenzio, si guardavano e si studiavano.
"Vieni, ti faccio vedere un posto"
"In realtà dovresti farmene vedere molti, questa casa è un paese intero"
"Certo, è Neverland!"
STAI LEGGENDO
🆆🅷🅰🆃 🅰🅱🅾🆄🆃 🆄🆂? - ᴀ ᴍɪᴄʜᴀᴇʟ ᴊᴀᴄᴋꜱᴏɴ ꜰᴀɴꜰɪᴄᴛɪᴏɴ
Fanfiction"Io ti sono così indifferente e lo trovo meraviglioso" "Ogni qualvolta avrai bisogno di me sarò qui Michael. Me lo sono promessa"
