11. Lie.

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WAIT A MOMENT!

Questa storia è di una ragazza di efp , mi ha dato il permesso di pubblicarla qua, questo è il link del suo profilo http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=148977

Detto questo vi lascio al capitolo

Sono rinchiusa dentro il castello da una settimana. E me ne resta ancora una da scontare. Mi hanno sequestrato il pc, il blasone reale e non posso uscire neanche per andare a trovare Liz. Fortunatamente ho ancora il mio cellulare.
Sto fissando lo schermo da circa 20 minuti quando si illumina avvisandomi che mi è arrivato un messaggio.

Stasera usciamo. Non mi importa della punizione. Indossa qualcosa di carino. X -Z

Sorrido al messaggio di Zayn. Finalmente si esce da questa torre. Respirerò di nuovo l'aria grigia di Londra.
Corro in bagno e per poco non inciampo nel tappeto. Mi faccio una doccia veloce e raccolgo i capelli in un turbante.
Con ancora l'accappatoio indosso entro nella cabina armadio e prendo della lingerie nera, che avevo comprato tempo fa per uno scherzo. La indosso, poi mi metto alla ricerca del tubino di seta nero che mi aveva regalato Liz per il mio compleanno. Dopo circa 5 minuti di ricerca lo trovo, e con un po' di difficoltà lo indosso. Vado di nuovo in bagno e mi asciugo i capelli, che adesso mi ricadono morbidi sui seni. Li sposto tutti da un lato e mi piazzo davanti alla toletta.
Mentre sto per finire il trucco sento un suono di clacson sotto la mia finestra. Lascio cadere i pennelli sulla superficie di mogano raffinato e mi affaccio alla finestra.
Un ragazzo dalla carnagione leggermente scura è appoggiato allo sportello del guidatore, e indossa un paio di occhiali da sole, Rayban a giudicare dalla forma. Sorrido. "Zayn!" urlo. Il suo sguardo si alza e si incontra con il mio.
Un sorriso si apre sulle sue labbra. "Due minuti e sono giù" dico, lo vedo annuire, e tornare a concentrarsi sul suo telefonino. Prendo un paio di tacchi neri e li indosso, diventando più alta di circa 10 cm. Afferro anche un cappotto abbastanza lungo e comincio a scendere le scale. Fortunatamente non incontro nessuno e posso liberamente uscire dalla porta sul retro, in modo non essere costretta a passare per le cucine. Inspiro l'aria grigia di Londra, mi è mancata così tanto.
Poi torno a concentrarmi sul mio ragazzo, che mi sta guardando da dietro i suoi occhiali da sole, aspettando una mia mossa. Corro verso di lui, meravigliandomi di non rompermi l'osso del collo dato che indosso dei tacchi vertiginosi, e allaccio le braccia dietro il suo collo. Lo bacio, incollando furiosamente le mie labbra sulle sue.
"Mi sei mancato da morire." Dico con il respiro che mi manca. "Anche tu." Sussurra appena lui.
Ci scambiamo un altro bacio, a fior di labbra, perché siamo ancora entrambi senza fiato. Sorrido. Mi stacco da lui.
"Allora dove si va?" chiedo contenta. "Sorpresa." Dice lui. Io metto il broncio e corrugo la fronte. Lui mi bacia tra le sopracciglia. "Non è molto lontano da qui. Lo scoprirai presto." Dice, e mi apre lo sportello per farmi salire in macchina.
Io entro, e allaccio la cintura poi aspetto che anche lui salga. Si piazza sul sedile, allaccia anche lui la cintura e comincia a cercare qualcosa nel cruscotto, dopo un po' ne esce un pacco di sigarette, ne prende una e la ferma tra le labbra, afferra anche un accendino e la accende facendo qualche tiro. Apre anche il finestrino e mette in moto la macchina.
Io lo guardo di traverso, non mi è mai piaciuto particolarmente il fumo, ma devo ammettere che Zayn quando fuma è veramente sexy.
