-Seguimi-
Disse. Le piaceva quel verbo. Inuyasha la seguiva, l'avrebbe seguita sempre, come gli aveva detto lei.
-agli ordini-
Si incamminarono affiancati. Il sentiero si fece sempre più stretto sino a tornare alle stradine sterrate similari della piccola città. Sembrava quasi un antico villaggio; tutti si conoscevano, perfino Kagome alcune volte alzava la mano per salutare, o rivolgeva un -salve!- agli amici che riconosceva. La maggior parte erano adulti. Anche perchè la madre, con il carattere allegro il quale si ritrovava, non avrebbe potuto che avere tanti amici. Ad un piccolo bivio, però, la ragazza cambiò strada. Il sentiero era stretto e senza segnali o cartelli. Gli arbusti si facevano sempre più fitti. Inuyasha, con il suo udito, aveva già avvertito da un pezzo lo scorrere inarrestabile dell'acqua. Ad un certo punto Kagome si arrestò. Tese un braccio a lato per invitare Inuyasha ad imitarla. Fissò la parete di liane dinanzi, ne scostò una parte con la mano. Inuyasha vi entrò come ipnotizzto dallo spettacolo che si parava davanti -questo è tutt'altro che normale- mirò il paesaggio totalmente incantato. Erano letteralmente sotto una cascata. Un'immensa, bellissima, cascata. Dietro il paesaggio sembrava quello delle favole, fiori e vegetazione di ogni genere, la cascata che formava un piccolo laghetto proseguente in un fiume.
In realtà, Inuyasha già aveva conosciuto quel posto. D'altronde in una piccola città, uno spettacolo del genere non poteva che essere famoso tra le persone. Eppure da tempo nessuno vi metteva piede, forse per i racconti di bestie feroci o maledizioni. Kagome non aveva mai smesso di andarci, non credeva certo a simili dicerie; e se ci credeva, non aveva paura.
-sento che qualcosa di importante, mi lega a questo luogo- disse poi, rompendo il silenzio più assoluto, sfasato solo dallo scorrere dell'acqua. Che nella sua naturalezza, faceva parte di quel silenzio. Gli esseri umani mai sarebbero stati in grado di farne parte.
Rimasero lì tutto il pomeriggio. A tratti parlavano; Inuyasha le raccontò solo qualcosa della sua vita, lei non indugiò oltre, come sua abitudine. Ogni cosa a suo tempo.
Di una cosa però, era stupita. Era la prima volta che si sentiva così a suo agio con una persona. Si sentiva quasi felice all'idea che si fosse aperto con lei, almeno un pò. Solo guardandolo, nella sua aria altezzosa, aveva capito la sua timidezza e la sua sofferenza.
Doveva aver sofferto davvero, nella sua vita. E senza alcun motivo valido. Si sentiva arrabbiata, per questo.
-non ascoltarli- disse secca. Quasi inviperita, non certo con Inuyasha.
-non hanno alcun diritto di trattarti in alcun modo o dirti niente-
Il viso contratto si rilassò leggermente
-a me piacciono i demoni- aggiunse.
Inuyasha era sempre più interessato e stupito da quella ragazza. Ormai si era abituato perfettamente al suo modo di interagire.
-lo so. Non mi importa affatto. Mi dispiace per mia madre, è lei che ha dovuto soffrire. Non io. Non veramente.-
Disse sicuro. Una nota di malinconia ebbe libero accesso nel dire quelle parole. La ragazza si avvicinò un poco a lui. Si appoggiò alla sua spalla, come per consolarlo.
Lui agì d'istinto, le cinse la spalla e la attirò a sè. Lei lo lasciò fare, stava incredibilmente bene tra le sue braccia. Per la prima volta, sentiva che l'incastro di un abbraccio era perfetto. Si sentiva completata. Nemmeno con Sango si era mai sentita così.
-grazie-
-grazie a te-
Si ringraziarono. Un pò per essersi entrambi compresi, accettati e seguiti a vicenda. Un pò perchè questo, gli aveva fatto piacere.
Forse già adesso, alla nascita di un rapporto tra due persone, all'inizio di una lunga storia, senza saperne la fine, si ringraziavano a vicenda di averla permessa.
Ad un certo punto, Kagome si liberò dalla stretta, si alzò. -è ora di andare- sorrise dolce, come solo lei sapeva fare. Esclusivamente lei che generalmente aveva atteggiamenti freddi, sapeva sorridere con tale dolcezza. Sincerità. Soprattutto quella.
