Pᴀɪɢᴇ
Il giorno degli esami è arrivato, e con esso anche il mio compleanno.
Oggi, 19 marzo, compio i fatidici diciotto anni. Anche se, ad essere onesti, non c'è proprio nulla da festeggiare.
Mia madre si droga, e mio padre mi ha costretto a lasciare il mio ragazzo, minacciandomi di togliergli ogni opportunità universitaria.
A casa vige il gioco del silenzio. Mia madre cena con me e mia sorella normalmente in soggiorno, mentre mio padre rimane da solo nel suo studio e, se devono comunicare, lo fanno per mezzo di terze persone.
Non ho programmi per la serata - ho letteralmente una sola amica - e probabilmente inviterò Chloe a guardare un film.
Mi trovo nel corridoio, dopo aver preso il mio caffè macchiato pre-esame e mi sto dirigendo verso il mio armadietto, quando ad un certo punto spunta di fronte a me la mia migliore amica.
«Buongiorno festeggiata, sono quindici minuti che ti cerco in giro per i corridoi!», mi dice, tutta pimpante.
Agito la tazza che ho in mano. «Avevo bisogno di un caffè»
Ormai è l'unica cosa con un gusto diverso dalla tristezza.
Chloe mi mette davanti gli occhi un pacchetto ben incartato, legato con un nastro dorato al quale è attaccato un piccolo bigliettino con gli auguri. «Buon compleanno!», esclama con un sorriso solare.
Schiudo la bocca, colta di sorpresa, e accetto il regalo. «Chloe...»
Agita con enfasi le mani. «No, dovevo e, soprattutto, volevo fartelo. Te lo meriti», m'interrompe. «Dai, adesso aprilo!»
Le cedo la tazza di caffè e sciolgo il nastrino. Il pacchetto è piccolo e quadrato, probabilmente si tratta di qualche gioiello. Quando sollevo il coperchio, scopro di averci visto giusto. C'è un solo orecchino, in argento, con il pendente a forma di luna e costellato di pietrine blu.
Le rivolgo un sorriso sincero, innamorata del piccolo dono che mi ha fatto, e la abbraccio. «É bellissimo, grazie mille»
«Oh, e guarda qui!». Si stacca da me e infila le ciocche bionde dietro l'orecchio, mettendo in mostra il suo di orecchino, che invece è dorato e raffigura il sole. «Io il sole, tu la luna. Giusto?»
Annuisco con un gesto secco. «Giustissimo»
«E ora mi sa che ci tocca andare in aula». Si fa il segno della croce e invoca l'aiuto divino. Ripongo il regalo nella mia borsa e riprendo il caffè. Dopodiché raggiungiamo l'aula d'esame e mi blocco - come ogni volta, del resto - quando incontro lo sguardo di Noah. Stavolta, però, c'è qualcosa di diverso, qualcosa diverso dall'astio.
Forse ha capito di non aver perso un granché ed è arrivato a quella fase: l'indifferenza. Che abbia già accettato ogni cosa e sia andato avanti?
Ingoio a vuoto e mando giù questo pensiero amaro.
Be', buon per lui. Io sono rimasta alla sera in cui abbiamo ballato sulla spiaggia.
«Buona fortuna», mi augura Chloe, andando a prendere posto.
Già, mi serve proprio e anche in gran quantità.
⋆⋅⋆⋄✧⋄⋆⋅⋆
Esco da quella classe dopo quattro ore, discutendo con Chloe sugli esercizi di calcolo combinatorio. «Ho i miei dubbi su un paio di problemi di geometria analitica, sai», riflette la mia amica.
«Io invece ho paura di essere andata fuori traccia nel saggio», le confesso, amareggiata dall'idea. Mi sono impegnata tutto l'anno per questi esami e l'idea che abbia fallito proprio nella scrittura mi manda in crisi.
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𝐒𝐧𝐨𝐰 𝐇𝐞𝐚𝐫𝐭
Teen Fiction«Sono le persone giuste che colorano la tua vita» «𝐀𝐧𝐝 𝐭𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐚𝐫𝐬 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐚𝐦𝐢𝐧𝐠 𝐝𝐨𝐰𝐧 𝐲𝐨𝐮𝐫 𝐟𝐚𝐜𝐞 𝐖𝐡𝐞𝐧 𝐲𝐨𝐮 𝐥𝐨𝐬𝐞 𝐬𝐨𝐦𝐞𝐭𝐡𝐢𝐧𝐠 𝐲𝐨𝐮 𝐜𝐚𝐧'𝐭 𝐫𝐞𝐩𝐥𝐚𝐜𝐞 𝐖𝐡𝐞𝐧 𝐲𝐨𝐮 𝐥𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐨𝐦𝐞𝐨𝐧𝐞, �...
