Zephyr alzò un sopracciglio, intenzionato a provocare ancora un po' il suo omega. Si alzò dal letto e accarezzò ancora una volta quella vita sottile, che bramava circondare più di ogni altra cosa al mondo e parlò in modo roco.
- "Sai, mio smeraldo, il tuo "guardare ma non toccare" sembra solo alimentare la mia voglia di sfidare le regole."
- "Le regole esistono per un motivo, Zephyr. E non credo che tu abbia una buona ragione per infrangerle."
- "E se la ragione fosse semplicemente la voglia di avvicinarmi a te?"
Theron alzò il mento, sul viso uno sguardo sarcastico e nella voce un pizzico di ironia. Ammetteva di divertirsi ad impedire all'alpha di poterlo anche solo sfiorare, così allontanò le grandi mani di Zephyr dai propri fianchi.
- "Le tue argomentazioni sono deboli, alpha. Non vedo come possa esserci una ragione valida."
- "Forse, mio smeraldo, la ragione per te è ancora da scoprire. Ma credo che la ricerca sarà molto interessante."
Zephyr si avvicinò al collo di Theron, inebriandosi del suo profumo e poi lo lasciò di nuovo solo e libero di poter riposare per il resto della notte. Si allontanò trionfante, sentiva di aver smosso qualcosa in Theron stuzzicandolo e che presto sarebbe nato, tra loro, qualcosa di più profondo di qualche giocoso battibecco. Intanto, nella stanza, Theron provò una vasta quantità di emozioni in un solo momento. Il tocco audace del principe lasciò un'impronta indelebile sul proprio corpo, quasi come un marchio di proprietà. E la presenza, anche se fastidiosa aveva procurato una crepa del muro che aveva esatto per proteggersi.
Mentre il giorno si estendeva sul principato d'Alba nera, il giovane omega si trovava in giardino impegnato del suo lavoro. La sua mente però ripercorreva imperterrita le immagini della sera precedente. Sentiva che stava per impazzire: odiava essere toccato in quel modo ma, allo stesso tempo, era come se ne sentiva la necessità per vivere. Il suo pensiero, poi, andò alla madre; aveva molte altre cose da chiederle e molte altre da raccontarle. Mentre continuava ad affrontare quella valanga di pensieri, Zephyr fece la sua apparizione dietro di lui con un sorriso malizioso. La luce faceva dei giochi con i petali colorati dei fiori e una magia di luci e ombre con le guglie degli alberi.
- "Mio smeraldo, mi sembra che tu stia affrontando una battaglia con i tuoi pensieri. Hai bisogno di un consulente esperto?"
- "Tutto questo che sta succedendo è così complicato che tu non hai idea."
- "La complicazione può essere intrigante, non credi? Magari un po' di divertimento potrebbe aiutarti a mettere ordine nei pensieri."
Disse Zephyr avvicinandosi a lui con un sorriso malizioso in viso. Voleva accendere, nella loro conversazione, una sorta di giocosità per permettere al suo omega di alleggerire i suoi pensieri.
- "Zephyr, davvero. Non è il momento per i giochi. Ho già abbastanza preoccupazioni."
- "So che è difficile, ma forse se riesci a riderci un po' su, diventerà un po' più leggero non trovi?"
Zephyr fece alcuni passi verso il suo omega e gli scompigliò i capelli. Non voleva vedere, sul viso di Theron, un muso lungo e triste. Voleva alleggerire i suoi pensieri e l'unica tattica che sapeva potesse funzionare era stuzzicarlo. Così iniziò a solleticare i suoi fianchi, costringendo al giovane giardiniere di farsi scappare un urlo di sorpresa e sbuffare divertito un secondo dopo.
- "Dico davvero Zephyr. Questa situazione è troppo complicata per poterci ridere su...È della mia vita che stiamo parlando e sta cambiando in un modo che mai avrei potuto immaginare. Non è il futuro che mia madre mi aveva sempre raccontato, e non fraintendermi...sta iniziando a piacermi questa alternativa per il mio futuro ma non è la visione a cui sono abituato."
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Theron's Eden
WerewolfTheron, un omega che da sempre odia gli alpha, si troverà a lavorare come giardiniere reale al castello del principato d'Alba nera dove regna un principe, alpha, che porterà il giovane Theron ad affrontare numerosi grattacapi. Un giorno però scoprir...
