Pᴀɪɢᴇ
Questo weekend da incubo giunge al termine, ma solo per dare il via a una settimana altrettanto infernale. Mi alzo di malavoglia, senza alcuna voglia di andare a scuola, perché so che lo incontrerò.
E il pensiero di non potergli andare vicino e baciarlo mi uccide. Già so che quando quegli occhi azzurri si poseranno su di me ci saranno solo rabbia e disprezzo. In parte me lo merito. Ma se solo sapesse il vero motivo per cui ho fatto ciò che ho fatto...
Ma non posso dirglielo.
Sospiro pesantemente e mi preparo per affrontare la giornata, anche se ogni fibra del mio corpo vorrebbe rimanere sotto le coperte e fingere che tutto questo non stia accadendo.
Incontro Chloe nei parcheggi della scuola. Venerdì sera, non appena mi sono rinchiusa in camera mia, è stata la prima che ho chiamato e la mattina seguente, alle dieci in punto, era fuori dalla mia porta ed è rimasta con me per tutto il giorno.
Insieme, ci dirigiamo verso l'ingresso della scuola. Proprio quando arriviamo ai gradini, il destino sembra voler giocare con me. All'improvviso, arrivano altre tre persone, costringendoci a incrociare i loro sguardi: Isabelle, Ben e Noah. Il mio cuore si ferma per un attimo.
Isabelle e Ben ci fissano, ma i loro occhi si posano più su di me. Lei scuote la testa, un gesto che sembra dire "Non me lo aspettavo da te". Ben, con le stampelle e la gamba destra ingessata, le rifila una gomita di ammonimento. E poi si volta verso di me, regalandomi un'espressione d'imbarazzo.
Noah, invece, non fa nulla.
Non scuote la testa.
Non mi sorride.
Non distoglie lo sguardo. Freddo. Duro.
Si limita a fissarmi, contraendo la mascella.
Fino a qualche giorno fa, quegli occhi azzurri mi guardavano in tutt'altro modo, facendomi sentire la cosa più preziosa del mondo. Ora non fanno altro che ricordarmi quanto male gli ho causato.
Chloe mi tocca il braccio, un gesto che non riesco nemmeno a sentire davvero. «Dai, andiamo», suggerisce con tono lieve. Mi tira delicatamente verso l'interno dell'edificio e le voci degli altri studenti intorno a me appaiono ovattate.
Mi appoggio agli armadietti e sbuffo.
«Scusami ancora, Chloe. Ti ho fatto allontanare dagli altri.»
Lei sbatte lo sportello del suo armadietto e mi guarda con fermezza.
«Smettila di scusarti. Sei la mia migliore amica, Paige, e questo significa che tu vieni prima di tutti gli altri. Mi dispiace, sì, ma me ne farò una ragione.», dice con una scrollata di spalle.
Le sue parole mi scaldano il cuore. Le sorrido, e stavolta è un sorriso sincero.
Almeno ho ancora lei.
⋆⋅⋆⋄✧⋄⋆⋅⋆
Due giorni prima...
Sono ferma sul portico della villa da dieci minuti, indecisa se entrare o meno. Credo che sia questa la sensazione che provasse Noah di fronte alla porta di casa sua, a New York.
Mi chiedo in che modo guarderò in faccia mia madre. Ma la mia paura più grande è ricevere delle risposte, dato che, fino ad ora, per ogni mia domanda, ho trovato una verità troppo grande con cui fare i conti.
E ora non posso più ignorare tutti i problemi che questa famiglia maschera sotto un nome importante e una valanga di soldi.
Credo di essere arrivata al capolinea.
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𝐒𝐧𝐨𝐰 𝐇𝐞𝐚𝐫𝐭
Teen Fiction«Sono le persone giuste che colorano la tua vita» «𝐀𝐧𝐝 𝐭𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐚𝐫𝐬 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐚𝐦𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐨𝐰𝐧 𝐲𝐨𝐮𝐫 𝐟𝐚𝐜𝐞 𝐖𝐡𝐞𝐧 𝐲𝐨𝐮 𝐥𝐨𝐬𝐞 𝐬𝐨𝐦𝐞𝐭𝐡𝐢𝐧𝐠 𝐲𝐨𝐮 𝐜𝐚𝐧'𝐭 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐚𝐜𝐞 𝐖𝐡𝐞𝐧 𝐲𝐨𝐮 𝐥𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐦𝐞𝐨𝐧𝐞, �...
