[Capitolo 22] "Sei il punto debole di tutti quei ragazzi"

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Credevo di essere più furba di così, se mi avessero detto qualche settimana fa che sarei andata ad un gala di mafiosi accompagnata dal giovane Michel Young, non ci avrei creduto.

Camminavo a braccetto con Michel che sembrava non volesse lasciarmi per nulla.

Quest'oggi degli uomini sono entrati in stanza accerchiandomi, per un attimo ho pensato che la mia fine fosse arrivata e invece poi si avvicinò Albert Young che esclamò "Quale ciocca vuoi che noi tagliamo?" al ricordo sgrano ancora gli occhi.

Adesso se abbasso la testa è ben evidente che manca una ciocca a rapporto.

Michel mi è stato sempre vicino, ammetto che forse l'ho giudicato male come tutti quanti.

<<Hayley sono arrivati i tuoi amici>> sussurra al mio orecchio, lo guardai preoccupata e lui annuì.

Ci avvicinammo insieme all'uscita ma prima che potessimo mettere piede fuori una voce alle nostre spalle ci ferma.

<<Dove andate?>> chiede l'uomo che oggi voleva giocare a fare il parrucchiere.

<<Papà andiamo a prendere un po' d'aria>> esclama il figlio.

<<Non credo che Hayley voglia uscire vero cara?>>

<<Credo che un po' d'aria faccia bene ad entrambi>> dico io accompagnando il tutto da un sorriso dolce e rassicurante.

Il signor Young sembrava messo in difficoltà, non sapeva cosa dire per non farmi destare sospetti.

Michel approfittò di questo attimo di incertezza del padre per uscire pian piano dalla grande villa con me.

Non so perché ma avevo ancora la sensazione che tutto sia troppo facile.

Mi fa entrare nella sua auto, mette in moto l'auto e comincia a guidare verso l'uscita della villa.

<<Avevi detto che i miei amici erano entrati ma non dovremmo aspettarli?>> chiedo mentre lui non mi risponde.

<<Hey>> gli passò una mano davanti alla vista, non e una buona cosa da fare mentre una persona si trova alla guida.

<<Credevi sul serio che io potessi andare contro mio padre?>> esclama improvvisamente.

In un momento i miei pensieri iniziano a vagare.

<<Tra tutte le ragazze perché proprio Bree?>> chiesi.

<<Non lo so>> rispose.

A quel ricordo vago mi esce un sorriso amaro. Non ricordo quello che successe la sera precedente. Ho come una sorta di buio. Ma è come se questo pensiero volesse rimanere impresso nella mia mente.

<<Credevo che tu mi volessi aiutare, che tu volessi essere diverso da tuo padre. Ma la mela non cade lontano dall'albero vero?>> chiedo e lui scoppia a ridere.

<<Sai perché proprio te e non la sua ragazza?>> chiede e io non mi muovo, voglio che continui.

<<Perché per quanto Brandon dica di amarla, non l'amerà mai quanto te>>

<<Sono sua sorella, è normale>> gli urlo contro.

<<Si ma te l'ho detto anche questa mattina. Sei il punto debole di tutti quei ragazzi>> improvvisamente ferma l'auto in un luogo abbastanza isolato.

Scende dall'auto, cerco di guardarmi attorno ma è tutti così buio e silenzioso che mette i brividi. La mia portiera si spalanca mostrando uno degli scimmioni di questa mattina.

<<Collabora>> esclama l'uomo prendendomi in braccio.

Cercai di dimenarmi ma è comunque sempre più forte di me.

Avevo la vista sul fondoschiena ma improvvisamente sentii il suono di delle pale di un elicottero. Appena misi i piedi per terra guardai l'enorme elicottero e deglutii rumorosamente.

Brayan's pov

<<Lo sapevo che questa era una cazzo di tappola>> esclama Jayden fuori di sé.

<<Ragazzi perché non usiamo questa rabbia sul ring?>> esclama Albert.

<<Perché noi sul tuo ring di merda non ci troniamo, specie dopo Jaques>> gli urla contro Brandon.

<<Non volevo arrivare alle maniere forti, ma questi dovrebbero essere di tua sorella>> esclama passando a Brandon una bustina con dei capelli scuri all'interno.

Inizio a respirare velocemente l'idea che gli avesse potuto fare qualcosa per colpa mia mi sta uccidendo da tutto il giorno.

<<Che cosa cazzo le hai fatto?>> esclamo alzandomi dalla sedia e battendo le mani sopra al tavolo aspettando una risposta.

<<Io nulla, ma chissà cosa potrà fargli mio figlio stanno prendendo adesso un elicottero per Madrid>> dice Young in modo molto calmo e pacato.

<<Cosa vuoi>> esclama Peter alzandosi anche lui.

<<Che uno di voi torni a combattere per me>> dice guardandosi le unghie.

Ci guardammo tra di noi, sapevamo che quello che avevamo fatto era sbagliato per questo nessuno di noi si stava facendo avanti.

<<Le maniere forti devo usare con voi>> esclama accendendo una piccola televisione che mostra un elicottero e Hayley che sta praticamente lottando con due uomini il triplo più grandi di lei per scappare.

<<Brandon la tua sorellina ha un caratterino>> aggiunge lasciando accesa quella televisione.

<<Albert lasciala andare>> dico a denti stretti.

<<Verrai tu allora a lavorare per me?>> chiede Albert posando lo sguardo su di me.

<<Lasciala andare>> dico.

<<Certamente, il tempo stringe e l'elicottero partirà tra circa... dieci minuti>> prese dalla sua scrivania un walky talky <<Se vuoi che lasci stare la ragazza devi dirmi semplicemente sì>> rimasi a guardare la televisione sopra di me, Hayley è forte ma non abbastanza e credo che nessuno debba trattare una ragazza anche se acida e insopportabile come Hayley in quel modo.

<<Sì>> esclamai e sentii i miei amici alle mie spalle non essere d'accordo con la mia scelta <<Mantieni la parola, Young>> aggiungo.

Lui afferra il walky talky ed esclama <<Partite>> io guardai i ragazzi che mi guardarono preoccupati.

<<Se volete riprendere la ragazzina dovete muovermi, si trova nella distesa vicino al ponte di West Palm Beach, buona fortuna>> accompagna il tutto da una risata da psicopatico, non ci soffermiamo troppo su di lui e corriamo verso le nostre macchine.

Durante il tragitto ero preoccupato, mi sento in colpa, se per colpa mia lei dovesse andare a Madrid con quel verme non me lo perdonerei mai.

Ricevetti una chiamata da Bree, le risposi.

<<Non è il momento>> le dico.

<<Hayley?>> chiede e non le rispondo, le stacco la chiamata in faccia e butto il telefono nei sedili posteriori per poi premere sull'acceleratore.

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