Era ormai passato un mese da quel giorno orribile in cui ruppi ogni contatto con Jennifer. Tutto sembrava aver perso ogni ragione, ogni significato, facevo quasi fatica a dire "buongiorno".
Stati d'animo fatti maggiormente di dolore, tristezza, rabbia. L'unica ragione in cui riuscivo ad avere contatti con il mondo era a lavoro in cui cercavo di mostrare quella poca tranquillità che mi rimaneva, non potevo perdere anche quello. Così tenevo quell'enorme nodo in gola e accennavo un sorriso falso a chiunque.
La mia relazione con Luke non andava a gonfie vele, a causa dalla mia "assenza mentale", nonostante apprezzassi ogni modo per tirarmi su il morale. Ma non bastava un massaggio, un bagno caldo, una pizza o il mio film preferito per distarmi.
Solo una cosa diciamo positiva accadde, quando il mio capo decise di darci delle ferie per dieci giorni dovuto ad un viaggio personale, così non dovetti avere a che fare col mondo per forza.
Uno di quei giorni in cui mi trovavo, come ogni giorno, dentro il letto, ricevetti una visita inaspettata.
"Amore?" mi disse Luke
"Non voglio mangiare...." dissi svogliata
"No Ava, hai una visita... c'è Monica!"
Monica, la mia collega del negozio. Alzai leggermente lo sguardo nel vederla varcare la porta della camera mentre Luke la chiudeva per lasciarci più privacy
"Hey Avy...." disse in tono confortante
"Non aspettarti compagnia..."
"Non sono qui per riceverla... ma per imporla a te!"
"Mon.... ti assicuro che è l'ultima cosa che voglio..."
"E da brava amica col cazzo che me ne vado! Ora mettiti dritta, guardami in faccia e dimmi che sta succedendo...."
"Te l'ho detto... ho avuto una discussione con Jennifer..."
"Ah ah, le discussioni si risolvono dopo pochi giorni o almeno ci si parla...e di certo se lo aveste fatto ora non saresti in queste condizioni..."
"Ma se non sai neanche su che cosa abbiano discusso...." dissi in tono più deciso, cosa che non capitava da un sacco....
"Appunto..." disse, fissandoci negli occhi. "Che cos'è successo?"
"Monica io...."
"Ava siamo amiche e ti conosco, non voglio vederti così...."
Ci guardammo per alcuni secondi, non ce la facevo più a tenermi tutto dentro... così presi coraggio.
"Mi sono innamorata di lei..."
"Lo avevo capito... volevo solo che lo tirassi fuori..."
"Quei giorni in cui sono stata da lei, nella sua vila... abbiamo fatto l'amore...."
"Oh Ava... era la prima volta... vero?" Non risposi, annuì e basta. "E poi cos'è successo? Perché non vi parlate?"
"Un mese fa, dovevamo vederci subito dopo il lavoro per prendere un caffè.... ma mi disse che non potevamo più vederci perché avevamo vite completamente diverse... e dei fidanzati."
"Io non credo sia per quello... mi sembra una scusa..."
"Che vuoi dire?"
"Beh d'altronde tutto ciò l'ha organizzato lei, tu non le hai mai imposto nulla, ti sei sempre adattata alle cose che ti proponeva lei... e tutto d'improvviso si pente? Non regge..."
"Ed è esattamente quello che ho pensato.... tu cosa pensi?"
"Io credo che con te abbia ritrovato quella libertà e quella serenità che fingeva di avere... ma ora che avete raggiunto un rapporto diciamo più 'serio' è spaventata... si sarà fatta mille domande... il fatto che tu comunque hai Luke... che lei si debba sposare.... io non credo non le importi niente di te..."
"Non so che fare Monica..."
"Non puoi fare niente adesso, è una battaglia contro se stessa..."
"Mi fa tanto male...."
"Ed è per questo che ora tu ti alzi da qui, ti fai una bella doccia ed esci... il mondo vive ancora la fuori. Forza!"
Mi alzai con svogliatezza ma aveva ragione, il mondo continuava a vivere la fuori ed io dovevo viverlo come feci prima ancora di incontrarla... così decidemmo di andare a fare un po di shopping ai grandi magazzini, si sa, fare compere è il miglior antidepressivo.
Monica si assicurò di farmi rimanere fuori casa il più possibile per farmi passare una giornata piacevole, e stranamente fu così. Comprammo di tutto, da abiti, scarpe, trucchi ecc... mi aiutò davvero.
Tornai a casa che furono le 22:00 trovando Luke sul divano a guardare la tv.
"Hey!" disse con entusiasmo.
"Hey..." dissi con un sorriso
"Vi siete divertite?"
"Si, mi ha fatto molto bene... ne avevo bisogno."
"Anche io di vederti finalmente felice."
Quella frase mi riempì il cuore di gioia, mi fece sorridere a mille denti. Lasciai le buste per terra per buttare le mie braccia attorno al suo collo e perderci in un grande bacio. Un bacio lento, passionale, era da tanto che non capitava... Le sue labbra si posarono sul mio collo, il respiro si fece più intenso. Non avevamo mai fatto l'amore, ma in quel momento avevo bisogno di stare bene, di essere felice e lui, in un modo o nell'altro, riusciva a rendermi tale.
"Andiamo in camera...." gli dissi, tra un sospiro e un altro
"Lo vuoi davvero?"
"Si, ti prego..."
Così mi prese in braccio in stile principesco per poi trovarci sul letto della nostra camera... fu un attimo e tutti i nostri capi, intimi e non, volarono per la stanza. Ansimi, movimenti sensuali, piccole urla, baci, carezze, quasi delle visioni a luci rosse, fino a quando l'apice del piacere invase entrambi, lasciandoci tra sospiri e i nostri corpi sudati, in quella notte erotica con un animo, purtroppo, incompleto...
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(ITA) Remember Me This Way
ContoAva. Un passato turbolento, un carattere duro ma fragile. Riuscirà a ritrovare la serenità? E con l'aiuto di chi?
