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Quando mi sveglio dal mio pisolino pomeridiano sono le 7.30. Guardo il telefono e non ci sono messaggi o chiamate da Kylian. Speravo tanto che mi scrivesse o chiedesse qualcosa dopo il messaggio di prima,ma niente.

Decido di alzarmi e andare in cucina per preparare qualcosa da mangiare. Mentre apro lo scaffale più in alto qualcuno bussa alla porta. Spero vivamente che sia Lola. Poco prima di addormentarmi l'ho chiamata e le ho raccontato tutto e in questo momento ho davvero bisogno di lei.

Con grande sorpresa appena apro la porta mi ritrovo davanti Kylian con in mano due birre e due cartoni di pizza.

"Siccome tu non sei venuta fuori con me, sono venuto io da te." Si accomoda in casa per poi dirigersi in cucina e sistemare il cibo sul tavolo.

"Che ci fai qui?" Chiedo un po' seccata.

"Volevo sapere cosa ti è successo? Perché all'improvviso ti sei rattristata?"

"Niente ero solo stanca." Mento, non voglio raccontargli tutta la storia.

"Non è vero, è stato per le foto con le ragazze? Ti ha dato fastidio?" Mi ha scoperto, ma non voglio dirgli la verità. Insomma mi vedrebbe come una bambina.

"No assolutamente..."
Kylian mi guarda male e capisce che sto mentendo.

"Si in verità si, è stato quello."
"Vedere delle ragazze belle, tutte perfette che si avvicinano al mio ragazzo senza interessarsi di me è stato duro. Ho pensato che tu sei un calciatore famoso, bello e simpatico che tutte vogliono, a Parigi ci sono mille modelle e ragazze più belle di me che cadono ai tuoi piedi. Insomma io mi sento una ragazzina stupida che in confronto alle altre non è niente." Senza accorgermene inizio a piangere di nuovo e Kylian si avvicina a me asciugandosi le lacrime con le sue mani.

"Ludo a me delle modelle o delle ragazze che si atteggiano come quelle di oggi non interessa niente. Io voglio stare con te. Voglio stare con te perché sei bellissima, mi fai ridere e sei intelligente. Vorrei che tu ti vedessi come ti vedo io: io vedo una donna forte che non deve avere paura di niente. Io vedo la ragazza perfetta, vedo la ragazza perfetta per me. Ludo..."

A quelle parole le lacrime scendono ancora di più. Non sono lacrime di tristezza, ma sono lacrime di gioia. Nessuno mi aveva mai detto una cosa simile, nessuno mi aveva fatto sentire così speciale.

"Ludo io ti amo." Dice Kylian all'improvviso facendomi tornare in me. Rimango spiazzata, non me lo sarei mai immaginato. Usciamo da un po', ma mi fa così strano sentire quelle parole. Mi riempono il cuore di gioia.

"Anche io ti amo Kylian." Gli prendo il viso e lo avvicino a me per poi posare le mie soffici labbra sulle sue. Cerco di trasmettergli tutto l'amore che provo per lui accarezzandolo e abbracciandolo.

Quando ci stacchiamo sorridiamo e ci guardiamo negli occhi consapevoli che ora nessuno potrà dividerci.

Decidiamo di mangiare la pizza che nel frattempo si è raffreddata e quindi scaldiamo in forno.

"Ludo devo dirti una cosa." Si alza e si avvicina alla giacca dove prende qualcosa dalla tasca.

"Ho pensato di dover festeggiare il tuo esame e anche di farmi perdonare per oggi pomeriggio. Ho preso due biglietti per Monaco, partiamo tra una settimana se per te va bene." È completamente pazzo. Per un esame Kylian mi ha regalato un viaggio a Monte Carlo, non so cosa dire.

"Amore non dovevi. Non devi farti perdonare e grazie mille davvero."

Mi alzo e mi siedo sulle sue gambe per poi baciarlo.

"Dillo ancora." Mi dice il francese.

"Cosa? Grazie per il regalo." Non capisco.

"No come mi hai chiamato?"

"Amore." Ripeto vicino alle sue labbra.

"Ridillo."

"Amore." E gli lascio un altro bacio che lo fa sorridere.

"Ti amo cherie. Non vedo l'ora di andarcene a Monaco io e te da soli."

"Ti amo anche io." Lo abbraccio e mi rilasso tra quelle braccia che mi fanno sentire a casa.

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