ARES
Due settimane dopo, Singapore.
Ora iniziavo seriamente a stancarmi, anzi mi ero proprio rotto il cazzo.
Quel bastardo stava giocando con i nostri culi da troppo tempo, la cosa iniziava a essere ridicola, nessuno era mai riuscito a farmi incazzare in questo modo, nemmeno Atena in persona.
Tra la rabbia una punta di rispetto si fece largo in me, cercai di soffocarlo prima di vederlo trasformare in un sentimento vero.
La mia intenzione di concedergli una morte breve e veloce si era trasformata in una lenta agonia, costellata da una sessione dietro l'altra di tortura, forse di mesi o anni, insomma, fino a quando non avessi soddisfatto quella brama che mi bruciava dentro come un incendio.
Volevo vendicarmi principalmente per gli avvenimenti accaduti in Siberia.
Si fottesse tutta la dannata Siberia!
Al solo pensiero una rabbia cocente mi fece fremere le membra.
Fissai Hyp seduto su uno sgabello, eravamo in veranda in una casa sulla spiaggia presa in affitto poco fuori dalla città, la sua espressione era cupa. Persino lui iniziava a covare sentimenti omicidi, quel ladruncolo era riuscito a far sgretolare la sua controllata corazza pezzo dopo pezzo o forse era meglio dire esplosione dopo esplosione.
Eravamo arrivati a Singapore due giorni prima, ma non ci eravamo avvicinati alla città per un solo motivo. Quello stronzo doveva possedere un qualche dispositivo che gli rivelava la nostra presenza e in base alle nostre esperienze passate con lui, venti chilometri era una distanza adeguata a non farci percepire.
Il bastardo sembrava sempre avere diversi piani di fuga ben ingegnati, era maledettamente sveglio per essere un mingherlino senza muscoli, non eravamo mai nemmeno riusciti ad arrivargli abbastanza vicino da sfiorarlo e le sue trappole erano sempre più fantasiose.
Dovevo ammettere a me stesso con rammarico che tutta quella situazione era una bella distrazione dai momenti di inattività dei mesi precedenti.
Non pensare alla Siberia... non pensare alla... "Stai pensando alla Siberia vero?" Mi chiese Hyp, fissandomi intensamente per lo meno ci provò, con una smorfia distolse lo sguardo appena si accorse della mia nudità.
"Tranquillo amico, è normale se ti senti allettato o minacciato dal mio magnifico corpo nudo. Succede anche ai migliori." Sogghignai e ammiccai nella sua direzione. Ero nudo da quando eravamo arrivati, non sapevo per quale motivo, ma tutta quella pudicizia da parte del Dio mi faceva venir voglia di passare quanto più tempo possibile senza vestiti.
Lui non raccolse la mia provocazione, così tornai a concentrami sulla sua domanda. "Da cosa lo deduci?" Gli chiesi, stringendo i pugni posizionati comodamente dietro la testa. Il dondolio dell'amaca sulla quale avevo messo il mio culo in attesa dei rinforzi doveva aiutarmi a calmarmi, ma per qualche motivo sembrava avere l'effetto contrario.
"Lo deduco da fatto di non riuscire a smettere di pensarci nemmeno io. Non riesco proprio a capire come sia riuscito a fuggire da quella miniera abbandonata e poi quella trappola esplosiva... non avevo mai visto niente del genere." Le sue parole innalzarono il mio nervosismo ad un livello defcon 5.
"Togliti quello sguardo impressionato dalla faccia. Se lo vedo ancora giuro che ti affogo." Lo minacciai con tono allegro, contemporaneamente diedi un morso al mango maturo, mi ero dimenticato di pelarlo, ma non ne feci un problema, mangiandolo tutto, nocciolo compreso.
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Il Corvo e La Rabbia
FantasyQuarto volume della serie sugli Dei, sequel de 'La strega e la morte'. Ares ha un passato complicato, nel corso dei millenni il suo passatempo, oltre alla guerra, sembra essere quello di farsi nemici: Atena ha già sguinzagliato i suoi assassini con...
