Luke P.O.V
Vagavo tra le vie di Union Square, quella mattina uscii dall'ufficio prima del previsto. Era una mattia particolarmente fredda, ma ciò non toglieva il fatto di volermi godere la meraviglia di quel quartiere. Nel bel mezzo della mia passeggiata notai non tanto distante da me una figura familiare. Alex.
"Alex!" lo salutai, attirando la sua attenzione.
"Luke! Che sorpresa!" mi disse, donandoci una pacca sulle braccia.
"Quanto tempo mamma mia... co... come stai? Non ti ho più visto in giro."
"In realtà si, vengo raramente a New York, sono sempre in giro per lavoro, ma ogni tanto fa bene tornare a casa. Ma dimmi di te, come stai?"
"Io sto abbastanza bene, si ora lavoro come segretario di un ufficio legale."
"Oh, con Ava?"
"Ehm no..... io e Ava ci siamo lasciati circa 3 anni fa... ora sto con Sarah, il padre.... è l'avvocato per cui lavoro." Notai il suo sguardo, era sconcertato.
"Ah... cioè... cavolo, mi dispiace.... eravate, tanto uniti...."
"Già, ma purtroppo.... e tu? Con Jennifer?"
"A.... anche io e Jennifer ci siamo lasciati. Non abita più neanche lei qui... si è trasferita a Los Angeles."
"Alex... io.... davvero mi dispiace... anche Ava non abita più qui, so che si trasferì a San Francisco dagli zii, ma poi non ne ho saputo più nulla..."
"Ci è andata proprio male eh..."
"Già... ma almeno ne siamo usciti intatti, mettiamola così!" dissi per smorzare la tensione, sorrise.
"Hai proprio ragione, d'altronde che possiamo farci. Peggio per loro!" disse ironicamente, facendomi ridere animatamente assieme a lui.
La nostra risata venne però interrotta dal rumore di un veicolo che parcheggiò quasi di fronte a noi.
AVA P.O.V
"Mamma sono così contenta di essere a New York!" esultò Lynn, puntando lo sguardo all'esterno del finestrino del van.
"Lo so piccola ma siediti bene, stiamo per arrivare!" le dissi con un sorriso, sistemando quella piccola adorabile anguilla sul sedile.
Jennifer sorrise, stringendomi la mano, per poi donarle un grande bacio sulla sua gota. Emme e Max ci guardarono con un sorriso.
"Hey voi due, ricordatevi che ci siamo anche noi qui!" disse ironicamente Max.
"Oh avanti, avete fatto di tutto voi due per far sì che riaccadesse... non sono ammesse restrizioni!"
Ridemmo tutti e cinque. Una volta che Jen terminò American Idol decidemmo di tornare definitivamente all Grande Mela, quel luogo che fino a 3 anni e mezzo fa fu la città che mi trasmetteva solo tristezza e malumore, ritornò ad essere la mia Casa. Jennifer decise di 'ingrandire' la villa fuori New York in cui passammo la nostra prima notte d'amore così da poter essere più spaziosa e accogliente per tutti noi. Iniziai a lavorare per il suo team con, tra l'altro, la grandissima novità di voler incidere un brano insieme. Iniziai a prendere lezioni di canto assieme al suo vocalist e amico Stevie Mackey, scoprendo, per ultima, che il canto fu la mia valvola di sfogo da ogni tipo di tensione, e questo Jen lo capì da subito.
Il van si fermò in una delle mille vie dello shopping di New York, più precisamente a Union Square, eravamo arrivati. L'autista ci aprì il van, tenendo in braccio la mia piccola Lynn. Fu una questione di secondi quando, non troppo lontano dal veicolo, notai due sagome. Non riuscivo a crederci, erano Luke e Alex. Guardai Jennifer, in procinto di scendere.
"Tutto ok?" Mi chiese con aria interrogativa, mi avvicinai leggermente a lei per far sì che nessun altro sentisse.
"Sai chi c'è là in fondo a destra?" Scosse la testa. "Alex e Luke."
Sbarrò gli occhi "Sei sicura??"
"Mai stata più sicura." le dissi, spostando leggermente il capo per far sì che vedesse. Fece un leggero capolino per vedere il suo sguardo sconvolto.
"Cazzo è vero! Sono loro!"
"Ed ora che facciamo?"
Mi guardò con un sorriso malizioso. "Adesso ci divertiamo."
E scese dal veicolo assieme a Max ed Emme che intuirono la conversazione.
Iniziammo ad incamminarci verso il lungo marciapiede e, senza perdere tempo, Jennifer mi afferrò la mano, assicurandosi che i soggetti in questione non perdessero nessun tipo di gesto. Così ebbi un'idea... Guardai Lynn mentre la tenevo in braccio, per poi dirle ad alta voce:
"Amore puoi andare un secondo da mamma Jen?" Jennifer capì, ridendo leggermente.
"Si amore vieni da mamma." disse Jen, notando entrambe con la coda dell'occhio gli sguardi pietrificati dei nostri ex compagni.
Più ci incamminavamo, più ci avvicinavamo a loro e, dopo alcuni secondi, ripresi in braccio mia figlia per poi guardare la mia meravigliosa compagna.
"Grazie amore."
"Amore mio."
E concludere quella strabiliante scena con le nostre labbra unite dal nostro profondo e intenso amore. I loro sguardi impressionati ci seguirono fino alla fine della corsia, fino al momento in cui, girando l'angolo, scoppiammo tutti in una fragorosa, sincera, piena di vita, risata.
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(ITA) Remember Me This Way
Short StoryAva. Un passato turbolento, un carattere duro ma fragile. Riuscirà a ritrovare la serenità? E con l'aiuto di chi?
