29. Bartleboom

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20:45

Parcheggio la macchina nel vialetto e prendo il borsone che ho lanciato sul sedile posteriore quando sono uscita da lavoro. Mentre mi avvio verso casa mi rendo conto che la luce è accesa ma non me ne preoccupo dato che nel pomeriggio mia madre mi ha telefonato per chiedermi in prestito una borsa che le serviva questa sera per una cena con le amiche. Mentre giro la chiave nella toppa mi rendo conto che non ho fatto caso alla sua macchina parcheggiata fuori, magari è già andata via ed ha semplicemente dimenticato la luce accesa.

«Mamma ci sei? Sono tornata» urlo per farmi sentire nel caso lei fosse al piano superiore ma, neanche un secondo dopo, Sangio sbuca davanti a me dalla cucina

«Ci sono io, ti va bene lo stesso?» lascio scivolare il borsone dalla spalla e, prima ancora che possa dire altro, gli sono già saltata in braccio annullando completamente le distanze tra noi. È lui che, dopo un bacio piuttosto sentito, mentre mi tiene ancora stretta in braccio esclama «Se questo è quello che mi aspetta ogni volta che ritorno penso che inizierò partire più spesso» e mi schiocca un bacio sul naso

«Non ci pensare neanche a ripartire così presto, mi sei mancato tantissimo»

«Anche tu amore mio, anche tu. Non puoi neanche capire quanto» ed incolla di nuovo le sue labbra alle mie. Quando ci stacchiamo mi rendo conto che il camino è acceso, la tavola apparecchiata e che dalla cucina arriva in buon profumino

«E questo profumino cos'è?» chiedo e lui mi posa a terra e mi conduce in cucina

«Sto preparando il risotto con la zucca» dice mentre tutto concentrato aggiunge del brodo nella padella

«Che meraviglia, sembra buonissimo»

«Aspetta di assaggiarlo prima di dirlo, magari non mi è venuto poi così bene».

«Vedi che avevo ragione, era buonissimo - dico posando la forchetta sul mio piatto ora completamente vuoto - e poi mi piace un sacco vederti dietro ai fornelli, sei molto sexy mentre cucini, sai?»

«Davvero? Allora mi sa che dovrò farlo più spesso anche se credo di meritare un bacio per tutto l'impegno che ci ho messo» mi prende il polso e mi trascina verso di sé facendomi sedere sulle sue gambe

«Uno solo?» dico dandogli un piccolo bacio a stampo

«Mmm no, in realtà spero qualcuno in più - e posa di nuovo le sue labbra sulle mie in modo malizioso - ma prima dobbiamo parlare di una cosa»

«Eccallà, lo sapevo. La cena era solo per indorare la pillola, quale brutta notizia devi darmi?» e il tono della mia voce tradisce una leggera preoccupazione

«Nessuna brutta notizia, però voglio parlarti di qualcosa che ho scoperto in questi giorni» e stringe le braccia sui miei fianchi avvicinandomi a sé ancora un po' di più

«Cosa hai scoperto?» chiedo non capendo dove questo discorso andrà a parare

«Fabio mi ha raccontato di quello che hai fatto per me qualche anno fa, quando hai fatto in modo che tornassi a lavorare con lui e con tutto il resto del team» la sua voce è calma, non sembra infastidito o arrabbiato anzi, è quasi fin troppo dolce mentre me lo chiede ma sento lo stesso l'agitazione salire

«Ohpotrei dirti che non è come sembra ma in realtà è proprio così come sembra. Posso solo dirti che quando ho preso quella decisione pensavo davvero che fosse quella giusta e in realtà lo penso ancora oggi. Non sono pentita di quello che ho fatto, spero solo che tu possa capire perché l'ho fatto» dico fissandolo e cercando di scorgere in lui qualsiasi emozione in questo momento stia provando

Il filo rosso del destinoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora