Mikasa cercó di tirarsi su la cerniera del vestito initulmente.
Quel vestito era bello da morire, con la gonna gonfia che arrivava alle ginocchia e le maniche ricamate di cotone sottile, di un bianco etereo.
Non l'aveva scelto lei ma quando si ritrovó quel vestito difronte capì che Annie la conosceva più di quanto pensasse.
Armin entró nella stanza e le sorrise attraverso allo specchio.
Poi si avvicinó piano e le alzó la fine della cerniera, indugiando con le dita sulle scapole.
"Sei bellissima" disse guardandola attraverso allo specchio
Mikasa arrossì appena e distolse lo sguardo.
"Come sta?" chiese
"Si è cambiato tre volte perché sudava troppo" rispose il biondo
Mikasa fece una smorfia.
"È da lui"
Armin rise appena.
"È molto emozionato"
"Anche questo è da lui" rispose lei
"Ha insistito sul mettere la cravatta" le disse
Mikasa alzó gli occhi al cielo.
"Stiamo solo firmando dei documenti in una stanza reale e con qualche amico"
"Non essere cinica, ti vengono le rughe" disse Armin
"Devi iniziare a passare meno tempo con Annie e Hitch" gli fece notare Mikasa
Risero entrambi, con gli occhi fissi nello specchio.
"Sono tanto contento per te" disse Armin abbracciandola da dietro
Mikasa mise le braccia sulle sue e sorrise.
"Anche io"
"Sono felice"
Si guardarono a lungo e Mikasa mise su un piccolo cipiglio.
"Vorrei che fosse qui. Mi manca"
"Lo so, anche io vorrei che ti vedesse felice come ti vedo io" disse lui
Armin le bació la tempia, indugiando qualche secondo.
"Ora dobbiamo andare" disse allontanandosi
"Sei pronta?" le chiese
Mikasa lo guardó negli occhi e annuì fermamente.
Lo prese per mano e uscirono dalla stanza da letto, diretti alla sala delle conferenze.
Le guardie aprirono le porte e quando Mikasa incontró il suo sguardo, avrebbe voluto corrergli incontro con il cuore che le usciva dal petto.
Jean le sorrideva, con quel bel sorriso che lei aveva imparato ad amare e che ora era la sostanza dei suoi giorni.
E si asciugava gli occhi con il dorso della mano, prima che le lacrime gli arrivassero al mento.
E anche lei sorrideva, come non faceva da anni prima di amare Jean.
Non c'era molta gente, solo i loro amici e la madre di Jean, eppure in quelle poche persone si sentiva la mancanza di chi non era lì.
Quando arrivarono da lui, Armin le lasció la mano e le bació la guancia.
"Ti voglio bene" le disse
"Anche io" sussurró lei
Poi prese la mano del suo compagno.
La sua così piccola e pallida nella sua grande e dorata.
Jean la guardava adorante, con quello sguardo che le faceva traboccare il cuore di gioia.
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One shots || attack on titan
Hayran KurguSemplicemente one shots su attack on titan di ogni tipo❤️
