"The way she came into the place
I knew right then and there
There was something different
About this girl"
3.
Si era liberata velocemente del vestito per mettersi in uno dei suoi pigiami larghi e morbidi ed una volta sotto le coperte, aveva ripercorso mentalmente la serata; i volti conosciuti e gli onesti complimenti ricevuti.
Era pronta per mostrare al mondo di che pasta fosse fatta, voleva seguire i consigli di Michael e pertanto non doveva scoraggiarsi né darsi per vinta perché come gli aveva ripetuto lui : se siamo noi i primi a non credere in noi stessi, come possiamo pretendere che il pubblico, le altre persone credano in noi?
Inevitabilmente il pensiero si diresse verso di lui.
A lui così noto eppure tanto semplice ed umile, che le aveva tenuto compagnia per la quasi totalità della serata.
A lui così brillante, dotato di una grande cultura e un forte carisma.
A lui così attraente, affascinante, così bello.
Era come un tornado, quando le persone gli stavano accanto inevitabilmente le coinvolgeva nel suo mondo, nella sua mente.
Quella sera Nina si addormentò con un sorriso sulle labbra e un titolo : Dangerous.
Dall'altro capo della città anche Michael pensò alla serata e in particolar modo a Nina.
Non credeva possibile che quella bambina fosse cresciuta diventando ancora più graziosa e speciale.
Era sinceramente contento di come fosse spontanea, onesta e sincera. Vedeva nel suo cuore tanta purezza.
Lo aveva trattato per tutta sera come se fosse un uomo qualsiasi, come se sulle sue spalle non gravasse il peso del suo titolo e della sua notorietà. Si era sentito genuinamente apprezzato e dopo diverso tempo riuscì a non passare una notte insonne.
La sveglia destò Nina dal suo sonno.
La spense frettolosamente e si tirò subito a sedere. Non poteva permettersi di perdere tempo crogiolandosi nel letto, doveva raggiungere l'università e quel giorno lo avrebbe fatto con un sorriso ancora più grande del solito.
Tirò le tende della finestra e si diresse in bagno.
Si lavò i denti, sciacquò il viso e corse in cucina, dove una volta aperto il frigo e recuperato un cartone di latte, se ne versò un bicchiere. Fece capolino dalla porta il padre. "Buongiorno tesoro" "Buongiorno papà"
Sorrise e lo superò, dirigendosi di nuovo verso la sua stanza. Si infilò un paio di jeans scuri, una canottiera e una camicia a quadri bianca e nera. Si diede una veloce passata di piastra ai capelli, nella notte i suoi ricci avevano iniziato a gridare libertà, ed una volta ordinata la chioma ribelle, si truccò appena. Riempì lo zaino della sera prima con i libri necessari per le lezioni del giorno, infilò il cappotto e si diresse fuori casa. Una brezza fredda e rigida le punse il viso.
Si calò il cappuccio in testa e camminò sino alla fermata dell'autobus, dove pochi minuti dopo salì.
Stesso posto, stesso orario.
Si sedette vicino al grande finestrino, lato sinistro, quarta fila dal fondo. Il posto accanto lo riservava sempre per la sua migliore amica, Helen. Avevano la stessa età e frequentavano gli stessi corsi. Sin da subito si erano sorrise e si erano avvicinate, come attratte da un invisibile calamita, per poi diventare inseparabili. Frequentavano la stessa compagnia, con altri dei loro coetanei i quali erano iscritti e frequentavano facoltà differenti.
Erano alla sua fermata. Nina si sporse e le sorrise.
Era una ragazza minuta e snella, dai tratti asiatici. Aveva piccoli occhi a mandorla ed un incarnato abbronzato. Nei suoi tratti somatici risiedevano diverse etnie e culture, e come tale era una persona dotata di grande intelletto e ampie vedute.
"Ciao N" era solita chiamare la ragazza così ed era un soprannome che Nina trovava buffo ed affettuoso.
"Ciao H"
Helen la osservò in viso per poi ridere.
"Che cos'hai sognato stanotte? Hai un'aria così persa e felice"
"Forse mi sono solo alzata dal lato giusto del letto"
"Speravo di più in una notte eccitante, piena di dettagli per la tua cara amica, dopo la cena di ieri sera con i tuoi"
Nina rise e diede un leggero spintone all'amica, che la seguì di rimando ridendo.
"E' stata una serata piacevole,abbastanza tranquilla. Ero emozionata come una bambina al luna park, ho conosciuto talmente tanta gente famosa che quasi non ci credo. Robert de Niro, Elizabeth Taylor, Steven Spielberg, Martin Scorsese,Tom Cruise.." l'amica la interruppe. "Tom Cruise, mio dio. Ogni volta che compare in TV vorrei potesse uscire dal televisore chiedendomi di sposarlo."
Nina storse il naso. "Mi dispiace rovinare la tua illusione ma non è per niente simpatico da ubriaco. Anzi è molesto. Mi ha detto che ho un bel culo e ci ha spudoratamente provato, tentando di lasciarmi il suo numero."
"Tu scherzi" le puntò un dito a poca distanza dal viso "Tom Cruise ti ha detto che hai un bel culo, si è proposto di darti il numero e tu mi vorresti dire che ti ha dato fastidio?"
"Odio la gente che ha delle pretese solo perché si sente nella posizione per poterlo fare. Se si fosse limitato al commento o al solo darmi il numero sarebbe stato un conto, ma non voleva parlare di nient'altro che l'ipotesi di portarmi a letto" Nina alzò un sopracciglio e sostenne lo sguardo dell'amica.
"Poco gentiluomo, te lo concedo. E poi? E' stato l'unico a complimentare la mia bellissima amica?"
Nina sorrise affettuosamente.
"In realtà mi hanno fatto diversi complimenti, più o meno sinceri questo non lo so ma mi interessavano più i loro commenti ai miei disegni. Li ho portati con me e li ho mostrati a diverse persone, proponendomi disponibile per collaborazioni o qualsiasi progetto potesse includermi"
"Hai fatto bene e vedrai che a qualcuno tornerai in mente" "Lo spero proprio.."
Non volle dirgli di Michael, non riteneva giusto compromettere la sua privacy né esporlo senza un suo consenso e Nina non aveva la minima idea di cosa potesse pensare al riguardo.
"Quindi il sorriso che hai stampato in faccia è solo per il verso del letto giusto..."
"Be, quando partecipi ad una cena così importante, senza alcuna aspettativa e ti trovi complimentata da grandi dello spettacolo.. Fidati che il sorriso è difficile toglierselo"
Poche fermate e sarebbero arrivate all'università.
"Stasera non ci dai buca, vero?"
"Cosa volete fare?"
Helen si sistemò sul sedile, eccitata del piano.
"Mi ha chiamato Ron,dice che un suo amico voleva dare una festa a casa sua prima delle vacanze natalizie e abbiamo pensato non fosse male approfittare dell'ospitalità per rubare un paio di birre e ascoltare musica"
"Guarda H, sinceramente non lo so. L'idea è fantastica ma.. non ho dormito molto stanotte e non voglio ridurmi uno straccio. Abbiamo esami importanti presto e pretendo il massimo"
"Non puoi pretendere il massimo senza concederti riposo e divertimento quando necessario"
"Ma sentila, è la mia coscienza che parla?"
"Sì, e adesso alza il bel culo. Siamo arrivate" "Ti chiamerò Tom Cruise se continui così"
Le due si misero a ridere e scesero dall'autobus ritrovandosi di fronte all'università.
Quell'edificio pareva essersi trasformato nella loro casa da quando si erano iscritte. Ci trascorrevano la maggior parte del tempo e avevano imparato ad amarlo come fosse una figura paterna che, ergendosi maestosa, indicava loro come raggiungere il futuro desiderato. Con lo zaino in spalla si avviarono verso l'aula che brulicava già di gente.
Salutarono alcuni compagni per poi sedersi e staccare la spina e la connessione dal mondo intero.
All'ingresso del professore calò il silenzio e ognuno di loro si trasformò in una spugna, la quale doveva necessariamente assorbire e rubare conoscenza. Le lezioni si susseguirono fino all'orario di pausa dove si ritrovarono sedute cavalcioni su un muretto principale appena fuori dal portone dell'edificio.
"Non lo mangi più?" Nina indicò il panino che Helen stava per mettere a posto. Flashback della sera precedente le tornarono in mente quando aveva fatto la stessa domanda a Michael.
"No, prendilo pure fogna"
"Ben volentieri" allungò la mano e finì il pranzo in silenzio.
Qualcuno da dietro le passò una mano sui capelli spettinandoglieli volutamente.
"Provo a indovinare chi può essere il .."
"Odio quando tieni i capelli così, è più divertente spettinare i ricci e vederteli svolazzare in faccia"
"Ciao anche a te Joe"
Joe faceva parte della loro compagnia di amici. Era un uomo robusto e muscoloso, dagli occhi nocciola e dai colori caldi. Frequentava la facoltà di medicina.
"Ciao a entrambe, tutto bene? Ieri ci hai dato buca"
"Si, scusate, ho avuto una cena con i miei a cui non potevo mancare"
"Ti farai perdonare stasera, buon continuo!"
E così dicendo sparì.
"Quindi verrai stasera? Mi manca la mia amica" Helen le si mise di fronte, sbattendo gli occhi a mandorla e cercando di sedurla,tentando invano di imitare l'espressione di un cane abbandonato.
"Sai che non funziona questo tuo musetto dolce con me. Ti faccio sapere, già il fatto che ci penso è positivo. Rientriamo"
Frequentarono le restanti lezioni e una volta terminate si incamminarono verso la fermata del bus, come da routine.
Nina sbadigliò e Helen la ammonì "Ah no, non iniziare già a sbadigliare e dire che hai sonno perché non ci casco e non accetto un no per stasera. " "A volte H sei proprio testarda e cocciuta. Non vorrei mai essere tuo marito" "Sei peggio infatti, sei la mia migliore amica" Le due si sorrisero e salendo sul bus si sedettero al solito posto.
"Che tipo di festa è? Natale è fra un mese, che senso ha festeggiarlo così tanto in anticipo?"
"Quella del natale che si avvicina è solo una scusa per cacciare i suoi di casa e fare un po' di baccano"
Nina buttò la testa all'indietro.
Helen la imitò e si guardarono sorridendo.
"Ho una paura tremenda per i prossimi esami" le confidò l'amica.
"Ce la faremo, d'altronde due testarde come noi non possono che farcela"
"Devo venire anche io ad una cena di VIP se il risultato è un'ottima autostima"
"Potrei proporglielo per il prossimo anno"
A fine corsa Helen scese per prima e si salutarono con un sonoro bacio.
Poco dopo anche Nina scese ed entrò in casa, buttando a terra lo zaino e dirigendosi verso la sala dove trovò i suoi genitori al computer.
"Eccomi qui" "Oh, ciao tesoro" esordì Jill senza voltare lo sguardo dallo schermo.
"Cosa state guardando di così magnetico?" si sporse per vedere e scorse il sito internet di una compagnia aerea.
"Devo andare a New York per una sfilata di beneficenza a cui voglio assolutamente partecipare e contribuire, forse papà mi può seguire questa volta" "Ottimo, quando?" "Tra due settimane."
Nina strabuzzò gli occhi ma non disse nulla.
Prese lo zaino, estrasse uno dei tanti volumi e iniziò a studiare in vista di un esame orale e scritto di Arte Contemporanea.
Il tempo sembrò volare, le sembrava appena passato un minuto quando sentì sua madre chiamare per la cena. La aiutò ad apparecchiare e una volta seduti a tavola i genitori iniziarono a interrogarla.
"Come ti è parsa la serata di ieri sera?" "Sì, non abbiamo ancora avuto modo di sapere la tua impressione"
"Sono stata bene e vi ringrazio per avermi portato con voi. Mi hanno complimentato per i miei disegni.. Spero di venire in mente a qualcuno quando ne avranno la necessità"
"Robert era molto affascinato da te" Nina alzò un sopracciglio.
"Penso che Tom Cruise lo fosse di più"
David per poco non si strozzò. "Cosa intendi dire?" "Innanzitutto era ubriaco e poi ci ha provato spudoratamente, voleva addirittura lasciarmi il numero. Dovevate vedere come Michael è intervenuto non appena Tom ha iniziato ad essere arrogante"
"Che dio benedica quell'uomo" Jill sorrise.
"Abbiamo visto che tra di voi c'era sintonia..." David mormorò piano.
"Sì, penso sia un'ottima persona e che abbia un grande cuore"
"Tesoro, ti prego. Sta attenta, è comunque un mondo estraneo ed infimo, tu sei così piccola e ingenua"
"Certo, lo so. "
"Stai attenta anche a Michael.." David cercava lo sguardo della figlia che corrucciata alzò il viso dal piatto.
"Se avessi modo di scambiarci due parole capiresti che Michael e la cattiveria non possono coesistere sullo stesso pianeta."
"Io mi baso su ciò che vedo e sento, Tesoro. Molti dicono sia strano e che abbia abitudini eccentriche."
"Io mi baso su ciò che conosco e non su ciò che sento e per quel che ho avuto modo di conoscere non è di lui che bisogna preoccuparsi al mondo"
Il silenzio calò sulla tavola. Nina guardò entrambi i genitori in viso.
"Mamma, hai detto che è un tuo amico e da bambina mi avete affidato nelle sue mani. Qual è il problema adesso?"
"Per me nessuno Tesoro, papà ha solo paura.. Ora sei una donna, una bellissima donna e.."
"Non sono così ingenua come pensate e vi dirò di più: è stato l'unico dei presenti che non ha mai abbassato gli occhi dai miei durante le nostre conversazioni. L'unico che ha mostrato rispetto e si è mostrato uomo."
"Ci fidiamo di te"
"Bene, allora non dite idiozie"
Il silenzio regnò di nuovo sulla tavola.
Una volta finito di cenare la ragazza ricevette la chiamata da Helen.
"N, cosa ti metti stasera?"
"Rallenta ragazza, non ho detto che ci sarò."
"Alcune volte non si accettano giustificazioni. Quindi cosa ti metti?"
Nina sbuffò e di rimando fece la stessa domanda all'amica.
"Il vestito che mi hai prestato, quello che non usavi mai e che mi rifiuto di ridarti"
Si misero a ridere. Era un vestito color panna, stretto in vita per lasciare spazio ad una gonna a giro che terminava poco più in alto del ginocchio. Le maniche erano lunghe, con uno scollo a barca.
"Quindi hai intenzione di rimorchiare qualcuno e abbandonarmi a metà serata, ottimo."
"Oppure possiamo rimorchiare entrambe e non sentirci sole del reciproco abbandono"
"Quindi se ti dicessi che intendevo mettere i jeans.."
"Ti direi di andare al diavolo e startene in casa."
"Okay perfetto. Buona serata H!"
"Non ci provare nemmeno. Mettiti la gonna in jeans che ti ho regalato e la maglietta rossa, quella intrecciata dietro"
"Aspetta, tu non mi hai chiamato per chiedermi cosa mettessi ma per impormi cosa mettere."
"Ci puoi giurare, a dopo! Ti passo a prendere io alle 22!"
E così dicendo concluse la telefonata e all'altro capo del telefono non rimase che un fastidioso ronzio.
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🆆🅷🅰🆃 🅰🅱🅾🆄🆃 🆄🆂? - ᴀ ᴍɪᴄʜᴀᴇʟ ᴊᴀᴄᴋꜱᴏɴ ꜰᴀɴꜰɪᴄᴛɪᴏɴ
Fanfiction"Io ti sono così indifferente e lo trovo meraviglioso" "Ogni qualvolta avrai bisogno di me sarò qui Michael. Me lo sono promessa"
