L'ispirazione per questa piccola avventura è stata fulminante. Ho fatto un breve sogno in cui c'erano persone che a bordo di un treno vedevano, passando, i cosiddetti "skuoll" (termine inesistente che ho udito proprio nel dormiveglia) e da lì sono partita, definendo un worldbuilding niente male, a mio parere. Al contrario dello svolgimento della trama, piuttosto povero. Ma sono fiera dell'idea distopica di fondo, che spero non mi venga copiata e che comunque riciclerò per qualche concorso/altro sul mio profilo principale. Sono altresì contenta di essere riuscita a finire di stendere Cuore di plastica, dato che verso gli ultimi capitoli mi sentivo molto poco affezionata ai personaggi e poco motivata in generale (e si è visto, immagino, dall'estrema velocità del finale). Ma può succedere, scrivo questo genere di storie brevi unicamente per staccare la spina e sperimentare un tipo di narrazione cruda e veloce ― ma può anche darsi che, prima o poi, io decida di pubblicare anche qualcosina di più elaborato. Arrivederci!
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Cuore di plastica
PertualanganStefano ed Elìa vivono circondati dalla spazzatura. Non sono amici, si scambiano favori: uno lo paga e l'altro lo accontenta. Soffocati dalle polveri sottili e dalle plastiche, i cittadini di un'Italia postbellica muoiono di cancro o infettati da m...
