NATE
Mi sono svegliato stamattina con la consapevolezza di non poter più vivere senza Nora. La respingevo perché avevo paura di questo sentimento così forte e improvviso per me. Ho perso quattro anni di ricordi, ma li sto recuperando. Almeno la maggior parte di quello che riguarda la mia vita con lei la ricordo e so perché volevo lei e nessun altra.
Alla mia età avere così tanti soldi e non avere nessuno con cui passare il proprio tempo libero è come non avere niente. Non contano più i conti bancari, ma solo le notti tristi che mi tocca passare ogni giorno, sapendo che Nora è lì fuori da qualche parte a vivere senza di me. E nemmeno per sua scelta.
Non sono mai stato il tipo da impegno o da esclusiva, ma per lei sono disposto a cambiare tutto. Sono perso senza di lei.
Quando si è trasferita da me non mi sopportava e non parlavamo nemmeno, però sapevo con certezza che aspettava il mio ritorno a fine giornata. Forse non per le motivazioni che potrebbe avere una persona normale, ma per potersi nascondere da me o per urlarmi contro per qualche decisione presa senza consultarmi con lei prima.
L'ho fatta sentire piccola tante volte, ma non lo facevo per cattiveria, semplicemente non ero in grado di comunicare in modo civile. Sono abituato a prendere decisioni su tutto e per tutti e ho fatto lo stesso con lei, come se fosse una mia dipendente.
La guardo seduta vicino a me con lo sguardo fisso sulla parete e so che sta per avere una crisi isterica. Chiederle di convivere dopo ieri sera e dopo tutto quello che è successo prima è un passo enorme, ma voglio farlo. È giunta l'ora di prendere le cose sul serio. Abbiamo affrontato tanti ostacoli e abbiamo entrambi capito di poter contare solo su di noi. Da soli riusciamo a malapena a superare la giornata, ma insieme siamo fantastici, cazzo. E spero che l'abbia capito anche lei.
—So che hai il locale qui e che fare un'ora di macchina per lavorare non è una passeggiata. Ma potresti aprire una filiale vicino a casa.— io sono disposto a tutto per lei e farò del mio meglio per renderla felice e darle la vita che i suoi genitori le hanno negato.
—Nate non è per il locale. Non mi interessa niente del locale, o meglio ci tengo e non so se riuscirei a lasciare le ragazze a cuor leggero. Allora, io voglio vivere con te, ma non so se è quello che vuoi e io credo che non so cosa dire e sto parlando a vanvera nella speranza che tu mi fermi, ma non lo fai quindi...— le metto una mano sulla bocca, ma continua il suo monologo ancora per un po' poi si zittisce. L'ho mandata in tilt ed è così carina. Quando non sa cosa dire ha la tendenza a dire parole a caso che hanno senso, ma non del tutto.
—Respira Nora. Dimmi solo sì o no e poi penseremo al resto dopo.— vorrei ridere, perché la sua faccia confusa e il modo in cui continua a evitare il mio sguardo la rendono troppo tenera.
—Io credo che sia un sì, ma al momento non posso permettermi un nuovo locale. Se potessi aspettare un po' così ne parlo anche con J.— Ancora una volta Nora è la persona più sincera che abbia mai conosciuto. Lei è quella giusta per me, perché anche quando programma il suo futuro, non prende mai in considerazione i miei soldi. Un po' ferisce che non mi chieda mai aiuto e che pensi sempre a tutte le alternative possibili. Però è quello che mi ha fatto innamorare di lei.
—Nora, posso aiutarti anche io. Dopotutto sono stato io a chiederti di trasferirti— ci provo, ma so che non la convincerò mai a usare i miei soldi.
—Nate, non te la prendere, è solo che è di Jason il locale in un certo senso contorto e in un modo o nell'altro troveremo una soluzione. Io e lui. Tu hai già fatto tanto per me e non voglio essere una di quelle mogli che vivono di rendita e prosciugano i conti del marito. Non sono fatta così e spero di non diventarlo mai— le sorrido triste, perché non chiederà mai il mio aiuto. Io non voglio obbligarla a fare niente, però vorrei che almeno mi prendesse in considerazione quando ha bisogno.
STAI LEGGENDO
CHIAMAMI PER NOME
RomanceLui vuole solo lei, lei vuole solo essere libera. Nora viene catapultata nella casa di Nate Diamond per una convivenza forzata e un imminente matrimonio organizzato.
