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SIGRID


La mia fronte si imperlò di sudore, decisamente non per il caldo, visto quanto si gelava in quell'angusto stanzino, ma per lo sforzo.

Andiamo grandissimo figlio di puttana.

Urlai dalla frustrazione quando il lembo di corda mi sfuggì nuovamente dalle mani legate strettamente dietro la schiena.

Circa un giorno fa mi ero sbarazzata delle catene, ma quelle corde sembravano non voler capitolare. Ares le aveva intrecciate insopportabilmente bene e con una certa maestria, degna solo di un bordello in stile bondage dei più squallidi bassifondi di Praga.

Strinsi gli occhi a quel pensiero, sospettavo, al Dio in questione potesse piacere quel tipo di attività.

Per quanto mi riguardava, non ne ero mai stata allettata più di tanto, ma immagini di me legata al grande letto al piano superiore mentre l'enorme figura del Dio della Guerra aveva un accesso fin troppo facilitato ad ogni parte del mio corpo, in qualche modo perverso mi eccitava. Pensai persino a parti invertite e la cosa se possibile mi ottenebrò del tutto la ragione, avere quell'immenso corpo a mia completa disposizione... le mie mutandine si inumidirono per l'ennesima volta.

Mi incazzai, era capitato fin troppo spesso in quei due giorni di reclusione. Mi eccitavo, pensando a cose del tutto senza senso e subito dopo subentrava la rabbia.

Ma cosa diavolo mi prendeva?!

Sospirai, la mia condizione di vergine non mi aveva tenuta lontana dal sesso come ci si aspettava da una brava valchiria. Negli scorsi secoli ero stata una voyeur di tutto rispetto e successivamente con l'avvento di Internet, mi ero fatta bastare l'abbonamento a PornHub, ma mai ero stata tentata in quel modo da un maschio.

Scossi la testa come se quel gesto in qualche modo potesse cancellare quelle immagini pericolose.

Annika.

Pensa ad Annika.

Sbuffai, rimettendomi al lavoro sulle corde, nonostante non avessi più la sensibilità alle mani provai di nuovo con più convinzione.

Ero da sola da due giorni e nessuno era più sceso. La cosa mi seccava parecchio.

Alcuni tremori per colpa del freddo iniziarono a coprirmi le braccia. Non mangiavo da una settimana, la cosa non mi avrebbe ucciso, ma nemmeno fatto bene. La stessa cosa valeva per il sonno, a parte il mio svenimento dopo l'incidente, avevo riposato sì e no un paio d'ore in totale. Ogni volta in cui mi ero addormentata, anche se per poco, era coinciso esattamente con gli attacchi dei due Dei al mio seguito.

Cazzoooooo! Ecco come avevano fatto a trovarmi così facilmente.

Hypnos, il Dio del Sonno, c'era sicuramente lui dietro.

Con rinnovate energie mi misi ancora più d'impegno. Dovevo scappare il prima possibile e una volta lontana avrei dovuto pagare per avere un qualche incantesimo per schermare del tutto la mia mente anche mentre dormivo. Gocce di sudore freddo mi colarono sulla schiena, mentre le mie mani addormentate si muovevano a rallentatore.

Dei passi mi misero in allerta, le mie orecchie si mossero in quella direzione come per captare meglio la natura di quei suoni. I rumori s'intensificarono, mettendomi ancora più in allarme.

Dannazione!

Era ora di slogarmi il pollice, non avevo intenzione di farmi trovare da nessuno ancora legata come un insaccato. Le mie ferite guarivano molto lentamente e quell'aggiunta non mi avrebbe fatto bene, ma dovevo farlo se volevo avere una qualche possibilità.

Il Corvo e La RabbiaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora