14. Transfer.

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WAIT A MOMENT!

Questa storia è di una ragazza di efp , mi ha dato il permesso di pubblicarla qua, questo è il link del suo profilo http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=148977

Detto questo vi lascio al capitolo

Incinta? Non posso essere incinta. Ho solo diciotto anni dopotutto. E anche compiuti da poco. Cosa diranno a corte di me? La figlia della regina incinta e stuprata. Sarò la delusione di mia madre, più di quanto non lo sia già. E' stato uno strazio crescermi per lei. Chi pensa a quell'età di avere un figlio? E adesso sono la figlia non voluta, e anche disgraziata. Forse dopo un po' riusciranno ad avere pietà di me. Guardo Harry, neanche lui sa cosa dire. Ha lo sguardo come quello di un bambino smarrito. "Da quanto?" chiedo. Ho un groppo in gola. Non so come sia riuscita a dire quella manciata di lettere. "Due settimane più o meno. Per questo non te ne sei accorta." dice il dottore. Poi ci lascia nella piccola cameretta da soli, dicendo che fra non più di dieci minuti dobbiamo liberare la stanza.
Harry si avvicina a me e mi guarda spaesato. "Cosa farai?" dice guardandomi. Si è sforzato di dire quelle parole. Anche lui non riesce a parlare. Ci penso solo adesso. Cosa farò di questo bambino? Di certo non posso tenerlo. Devo abortire prima che sia troppo tardi. Non posso permettermi di avere un bambino. "Abortirò. Anche subito se posso." dico, cercando di sembrare il più convinta possibile. "No. Non farlo." dice saltando in piedi. Lo guardo scioccata. Che gli succede. Poi si rende conto di quello che ha fatto e si siede di nuovo. "Almeno parlane con Zayn prima." dice guardandomi negli occhi. Sgrano gli occhi. Zayn. Non può essere che suo il bambino. Due settimane fa stavo ancora con lui. Piccoli flashback mi si parano davanti agli occhi. Comincio a piangere. Non voglio. Non lo voglio questo bambino. Non voglio questa vita. Io non ho mai chiesto di essere una principessa. E adesso mi ritrovo in questo guaio. "Andiamo a casa sua. Dobbiamo andarcene da qui." dico. Il mio tono è basso. Avrò sicuramente una faccia funerea. Mi alzo dal letto, ma ho una fitta alla pancia. Allora Harry mi viene subito vicino, e mi aiuta ad alzarmi. Andiamo fino alla macchina e mi siedo lì. Le fitte non ci sono più finalmente, e mi sento decisamente meglio. Mentre siamo per strada Harry finalmente rompe il silenzio. "Ti senti meglio? Hai ripreso colore." dice, io mi giro e annuisco. Lo guardo mentre guida. E' nervoso, ha la mascella serrata, e le labbra chiuse in una linea dura. In questo momento sembrano sottilissime, ma so bene che sono piene a carnose. I ricci gli ricadono scombinati sulla fronte, ma lui sembra non accorgersene. Gli occhi verdi sono puntati sulla strada, e non riesco bene a leggere le emozioni che attraversano il suo viso. Sembra arrabbiato. I nostri sguardi si incrociano per un momento, e i suoi lineamenti sembrano addolcirsi. "Siamo arrivati." dice, mentre io ero intenta a fissare le sue ciglia scure, che ogni tanto sfiorano leggere le guance.
Apro la portiera e lo ritrovo subito lì davanti, che mi aiuta a scendere. La piccola casetta è proprio davanti alla villa dei ragazzi. Mi cinge la vita premuroso, e arriviamo camminiamo verso casa di Zayn. Harry suona, e dopo pochi secondi la porta si apre. Zayn guarda prima me, sorpreso, poi guarda Harry e si rabbuia, quando vede il suo braccio attorno a me sembra arrabbiarsi.
"Siete venuti per dirmi che state insieme? Beh. Congratulazioni." dice duro. Quello non è il mio Zayn. Io non lo riconosco. Quella voce non è la sua. Guardo in basso e piango. Adesso anche Zayn è arrabbiato. Finirò con il restare da sola. "Mi spieghi perché cazzo piange ora?" parla di nuovo Zayn. E di nuovo non lo riconosco. Nel suo tono c'è una nota dura che non aveva mai usato con me.
"Oh, merda. Charlie ti prego calmati. E tu, razza di idiota vedi di farci entrare." dice Harry, accarezzandomi piano la schiena tentando di calmarmi, mentre io continuo a piangere. Non la voglio questa vita. Andava tutto a meraviglia. E adesso per realizzare un sogno la mia vita sta andando a rotoli. Zayn si fa da parte e ci fa entrare. Non so come riesco a ordinare ai miei piedi di camminare, e andiamo in salotto. Dove Harry mi porta un bicchiere d'acqua, e finalmente riesco a calmarmi. Penso che ho pianto più in questo periodo che in tutta la mia vita. "Adesso potete spiegarmi che succede?" chiede Zayn. Io alzo lo sguardo. Ho il mascara colato e gli occhi gonfi, non deve essere proprio un bello spettacolo. "Sono incinta." dico tutto d'un fiato. Zayn sgrana gli occhi. Non sa cosa dire. Ci guarda. All'inizio guarda male Harry, poi capisce che lui non c'entra niente, e che il bambino è suo. "Cosa vuoi fare?" mi chiede. Anche lui come Harry si sforza di dire quelle parole. "Voglio abortire. Non ho intenzione di occuparmi di questo bambino. In più noi due non stiamo più insieme." dico con la voce ancora spezzata. Il mio cuore è ancora sanguinante per la rottura con lui, e il mio corpo ancora dolorante per lo stupro subito da Austin. Non ho bisogno di un figlio che mi complichi la vita. Ci pensa un po' e poi parla. "Ti prego non farlo. Un gesto del genere per me equivale all'omicidio. Potremmo provarci. Due mesi. Ti chiedo due mesi. Poi potrai farne quello che vuoi. Non farti prendere dal momento. Ti potrai trasferire qui se vuoi. E potremo provare a essere una famiglia." dice serio. Io lo guardo negli occhi. Dice sul serio, non sta scherzando. Non so se sia davvero una buona idea, ma c'è ancora una piccola parte del mio cuore che lo vuole ancora vicino a me. E' dopotutto possiamo davvero provarci. Sono maggiorenne, e posso trasferirmi quando voglio. "Va bene." dico. Tutti e due mi guardano sbalorditi. "Cosa?" chiedono contemporaneamente. "Ho detto che va bene. Andrò al castello, dirò che mi trasferirò e prenderò le mie cose e le farò portare qui. Dopodiché proveremo ad essere una famiglia." dico cercando di apparire padrona di me stessa. Tutti e due non sanno cosa dire. "Harry, puoi accompagnarmi al castello per favore?" chiedo rompendo quel silenzio imbarazzante. Lui annuisce perplesso e ci alziamo. Zayn è rimasto sul divano, e non accenna a muoversi. Esco di casa e salgo sulla Range Rover di Harry, che dopo poco mi spunta accanto. Mette in moto la macchina. Il viaggio procede in silenzio. Arriviamo davanti al castello, e Harry spegne il motore. Sto per scendere quando lo sento parlare. "Charlie?" chiede. Mi giro, e guardo in quegli occhi verdi, così profondi, così belli. "Si Harry?" gli rispondo. "Ne sei sicura?" mi chiede. E' spaventato. Esito. "Io... Si, ne sono sicura." dico. Lui accende di nuovo il motore. Scendo dalla macchina e lo guardo andarsene. Entro al castello e vado dritta in camera mia. Prendo due valige, e inizio a mettere dentro tutte le cose più importanti. Quando ho finito chiamo una cameriera e le dico di portare tutto giù e di chiamare Jeff. Lei annuisce e sparisce nel corridoio. Scendo le scale e mi dirigo nell'ufficio di Josh, sempre indaffarato.
"Buonasera Josh." dico educata. "Buonasera Principessa. Come posso esserle utile?" chiede alzando lo sguardo per un attimo dal suo iperattivo computer. "Sono maggiorenne. Quindi posso andare a vivere per conto mio giusto?" chiedo. "Teoricamente si principessa, ma deve pensare alla sua sicurezza. Deve portare con se delle guardie del corpo e.." non lo lascio finire la frase. "Bene, era questo che mi serviva sapere. Mi sto trasferendo, ti comunicherò via E-Mail il mio indirizzo. Potrai anche parlare con Paul per decidere sulle mie misure di sicurezza, e chi mandare. Ho già le valige pronte. A mia madre non serviranno altre informazioni che queste. Se vuole parlarmi saprà a chi chiedere il mio numero di cellulare, o dove trovarmi. Se vuole parlare con me non accetterò che parli attraverso qualcuno, deve farlo lei stessa. Grazie dell'aiuto Josh." parlo tutto d'un fiato, che il consigliere stenta a seguirmi. Dal mio tono sa che sono categorica, e si limita ad annuire. "Ai suoi ordini principessa." dice chinando il capo. "Buona fortuna Josh." dico. Poi esco dalla stanza, e successivamente dal castello. Jeff mi sta aspettando dentro un furgoncino nero, che contiene le due valige che ho preparato, più gli effetti personali che sicuramente avrà aggiunto la cameriera. Salgo sul sedile posteriore e dico a Jeff l'indirizzo di casa di Zayn. Lui annuisce e non parla. Alzo la visiera tra il posto del guidatore e il mio, e mi rannicchio contro un angolo. Non so se riuscirò ad affrontare tutto questo. Come farò a rimanere lucida per questi due mesi? E se alla fine accettassi di tenere questo bambino cosa direbbe mia madre di me una volta partorito?
Non ho tempo di pensare, perché Jeff abbassa la visiera dicendomi che siamo arrivati. Scendiamo entrambi dalla macchina, e lui prende i miei bagagli. Suono alla porta, e come un fulmine spunta Zayn. Congedo Jeff e porto i bagagli dentro. Insieme saliamo le valige e Zayn mi fa entrare in camera sua, dove ha sistemato un altro armadio. E non so come abbia fatto in così poco tempo. E' già pronto ad aiutarmi a sistemare le mie cose, ma lo fermo. "Lasciami sola. Ti prego." dico in tono supplichevole. Lui mi guarda stranito, poi annuisce. E io crollo per terra piangendo.

