Leo
Eravamo tutti nel grande salone dell'Argo II, diretti verso l'Empire State Building.
Ci avremmo messo giusto un'ora scarsa.
Jason era alla guida, Piper leggeva una rivista, Nico fissava il vuoto,
Will sistemava il suo kit medico, Annabeth e Percy discutevano sul da farsi, Briseide se ne stava seduta a giocare con la sua spada e io ero in un angolino a riflettere.
La guardavo. Forse era arrivato il momento di parlarle?
Giocava con la spada in un modo naturale. Ogni sua movenza aveva un che di angelico che mi paralizzava completamente.
Ad un certo punto si girò di scatto. Si accorse che la stavo fissando e mi sorrise.
Abbassai lo sguardo e portai la testa tra le ginocchia.
Sentì i suoi passi venire verso di me.
"Hey, Valdez, tutto bene?"
Disse lei piegando la testa verso destra per guardarmi meglio.
"Hey, Leo"
Si sedette davanti a me.
Strinsi ancora di più le ginocchia al petto.
Si avvicinò molto.
"Leo".
Fece scivolare le sue mani nelle mie.
Mi irrigidì di colpo e lei se ne accorse. Un brivido mi percorse la schiena.
Mi strinse le mani ancora più forte nelle sue.
"Puoi parlare con me, lo sai"
Non risposi.
Il punto è che non ho problemi a dire che sono una torcia umana, no, il mio problema è parlare con una ragazza così bella davanti a me, mentre mi stringe le mani e mi guarda con uno sguardo pazzesco.
Briseide lasciò scappare una mano dalla mia. Sentì improvvisamente un vuoto. Il calore che si trovava nella mia mano passò al mio mento.
Mi alzò il viso e mi portò la mano sulla guancia, accarezzandomela.
Mi appoggiai sulla sua mano facendo un sorriso e lei ricambiò.
I suoi occhi verde smeraldo rispecchiavano la mia immagine.
Quella di un idiota che sta perdendo la testa per la ragazza che ha davanti, che conosce da poco ma che è stata capace di rubargli il cuore.
Poco importa della maledizione del nome e bla bla bla. Io sarei disposto ad amarla.
Tirai uno sguardo nel salottino dove eravamo tutti e mi accorsi che non c'era più nessuno.
Infami.
"Mi vuoi dire quello che mi devi dire?" Chiese lei guardandomi fisso negli occhi, senza mai staccare lo sguardo.
"Sono un figlio di Efesto" risposi balbettando.
"Ma va" rispose lei sorridendo mentre continuava a passare il dito sul mio viso. Sapeva l'effetto che mi faceva, ne era consapevole. Stronza il mio Raggio di Sole. Stronza quanto bella.
Respiro.
Devo resettare il cervello.
Ok, forse ora ci sono.
"Alcuni figli di Efesto nascono con il dono del fuoco"
Il sorriso si spense e le sopracciglia si corrugarono. Stava pensando.
"Si, quelli che portano disgrazie. Se mai ne dovessi incontrare uno lo ammazzerei. Sono degli scherzi della natura quei cosi là." continuò lei.
Mi irrigidì di colpo. Lo sapevo che mi avrebbe visto con occhi diversi.
Lo sapevo che dovevo starmene zitto.
Tra tutti i rifiuti che ho ricevuto questo è stato il peggiore.
Lei scoppiò a ridere.
Ero alquanto confuso.
"Dovresti vedere la tua faccia" continuò ridendo mentre mi indicava il volto.
"Ah ah ah, non ho capito"
Lei rise di più.
Sorrisi a sentirla ridere così.
"Raggio di Sole?"
"Sto scherzando coglione. Sapevo già il tuo potere del fuoco"
"Aspetta...come facevi a saperlo?"
"Bastava fare due più due... Tu sei più caldo del normale, sei un figlio di Efesto e...Jason non sa tenere la bocca chiusa"
"Oh cazzo" risposi.
"Rilassati, so che è una cosa personale...ecco perchè ho aspettato che me lo dicessi tu"
"Da quanto lo sai?"
"Da tipo..."
Finse di contare sulle dita.
"Ecco sì, da quando sono arrivata al campo"
Sorrisi.
"Non ti-" iniziai il discorso che poco dopo lei interruppe.
"Se mi crea problemi?"
Lui annuì.
"Stai scherzando spero? Ti pare che mi crei problemi"
Lasciai un sospiro di sollievo.
Era così bello sapere che non era cambiato nulla tra di noi.
"C'è insomma, il fuoco non mi crea problemi, sei tu a crearmeli" dice lei scoppiando a ridere poco dopo.
Le diedi una leggera spinta sulla spalla.
"Zitta tu, che senza di me ti annoieresti a morte"
"Invece starei così bene"
"Allora vai, vediamo quanto resisti senza parlarmi"
La guardai con aria di sfida.
"Figurati, posso resistere a vita"
"Ecco, mi hai appena parlato. Manco 10 secondi"
Dissi alzandomi in piedi. Le porsi la mano e la aiutai ad alzarsi.
"Hei, così non vale" dice puntandomi il dito addosso.
Le presi il polso e me la portai più vicina. Per un attimo la sentì sussultare, sorrisi. Magari non era solo lei a farmi uno strano effetto.
Magari io le provocavo le stesse sensazioni che provocava lei a me.
"E invece sì"
"E invece no, non mi avevi dato il via" continua e,mentre faccio passi avanti, lei fa passi indietro.
"Ma mi hai parlato e non hai resistito a tutto questo" con la mano libera mi indicai. Intanto eravamo arrivati davanti al divano.
"Ha ha ha, magari sei tu che non resisti a questo." Mi dice facendomi il verso e copiandomi il gesto.
"Mi fai il verso eh?"
"Io faccio quello che voglio" dice lei mantenendo lo sguardo fisso.
Le do una leggera spinta, con l'idea di farla cadere sul divano.
Il punto che non avevo preso in considerazione era quello che lei mi avrebbe preso e portato con se.
Improvvisamente mi ritrovai sopra Briseide e un attacco di cuore in corso.
Per un attimo ho pensato di morire.
Il mio respiro si fece veloce e non riuscivo a far fuoriuscire nemmeno una parola.
Lei mi guardava con quei suoi occhioni verdi.
Sorrise.
Mi portò una mano sulla guancia.
Io non osavo muovermi per paura di schiacciarla.
Mi portò le braccia intorno al collo e mi avvicinò a se.
"Raggio di Sole, che stai facendo?" Sussurrai sorridendo.
Si avvicinò ancora di più a me. Per paura di farle cambiare idea smisi di respirare.
Lei sorrise.
"Non ti preoccupare" sussurrò lei.
Chiusi gli occhi e, quando li riaprì era veramente vicina.
I nostri nasi si sfioravano e le fronti si toccavano.
"Ragazzi, stiamo per arr- Oh" Erano Nico e Percy.
Mi tolsi da sopra di lei così velocemente che cadetti per terra.
"Cazzo" sussurrai. Mentre Nico e Percy sorridevano e Briseide era rossa manco me.
"Ci dispiace interrompere il vostro accoppiamento delle..." disse Percy fingendo di guardare l'orologio.
"Che ore sono Nico?"
"Le 11.25" rispose con aria soddisfatta, come di chi avesse un conto in sospeso. Giuro, non gli ho fatto nulla.
"Delle 11.25 ma siamo arrivati"
"Non stavamo facendo-" Dice Briseide.
"Certo, certo, stavate facendo la torre umana. Molto plausibile"
Si portò le mani sul viso.
"Dobbiamo andare piccioncini" dice Nico.
Ci ricomponemmo e andammo sul ponte della nave.
Vedevamo l'Empire State Building. Eravamo a destinazione.
Raggi di Solee☀️☀️
Eccoci qua con un nuovo capitolo.
Questo capitolo è un pò UuUuUu.
I nostri eroi si stanno avvicinando sempre di più ma la strada è ancora lunga e insidiosa.
Spero vi sia piaciuto.
Fatemelo sapere.
Kiss kiss.
Ps:scusate per eventuali errori ma ho ricontrollato solo una volta.
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~𝑅𝑎𝑦 𝑜𝑓 𝑠𝑢𝑛𝑠ℎ𝑖𝑛𝑒~ 𝐿𝑒𝑜 𝑉𝑎𝑙𝑑𝑒𝑧
Fantasy"Immagianai l'oceano turchese, dove il sole colpisce i punti più profondi. Raggio di sole. Sono un raggio di sole che si riflette nell'oceano. Che si riflette nella sua tranquillità. Sono un raggio di sole."
