NORA
Domani è il grande giorno. Finalmente chiudiamo il capitolo "Ivan" una volta per tutte.
Sono in soggiorno con Nate che è un fascio di nervi e sembra sul punto di dare di matto. È da quando si è svegliato che è di pessimo umore. So che non è felice di quello che devo fare, ma io ne ho bisogno. Ho bisogno di essere lì in persona per tutte quelle che purtroppo non potranno farlo.
Stiamo guardando un film, ma la distanza che c'è tra di noi su questo divano enorme fa quasi paura. In genere stiamo praticamente appiccicati e oggi, invece, siamo ai due lati opposti. A cena prima non mi ha nemmeno rivolto la parola. Oggi ha deciso di lavorare da casa, come ha fatto nell'ultima settimana, e le uniche volte che mi ha parlato è stato quando ha cercato di farmi cambiare idea e testimoniare a porte chiuse e io ho rifiutato. Dopo avermelo chiesto tre volte ha smesso completamente di parlarmi, erano più o meno le cinque. Adesso sono le nove e non ha ancora detto una parola. Nemmeno quando gli ho chiesto cosa volesse per cena ha risposto. Ha solo alzato le spalle come per dire "per me fa lo stesso" ed è sparito nel suo "paradiso per veri uomini" come mio fratello chiama la sala giochi che si sono fatti qui in casa.
Non so nemmeno se iniziare io una conversazione oppure no. Dopotutto non abbiamo propriamente discusso. Abbiamo solo una divergenza di opinioni. E lui sta facendo il bambino.
All'improvviso si alza e si allontana verso le scale che portano al piano di sopra dove si trovano le stanze.
—Vai a letto?— chiedo io sorpresa. Lui si limita ad annuire senza nemmeno voltarsi.
—Prima o poi dovrai parlare, lo sai vero?— non so nemmeno io se arrabbiarmi oppure no. Insomma che gli prende? Gli ho già spiegato almeno cento volte quanto sia importante per me questa cosa e lui continua a comportarsi come se gli stessi facendo un torto personale.
—Buona notte Nora— questo è tutto quello che quel gran immaturo di mio marito ha da dire.
—Nate la vuoi smettere di fare il bambino per un secondo?— dico esasperata alzandomi dal divano per seguirlo su per le scale. Lui si ferma a metà e mi guarda così male che se gli sguardi potessero uccidere sarei sicuramente già morta sul colpo.
—Io sarei il bambino? Tu non lo capisci vero? Non voglio che tu riveda il tuo ex psicopatico, ma tu non sembri pensarlo allo stesso modo.— dice lui e scoppio a ridere.
—Ti diverti? Ti sembra divertente questa situazione?—
—Nate non ti ho mica chiesto di andare a prendere un caffè con il mio ex. Sto andando in tribunale a testimoniare contro di lui! Se davvero sei così immaturo da non vederlo, non ha senso avere questa conversazione.— non può essere serio. Non può starmi facendo una scenata di gelosia per questo.
—Ci sono altri modi per farlo, ma tu vuoi rivederlo. Non lo dici, ma lo sappiamo tutti. Hai questo desiderio assurdo di rivederlo e a me non va bene. Lui ti ha fatto tanto male e lo so perché sono stato io a rimettere insieme i pezzi. Cosa pensi che succederà quando lo rivedrai? La dottoressa Connor dice che potresti avere un crollo emotivo e io non voglio che succeda, di nuovo!—
—Io non voglio rivedere Ivan. Se fosse solo quello, non credi che l'avrei già contattato?—
—Questo non lo so, perché tu non ragioni come una persona normale e con me non parli e l'unica a cui dici le cose è Grace e lei pure è preoccupata per le mie stesse ragioni, quindi direi che qualcosa nascondi!—
—Niente di quello che hai appena detto ha un senso! E se voler parlare per aiutare persone che non hanno potuto farlo non fa di me una persona normale, allora non voglio essere normale.— sto praticamente urlando ormai.
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CHIAMAMI PER NOME
RomanceLui vuole solo lei, lei vuole solo essere libera. Nora viene catapultata nella casa di Nate Diamond per una convivenza forzata e un imminente matrimonio organizzato.
