35. Special things are not for everyone.

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Pᴀɪɢᴇ

La mamma ha sempre ragione.
Ho provato ad ignorare la tosse che avevo ieri mattina, ma oggi è pure peggio.

Ho passato l'intera notte in bianco tra mal di testa e raffreddore e il mio comodino è una pila di fazzoletti appallottolati.

«Amore, noi abbiamo già finito la colazione». Mamma fa il suo ingresso in camera, già pronta di tutto punto.

Io, appesantita come se avessi un macigno al posto della testa, mi tiro su e poggio la schiena alla testiera del letto. «Non credo che oggi io riesca a muovermi da qui», le confesso.

Il suono dei suoi tacchi riecheggia tra queste quattro pareti e si viene a sedere al mio fianco. «Non hai per nulla una bella cera», afferma, accostando il palmo della mano alla mia fronte. «Mi sa che ti sei beccata una bella influenza», decreta infine. «Forse è il caso che oggi io resti qui a casa con te...»

Tossisco, ma copro la bocca. «Non sei costretta. Cassie mi ha detto che oggi dovresti incontrare degli stilisti giapponesi»

«Credo che tuo padre possa anche cavarsela da solo»

«Davvero, mamma.», la blocco. «Starò con Avril», la rassicuro, sorridendole.

Sapere che preferirebbe restare con me mi fa sentire un pelino meglio, ma non ho chissà quale malattia rara per fortuna e non le impedirò certo di incontrare persone importanti.

Mia madre, da che era piccola, ha sempre sognato di fare la stilista. Proviene da una famiglia semplice, è sempre stata una ragazza normale con una vita ordinaria.

Poi ha incontrato mio padre e tutto è cambiato. Voglio che colga tutte le opportunità che le si presentano davanti, perché lei ama sul serio ciò che fa e merita di arrivare in alto.

Mamma mi stampa un bacio sulla guancia. «Ti chiamo dopo.»

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Avril mi ha portato una valeriana e, bene o male, riesco a recuperare qualche ora di sonno.

Verso le undici, invece, è il turno della colazione. Provo a rifiutare, dato che ho lo stomaco chiuso, ma lei non vuole sentir ragioni.

«Tienes que comer algo», dice. "Devi mangiare qualcosa". «Soprattutto la colazione. Ti servono le vitamine per guarire»

Mi lascia il vassoio sul letto e torna al suo lavoro. Le fette biscottate cosparse di marmellata mi fissano così intensamente che sono costretta a mangiarle. Recupero il cellulare e scrollo tra le varie notifiche. Rispondo a Noah e Chloe, spiegando il motivo della mia assenza e aggiungendo molte emoji per sottolineare il mio stato.

Siccome mi sento uno straccio, opto per prepararmi un bagno caldo. Lego i capelli in uno chignon disordinato, accendo delle candele alla cannella che dispongo un po' ovunque e infine mi spoglio. L'acqua è calda, piena di schiuma, e profuma di petali di rosa. La tranquillità di questo momento è davvero una cura. 

Mi tornano alla mente le scene di due notti fa, di me e Noah nella doccia. Arrossisco e scivolo più giù, nascondendomi tra le bollicine. Poi ripenso a ciò che è accaduto in seguito, quando siamo stati quasi scoperti. 

«Se volete rimanere all'oscuro, Romeo e Giulietta, dovreste stare più attenti»

Sospiro.
Vorrei che fosse più semplice, ma non si può.

Mio padre non tollererebbe mai che io stia con Noah, perché nella sua testa io sono destinata a Jordan "il coglione" Williams.

Mi sento in colpa a non aver detto a Noah la verità, ma ho paura di come potrebbe reagire.

𝐒𝐧𝐨𝐰 𝐇𝐞𝐚𝐫𝐭Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora