33. Sherlock e Watson

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Nᴏᴀʜ

Domanda: se la propria ragazza è in camera con voi ma preferisce stare al computer per quaranta minuti in religioso silenzio, che cosa significa?

Da dove sono seduto io, ovvero sul mio letto, non mi pare che stia vedendo cose sconce su siti poco raccomandabili. Metto via la chitarra e mi avvicino a lei posando le mani sullo schienale della sedia girevole.

Strizzo gli occhi e analizzo l'articolo che sta leggendo.

«Perché ti interessano i... tratti genetici ereditari?», le domando. «Vuoi darti alla biologia e alla medicina, adesso?»

Paige sospira, passandosi una mano sulla nuca. Con quella libera usa il mouse per far scorrere la pagina web. «C'è una cosa che... che ieri mi ha scombussolato un po'», mormora.

Delicatamente, le sposto i capelli neri su una spalla e mi chino alla sua altezza, lasciando dei piccoli baci sul suo collo.
«Vuoi parlarne?»

Mi appoggio al bordo della scrivania, così da averla di fronte.

Ho già detto che è tremendamente sexy quando è concentrata?

Molla il mouse e posa la guancia contro il pugno chiuso, porta i suoi occhi sulla mia figura. «Ieri sono andata in ospedale, da Candy, e le ho visto un segno particolare sul braccio», mi racconta.

«Okay... E cosa c'è di strano, scusa?»

Esita un attimo, come se avesse paura di sembrare ridicola, ma dopo pochi secondi inizia a slacciare i bottoni della camicetta, uno a uno.

Mi porto una mano al petto con fare teatrale. «Tesoro, lo sai che mi piaci senza niente addosso, ma non c'è bisogno che ti spogli per convincermi.»

Alza appena l'angolo delle labbra in una smorfia che suggerisce "Cretino".

Sì, lo sono, e amo esserlo con lei.

Quando se la sfila e resta solo con il reggiseno, i miei occhi faticano a guardare altrove. Si mette in piedi e mi dà le spalle.

«Vuoi che lo slacci?»

Le sue spalle sono scosse da una risatina. «Puoi provare a restare serio?», mi riprende. «La vedi la voglia che ho sulla scapola, in alto a sinistra?»

Con il polpastrello le sfioro la piccola macchia, simile a un cuore disegnato male.

«Il segno di Candy era identico al mio», sostiene, con una certezza che lascia poco spazio al dubbio. Si volta nella mia direzione regalandomi una bella visuale.

«Sai quanta gente ha le voglie o segni particolari sulla pelle?», le faccio presente.

Di fronte alla mia constatazione si ammutolisce e recupera la camicia. «Lo so, ma... ti giuro che è identica. E, stando a Internet, è una caratteristica molto rara»

I miei neuroni si mettono in moto e ragionano. «Pensi che siate imparentate?»

Scrolla le spalle mentre abbottona il colletto. «Noah, c'è una possibilità inferiore all'uno percento che questa cosa accada!»

Incrocio le braccia al petto e le gambe all'altezza delle caviglie. «Ne sei certa al mille per mille?», le domando, giusto per essere certo.

Annuisce e si passa una mano tra le ciocche mosse. «Senti, lo so che è folle, che sembra impossibile e bla bla bla... ma ora ho questa stupida paranoia in testa e... e...»

«Ti credo», la interrompo, poggiandole le mani sulle spalle. «E so che non ti darai pace finché non avrai la certezza che sia davvero solo una tua paranoia.»

𝐒𝐧𝐨𝐰 𝐇𝐞𝐚𝐫𝐭Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora