42. Rifugio

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Pov's Sasuke.

Kyomi: Cosa ci fai quí?!

Sasuke: Sono venuto a prendere i ragazzi, me ne vado subito.

Entro in casa dei miei quasi ex suoceri, me ne frego che sono appena le cinque del mattino, mi dirigo verso la stanza dei miei figli e lei mi corre dietro incazzata.

Kyomi: Non puoi fare come ti pare! Non ti permetto di portarli via!

Sasuke: Ti ricordo che tu non hai alcun potere, non potresti difenderti da me.

Mi afferra per un braccio, mi giro e la guardo negli occhi furioso, spietato come non sono mai stato con lei.

Kyomi: I-i tuoi occhi...sono tornati come prima...

Sasuke: Si, sono di nuovo un ibrido grazie a Naruto.

Kyomi: Il tuo ex? Come ha fatto?

Sasuke: Non ti deve interessare.

Kyomi: Senti...sono stata forse un po' troppo dura con te. Io non voglio distruggere la nostra famiglia, perciò lasciamoci alle spalle questi ultimi giorni come una stupida lite.

Sasuke: Ci ho scopato.

Lei mi guarda sconvolta, non le ho mai raccontato nulla riguardo a come io e Naruto eravamo diventati i due ibridi più potenti quando stavamo insieme, né molte altre cose del nostro passato. Non volevo nemmeno parlarle di lui a dir la verità perché, pur non volendo, ci stavo male.

Sasuke: E non l'ho fatto solo per riavere potere, l'ho fatto anche perché lo volevo e lo voglio ancora.

Kyomi: Ma come...? Tu dicevi che la nostra famiglia è importante...che non volevi perderci...e poi mi tradisci così?!

Sasuke: Perché tu cosa hai fatto? Non pensi sia un tradimento l'abbandonarmi nel procinto di diventare cieco?

Abbassa la testa puntando lo sguardo sul pavimento, non so cosa stia pensando e nemmeno voglio saperlo.
Sto persino capendo benissimo la rabbia che può aver provato Naruto nei miei confronti, con la differenza che lui, in più, mi amava. Cosa che io non provo per Kyomi.
Più comprendo cosa ho fatto passare al ragazzo, ormai uomo, che amo e più mi sento stringere il cuore in una morsa. Non potrà mai dimenticare come l'ho fatto soffrire e non posso cancellare il passato.

Sasuke: Mandami le pratiche del divorzio come mi hai detto. Sono stanco di questa farsa, io amo ed ho sempre amato solo Naruto. Ed ora i ragazzi vengono con me, se non ti sta bene ci vediamo in tribunale.

Pov's Naruto.

Sono sul divano di Sasuke con i miei figli, si sono addormentati tutti addosso a me. Kawaki sulla mia spalla destra, Boruto sulla gamba sinistra ed Himawari sul mio petto. Hanno pianto fino allo sfinimento.
Ho lasciato la TV accesa su un documentario tanto per sentire qualche voce che allevi apparentemente questo vuoto che sento dentro.
È stato Kawaki ad a svegliarsi a seguito dei rumori in casa e chiamare subito la polizia ed a chiudersi con i suoi fratelli in camera sua per tenerli al sicuro.
Gli agenti sono arrivati in pochi minuti insieme all'ambulanza, ma le lesioni di Sakura erano per la maggior parte in punti vitali e non è riuscita ad arrivare viva nemmeno al pronto soccorso.

Intorno alle sei e mezza rientra Sasuke insieme ai suoi figli. Noto che sono alquanto contrariati ma al contempo rassegnati.
Il più piccolo, Shisui, ha la stessa età di Himawari, mentre Itachi ha dieci anni. Se ne vanno in silenzio nella loro camera con le valigie al seguito e Sasuke viene da me a darmi un bacio sulla fronte per poi dirigersi verso la cucina.
Arrossisco leggermente, cos'è questa dolcezza? Mi ha trasmesso senso di tranquillità e tepore che non ricordo di aver mai provato insieme a lui.
Mi alzo piano piano senza svegliare i ragazzi, li metto poi sdraiati bene sul divano e li copro con un pile. Poi raggiungo Sasuke in cucina trovandolo a bere un caffè affacciato alla finestra.
Lo osservo dallo stipite della porta e mi accorgo di avere davanti a me un uomo più maturo e deciso, determinato e forse più serio.

Sasuke: Sono tutto intero, non preoccuparti.

Naruto: Non era quello che stavo pensando, come ti viene in mente?

Sasuke: Sembra che mi stai facendo una lastra con gli occhi.

Naruto: Che cazzata!

Sasuke: Un poco di ironia non fa male in un momento brutto come questo.

Naruto: Allora inventati una battuta migliore, questa faceva pena.

Sasuke: Forse si.

Mi prendo un po' di caffè anche io e lo bevo appoggiato al lavandino. Un senso di nostalgia mi pervade riportandomi alla mente tutto ciò che è successo in questa casa.

Naruto: Hai più sentito Ino?

Sasuke: Mh? No, perché?

Naruto: Mi dicesti che aveva un potere, potrebbe esserci utile?

Sasuke: Non credo che riuscirebbe ad usarlo su Madara, è pur sempre un'umana e non ha la giusta energia.

Naruto: Si, lo immaginavo. Peccato, sarebbe stata una bella mossa.

Sasuke: È vero, ma non è fattibile.

Naruto: Dobbiamo dire ai ragazzi di non far entrare nessuno in casa, nemmeno i loro amici.

Sasuke: Sono d'accordo. Ora come ora non possiamo fidarci di nessuno, quello potrebbe manovrare chiunque.

Naruto: Per la scuola come facciamo?

Sasuke: Non ci andranno finché non avremo messo fine a tutto questo, diremo che hanno un virus estremamente contagioso.

Naruto: Va bene.

Pov's Sasuke.

Come gli è venuta in mente Ino? Forse stava pensando di nuovo a quegli ultimi giorni che passammo insieme prima della più grossa cazzata della mia vita.
È inutile che io continui a darmi del coglione, non posso fargli certo dimenticare il passato né rimediare in alcun modo. Posso esserci ora per lui, nel presente e nel futuro, senza pretendere il rapporto che avevamo allora perché quello non ci sarà più.
Mi sento abbracciare da dietro, avvolgermi la vita e la sua fronte poggiata sulla mia spalla. Resto paralizzato non sapendo come reagire. So che ora ha bisogno di conforto, e non vorrei finire con l'andare oltre il limite rischiando di farlo stare peggio.
Sento che sta piangendo, mi giro tra le sue braccia e lo stringo a me limitandomi a dargli un altro bacio sulla fronte, e lo lascio sfogare poi finché ne ha bisogno.

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