A circa metà tragitto spegne la sigaretta, ma continua nel suo silenzio forzato. Non capisco perché non dica solo una parola. "Posso mettere un po' di musica?" chiedo per rompere il ghiaccio, e anche per sentirmi un po' meno sola in questa macchina. "Certo." ALLELUJA! HA DETTO QUALCOSA! Esulta il mio subconscio. Accendo la radio, e parte una musichetta familiare. Inizio a canticchiare parole che non ricordavo di ricordare "Wherever you go, just always rememberthat you got a home for now and forever. And if you get low, just call me whenever. This is my oath to you."La macchina si ferma di colpo. "Siamo arrivati." Dice Zayn. Ha lo sguardo perso nel vuoto, e si morde il labbro. Perché è così agitato? Lascio stare le domande che mi frullano in testa e gli do un bacio, staccando il labbro dalla presa dei suoi denti per incastrarlo tra i miei. "Andiamo?" dico una volta che mi separo da lui. Annuisce. Scendiamo dalla macchina e mi avvicino a lui, che mi prende la mano. Entriamo in un piccolo ristorante, lievemente illuminato. L'odore mi è familiare. Io sorrido. Mi ha portato fuori a mangiare.
Stringo forte la sua mano. Lui sorride a un vecchietto, seduto dietro la cassa che lo riconosce e chiama un cameriere, che ci guida all'uscita sul retro. "Chiudi gli occhi." Mi sussurra all'orecchio. Faccio come mi dice. Lo sento tirarmi fuori, l'aria leggermente fredda di questo periodo mi sferza il viso. Sono tentata di aprire gli occhi, ma faccio come mi aveva detto lui e li tengo chiusi. Andiamo camminando, poi quando ci fermiamo dice qualcosa.
"Posso aprire gli occhi adesso?" chiedo. "Certo." Lo sento dire. Apro gli occhi e vedo quello che ho intorno. Davanti a me c'è un piccolo tavolo apparecchiato per due, su un lastricato di ciottoli, oltre il tavolino c'è un lungo prato, e poi le rive del Tamigi. Non riesco a parlare.
"Ti piace?" Mi chiede. "Sono senza parole Zayn. E' bellissimo." Dico girandomi per dargli un altro bacio. Lui mi risponde con entusiasmo. "Adesso possiamo mangiare? Sto morendo di fame!" dico lamentandomi come una bambina. Lui ride e annuisce.
"Però prima togliamo questo cappotto no?" dice, e mi poggia le mani sulle spalle.
Slaccio il nodo all'altezza della vita e aiuto Zayn a togliermi quell'indumento, scoprendo il mio vestito audacemente scollato. Lui rimane immobile con il cappotto in mano.
"Ehi?" dico piegando la testa di lato e guardandolo. "Wow." Riesce a dire lui.
"Ti piace?" chiedo. "Sei bellissima Charlie." Biascica. Io arrossisco. Mi tira a se.
"E sei solo mia." Sussurra prima di catturare le mie labbra tra le sue. Io sorrido.
Il mio Zayn-possessivo-Malik. Quando mi lascia sono di nuovo senza fiato. Si allontana e sposta la mia sedia dal tavolo, come un gentiluomo, e mi invita a sedermi. Io sorrido alla sua galanteria e mi poggio delicatamente sulla sedia, piegando le gambe di lato, seguendo gli insegnamenti scrupolosi di Austin. Le "ordinazioni" arrivano dopo poco. E lo metto tra virgolette perché io non ho ordinato un bel niente, probabilmente Zayn aveva già scelto tutto.
Arrivarono due piatti a base di pesce, risotto con aragosta e asparagi. Ne assaggiai un boccone incerta. Diavolo se erano buoni!! Iniziai a mangiare piano il mio piatto, cercando di non mandare all'aria 18 anni di studio d'etichetta. "Allora come ti sembra questo posto?" mi chiede Zayn posando la forchetta. "E' fantastico, è sempre stato un mio sogno mangiare sulle rive del Tamigi." dico con gli occhi che brillano. "Sono contento di aver realizzato un tuo sogno." dice "Ho realizzato ben due sogni con te. Sei il ragazzo che tutte vorrebbero avere, e sei solo mio." Veramente il primo l'ha realizzato Harry, non lui. mi ricorda la mia vocina interiore. E all'improvviso mi ricordo quel bacio, irruento ma allo stesso tempo dolce, e le sue labbra morbide che sapevano di menta, come tutto di lui. Scuoto la testa cercando di rimuovere quel ricordo, ma la sensazione delle sue labbra sulle mie non accenna ad andarsene. Guardo Zayn e mi perdo nei suoi occhi color cioccolato, così riesco a dimenticare, almeno per ora, Harry.
Arriva anche il secondo, e dopo averlo mangiato mi guarda. "So che non sono modi che si addicono a una principessa...ma ti andrebbe di ballare con me?" mi chiede, è imbarazzato. E in questo momento è tenerissimo. "Sai che non mi importa niente dei modi da principessa. E mi andrebbe molto volentieri di ballare con te." dico sorridendogli. Mi aiuta ad alzarmi dalla sedia e ci dirigiamo verso il centro della pista dove ci sono alcuni vecchietti che ondeggiano lentamente. Zayn fa un occhiolino al pianista che attacca con un lento bellissimo, lo stesso che c'era alla mia festa di compleanno. Mi poggia una mano su un fianco e prende una delle mie mani tra le sue. Cominciamo a muoverci lentamente seguendo le note dolci del pianoforte. Affondo la testa nell'incavo del suo collo e aspiro il suo odore. Sa come sempre di gelsomino e frutti esotici, ma c'è un odore più forte, che sovrasta la sua fragranza delicata, l'odore pungente del tabacco. Mi ricordo il suo fumare nervoso in macchina. Quale sarà stato il motivo di tanta agitazione? "Zayn?" dico piano "mmh?" bofonchia lui "Perché eri così agitato in macchina?" gli chiedo. Lo sento irrigidirsi sotto di me, poi rilassarsi di nuovo "Temevo che qui non ti piacesse" dice solamente "Scherzi? E' bellissimo!" ribatto.
Con la coda dell'occhio riesco a vedere il suo sorrisetto compiaciuto."Andiamo,che tra poco arriverà il dolce." senza mollarmi la mano andiamo di nuovo al tavolo, dove i piatti sono già stati serviti.
Mi siedo al mio posto e guardo il bicchierino davanti a me.Dopo il risotto ho imparato a non giudicare un piatto dall'apparenza, così prendo un cucchiaino e assaggio il contenuto del piccolo bicchiere. E' una delicata mousse alla panna con uno strato di crema ai frutti di bosco. E ovviamente è buonissima.
Quando finiamo di mangiare comincio a chiacchierare sul serio con Zayn.Mi racconta dei photoshoots, della nuova canzone che stanno registrando, e che da qui a poco inizieranno a girare il video.
"Un pezzo del prossimo video dovremmo girarlo in Africa..." dice, io sgrano gli occhi "Perciò ti andrebbe di venire anche tu?" mi chiede. Se si può sgrano gli occhi ancora di più "Se non ti va puoi non venire, non sei obbligata." sussurra abbassando lo sguardo. Mi risveglio improvvisamente dallo stato di trance in cui ero caduta "Certo che voglio venire con te!" credo di stare urlando, perché tutto il ristorante ci sta fissando. Alza gli occhi e mi guarda sbalordito, io mi alzo dalla sedia e vado vicino a lui, gli prendo il viso tra le mani e lo bacio. La sala esplode in un "Aww" generale. Sorridiamo. "Ti amo." sussurra. "Ti amo anch'io." rispondo senza timore.
Perché in questo momento ci siamo solo io e lui, tutte le altre persone non contano, e mi sento bene. Sento qualcuno tossire dietro di noi. Mi stacco da Zayn e vedo il cameriere che ci guarda, avvampo per l'imbarazzo e torno al mio posto. Zayn invece è tranquillissimo e prende il piccolo libriccino con lo scontrino. Esce un po' di soldi dalla tasca e li mette lì dentro. Poi mi guarda, nei suoi occhi vedo una scintilla maliziosa che ho imparato a riconoscere con il tempo. "Ti va di tornare a casa?" mi chiede. Io annuisco piano.
Ci alziamo, e tenendoci per mano ci dirigiamo verso la macchina. Una volta dentro non pronunciamo parola, la tensione fra noi è troppa. Ci mettiamo più o meno 15 minuti ad arrivare a casa, ma a me sono sembrati un'eternità. Scendiamo e lui apre la porta di casa, butta le chiavi sul divano e mi inchioda alla porta che ho chiuso poco prima. I suoi baci sono bisognosi, mi vuole, e io voglio lui. Mi prende in braccio e saliamo le scale senza staccare le nostre labbra. Mi viene un'illuminazione. "Ma gli altri non ci sentiranno?" chiedo. "Non usciranno dalle loro stanze." dice mentre mi bacia voracemente il collo. E con queste parole la razionalità sparisce, e rimango in balìa delle sue mani esperte.