ZAYN'S POV.

Non appena esco dalla stanza la sento singhiozzare. Vorrei entrare lì e consolarla, ma non posso. Mi ha detto di uscire. La mia piccola Charlie. Così fragile eppure così forte. Ha dovuto sopportare tutto quello che le è successo, e nonostante questo sta venendo a vivere con me. Non ce la faccio più a sentirla piangere, così scendo giù e vado in cucina. E' quasi ora di cena, così apro il frigorifero e vedo cosa c'è da mangiare. Il frigo è praticamente vuoto, quindi non mi resta che chiamare il take away. Prendo il telefono e chiamo il ristorante cinese, Charlie adora mangiare cinese. Adesso non so come occupare il mio tempo, così preparo il caffè, da cui sono ormai diventato praticamente dipendente. Accendo la macchinetta, metto la cialda dentro e premo il tasto per far fuoriuscire il caffè. Sotto c'è la mia onnipresente tazza. Quando è piena spengo la macchinetta. Inizio a sorseggiare la bevanda amara, che mi solletica la gola. Vedo la figura esile di Charlie scendere le scale e dopo aver poggiato la tazza sul bancone le vengo incontro. Cammina piano, ed è molto più magra di come l'avevo lasciata. Ci dirigiamo in salotto, e vedo che ha le labbra blu dal freddo. Vado di sopra e le porto una coperta. Gliela stendo di sopra, mentre lei poggia la testa stremata sul piccolo cuscino bianco del divano. Bussano alla porta, deve essere il take away. Apro e trovo il ragazzo con le nostre ordinazioni. Di solito ci fermiamo lì a parlare, ma oggi non è il giorno, così mi limito a dargli i soldi, e gli lascio una mancia più generosa del solito. La testa bruna di Charlie spunta da dietro il divano, è curiosa. Sorrido. "Ho preso cinese. Possiamo guardare anche guardare Harry Potter e il calice di fuoco, il tuo preferito." dico sorridendole. Lei ricambia il sorriso e annuisce. Prendo il dvd e lo metto nel lettore, mentre lei curiosa tra il cibo che ho ordinato. Quando trova il suo piatto preferito i suoi occhi si illuminano, e si mette a gambe incrociate, aspettando che il film cominci per iniziare a mangiare. Il film parte, ma lei non mangia, poi capisco che sta aspettando me. Mi avvicino a lei e prendo le mie cose, e guardando in silenzio il film mangiamo la nostra cena.
Siamo già arrivati verso metà del film, e mi sono accorta che ho guardato più Charlie che il film. Ha le guance più incavate, i capelli sono leggermente più lunghi, gli occhi color ambra guardano il film con la stessa energia che li attraversa ogni volta che guarda Harry Potter, ma sono leggermente più spente, ha anche le labbra spaccate. A un certo punto mette pausa al film, una cosa che non ha mai fatto e mi guarda. Prende aria e inizia a parlarmi. "Zayn, dobbiamo parlare. Io sto provando a volere questo bambino ok? Non sarà facile, e lo sappiamo bene entrambi. Ma non posso continuare ad essere arrabbiata con te, soprattutto con lui in mezzo." indica la pancia, poi ricomincia a parlare. "Quindi ti prego, vieni qui. Perché in questo momento ho bisogno di un abbraccio." dice piano. Non appena capisco quello che ha detto sorrido. Mi ha perdonato. Alzo piano la coperta e mi stendo accanto a lei, avvolgendola con il mio corpo. E' gelida. "Grazie." sussurra. Poi preme di nuovo play e il film ricomincia. Verso la fine del film mi accorgo che si è addormentata, e spengo la tv. Scivolo piano fuori dal divano, e ancora avvolta nella coperta la prendo in braccio e la porto di sopra, al casino ci penserò domani mattina. Salgo le scale ed entro in camera mia. Anzi, in camera nostra. Scosto piano le coperte e ce la adagio di sopra. Rabbrividisce. Mi spoglio velocemente e mi metto accanto a lei, abbracciandola di nuovo. Il suo corpo si rilassa al contatto con il mio. Dopo poco mi addormento anche io, stretto a lei.

Sono già passati due mesi. Il tempo sembra volato. Charlie sembra essersi affezionata al bambino, e ha deciso di tenerlo, e di venire a vivere con me. Ma non sembra del tutto felice. E' distaccata. Quando andiamo a dormire la sento distante, come se la sua testa fosse in un altro pianeta. Quando la bacio non risponde mai come prima, trova sempre una scusa per andarsene. Adesso siamo in macchina per andare a fare la prima visita. Charlie apre la bocca per dirmi qualcosa, ma l'unica cosa che sento è lo schianto della macchina. Poi buio

I did not ask to be a princess!La tua prossima ossessione. Scoprilo ora