E così fu, quei meravigliosi quattro giorni passarono fin troppo velocemente e la paura di non riuscire a rivederla per giorni, prese vita. Come la quotidianità.
La cosa strana fu che, purtroppo, dovetti ammettere a me stessa il fatto che quando Luke non era in casa a causa del lavoro, mi senti meglio. Come se avessi più tempo per rivivere con la mente quei momenti passati con Jennifer. E tutto ciò mi faceva sentire un mostro. Luke non meritava tutto ciò, non meritava niente di male, e più andavo avanti più mi sentivo uno schifo. Ma cosa avrei potuto fare? Dirglielo, spezzargli il cuore per un qualcosa che non sapevo minimamente dove sarebbe andata a finire? D'altronde... entrambe eravamo felicemente fidanzate, lei si doveva addirittura sposare e nessuna delle due era in crisi col proprio partner... quello che ci prese era solo una irrefrenabile passione, un'avventura e una bella amicizia... direi quasi... amicizia con benefici! Era per forza quello! Quindi era inutile buttare benzina sul fuoco, dovevamo solo aspettare che questa passione terminasse e ognuna riprendere le proprie vite. Era l'unico modo per uscirne illesi.
Quella mattina mi trovavo nuovamente a lavoro, in pausa. Si parlava del più e del meno, tra cui anche quella piccola vacanza con Jen senza entrare, ovviamente, nel dettaglio.
"Dio mio Ava, hai trascorso i 4 giorni che qualunque essere sulla Terra vorrebbe vivere!" mi disse Kate, la mia collega
"Cioè a casa di JLo, piscina, sauna, piscina riscaldata, pace.... ti rovinerei la vita se non fossimo amiche!" mi disse ironicamente invece Monica , l'altra mia collega.
"Si, ammetto di essere stata molto fortunata. Non lo nego assolutamente!"
"Ci mancherebbe solo che non ti ritenessi tale! Noi qui a sgobbare e tu a casa di una celebrità mondiale!"
La nostra conversazione venne interrotta da dei passi provenienti dall'entrata principale del negozio, trovandoci davanti il nostro capo.
"Che cos'è questo cincischiamento?? La pausa è finita da 5 minuti! Rimettetevi a lavoro immediatamente!" disse sgarbatamente, doveva aver avuto una giornata storta, come forse tutti i 28 giorni del mese di cui 1 o 2 se ti andava bene ti ignorava.
"Ci scusi capo..." dicemmo tutt'e 3, cercando di ricomporci e indirizzandoci verso le nostre postazioni di lavoro.
"Scuse un corno! Sono stufo del vostro menefreghismo! In questo negozio se non vi è ben chiaro si vendono i giocattoli, MA NON SI GIOCA COME FATE VOI OGNI SECONDO DELLA GIORNATA. SONO STUFO DI VOI DONNE!!! SIETE SEMPRE COS.......
"Così come???" disse una quinta voce nella stanza dietro del capo. Sbarrai gli occhi, non potevo crederci. Era Jennifer.
Il capo si ammutolì tutto di un colpo, girandosi lentamente e trovarsi davanti una JLo con lunghi capelli lisci e pelliccia sintetica grigia.
"S.... Si....Signora Lopez....." disse balbettando, con le pupille sgranate.
"Continui la frase prego." disse freddamente
"Siete sempre così.... fantastiche e.... bellissime.... e...." disse, in preda al panico. Risi tra me e me.
"Così si inizia a ragionare..." disse, con un sorriso di circostanza.
"P... posso fare qualcosa.... per lei?"
"In realtà sono venuta qui per invitare Ava a prendere un caffè, immagino che lei non abbia nulla in contrario vero?" disse duramente, per poi rivolgere il suo sguardo verso di me e farmi l'occhiolino. Cacchio che donna fantastica....
"A.... assolutamente no!" disse, per poi rivolgere il suo sguardo verso di me. "Prego signorina Ava, vada pure!"
Tentennai inizialmente, ma poi mi diressi verso di loro guardando lo sguardo rassicurante di Jennifer. Iniziammo a dirigerci verso l'uscita fino a quando....
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(ITA) Remember Me This Way
Short StoryAva. Un passato turbolento, un carattere duro ma fragile. Riuscirà a ritrovare la serenità? E con l'aiuto di chi?