Mi sveglio nel cuore della notte, di nuovo. Ho il sudore appiccicaticcio su di me, e sento il bisogno impellente di farmi una doccia. Nell'aria si sentono ancora i nostri odori mischiati, che sanno di me, di lui e di passione.
M'infilo sotto la doccia e mi perdo nel suo getto fresco. Una volta uscita metto un paio di boxer di Zayn, il mio reggiseno e una sua tuta stretta. "mmh...piccola?" mugugna lui dietro di me. Mi giro e lo vedo, con gli occhi assonnati e il lenzuolo che lo copre poco sopra le anche. "mmh?" rispondo. "Vieni qui" dice battendo piano una mano sul letto. Non me lo faccio ripetere due volte e mi fiondo tra le sue braccia, beandomi del suo calore.
Mi avvolge con le sue braccia muscolose e poggio la testa sul suo petto, sentendo il battito irregolare del suo cuore.
Sento improvvisamente la gola secca. "Vado a prendermi un bicchiere d'acqua, torno subito." dico sottraendomi alla sua presa. Per le scale sento di nuovo il suono malinconico del pianoforte, ma questa volta proviene dalla stanza di Harry. Mi chiedo perché suoni queste canzoni così tristi.
Quando sono arrivata in cucina la musica smette e sento dei passi, poi una porta si apre. Cerco di non farci caso.
Apro il frigo e prendo una bottiglia d'acqua fresca, me la verso in un bicchiere e la riposo. Per le scale ne sorseggio un po', poi mi fermo davanti alla camera di Zayn,sentendo delle voci che discutono.
"Sai che non le dirò niente." dice Zayn "Devi farlo, o lo farò io." dice quella che riconosco come la voce di Harry "Non oserai" lo minaccia "Oserò eccome. Non ho intenzione di mentirle un minuto di più per pararti il culo." dice Harry aggressivo. Ma su cosa mi dovrebbe mentire? E cos'è che Zayn mi nasconde? Mille domande mi frullano in testa, e l'unico modo per trovare una risposta è stare ad ascoltare. "Senti Harry, non ho intenzione di perderla per una stupida scommessa. Sai che non mi interessa più portarmela a letto." questo è Zayn.
Il bicchiere mi cade dalla mano frantumandosi in tanti pezzi sul pavimento. Gli guardi dei due ragazzi sono puntati su di me. Le lacrime pungono gli occhi, e le lascio scendere sulle mie guance, annebbiandomi la vista. E' cominciato tutto per una scommessa, e io mi sento sporca e usata. "Charlie aspetta!" urla Zayn.
"Non voglio vederti mai più."

I did not ask to be a princess!La tua prossima ossessione. Scoprilo ora