Inuyasha la seguì, come sempre, si alzò.
La ragazza prese a camminare frettolosa, un pò per l'imbarazzo. Una foglia umida scivolò sotto le scarpe da ginnastica e lei perse l'equilibrio all'indietro.
Quando Inuyasha sentì un tonfo sordo la raggiunse passando tra le liane senza spostarle.
-Kagome!- corse in soccorso della ragazza, si inginocchiò accanto a lei. Questa rimase immobile, gli occhi socchiusi. -Kagome!!- gridò più forte.
Quest'ultima ridacchiò, senza contenersi più.
-brutta stupida scema ragazzina che non sei altra- disse lui, quasi ridendo di sè stesso.
Lei si lasciò andare in una risata cristallina. Non rideva spesso, ma quando lo faceva era in grado di illuminare il mondo intero.
Lui si poggiò una mano sulla fronte
-c'è poco da ridere, mi hai fatto prendere un infarto- disse lui fingendosi offeso.
Lei mugugnò qualcosa tra le lacrime che ormai volevano uscire, senza smettere di ridere.
Si fermò un attimo
-che c'è, mi ami già così tanto?- lo canzonò.
Lui arrossì, ma come al solito non diede a vedere le sue emozioni. Che bisogno c'era? Tanto lei se ne sarebbe accorta lostesso leggendogli l'anima.
Ghignò -chissà... ma non montarti troppo la testa, ragazzina-
-non lo farò- disse lei, ancora con il sorriso in faccia.
Inuyasha le porse una mano, che al tocco con quella delicata di lei, quasi vibrò dall'emozione. Kagome si alzò in piedi, accompagnata da un lieve lamento.
-che hai? Ti fa male qualcosa?-
Kagome guardò istintivamente la caviglia sinistra, ma levò subito lo sguardo -n-no!-
-no...- ripetè meno convinta. Quando però si voltò verso Inuyasha, questo era accucciato di fronte a lei, dandole la schiena.
-avanti, salta su- annunciò lui, comprensivo.
Lei annuì, senza proteste. Non era certo la ragazza che rifiuta le cortesie altrui. Percepì il calore della chiena del mezzodemone. Si trovò incredibilmente bene.
Chiuse gli occhi, rimase così.
-sto bene qui...- disse sincera. Non riusciva a tenere nascosti i propri sentimenti con quel ragazzo.
Lui sorrise contento.
-anche io- rispose lui.
-come anche tu? Ma io peso!-
-ti ricordo che sono un mezzodemone e, in tutta sincerità, sei leggera come una piuma.- disse lui ridacchiando. Accanto alla strada i fiori cominciavano a radunarsi in piccole aiuole. Inuyasha si avvicinò lentamente al bordo del marciapiede, si accucciò per coglierne uno. Subito però ritrasse la mano, avvertendo una leggera pressione sulla spalla. Kagome gli stava chiedendo di non coglierlo. -non ti ha fatto niente. Perchè lo devi ammazzare- disse totalmente neutra, quasi comprensiva.
-allora non dormi!- si accorse lui.
La ragazza sorrise, Inuyasha lo percepì. Tutto si faceva più sereno quando lei sorrideva. Ma soprattutto, si sentiva bene. Seppur avendo visto pochi suoi sorrisi, già ne era dipendente.
-se proprio devi farmi un regalo... lasciami toccare ancora le tue orecchie-
Per tutto il tragitto, Kagome era rimasta ad osservare quelle graziose orecchie di cui si era già innamorata. A volte sfiorava i capelli argentei, e le avvicinava, ma senza mai nemmeno sfiorarle. In fondo era bello anche così.
-lo farò quando mi andrà di farlo- disse lui, cercando di imitare lo stesso tono usato da Kagome, il giorno prima.
-touchè- rispose lei.
-comunque chi ti ha detto che volessi farti un regalo? Non montarti la testa, ragazzina-
Pronunciò più dolcemente l'ultima parola, come a sfumare il tono un pò aggressivo del resto della frase.
-Ah- rispose lei offesa, voltandosi dall'altra parte -e chi se la monta-
Per la prima volta, anche lei stava perdendo le staffe.
Lui sorrise soddisfatto
-sono riuscito a farti arrabbiare. Sembri sempre così impassibile-
D'altronde il comportamento impassibile non poteva che ricordargli una persona che non vedeva da tempo.
-non sono affatto impassibile- disse lei, seria.
Lui si addolcì -lo so. Una persona impassibile non potrebbe mai essere come te. Per essere intelligienti ci vuole sensibilità- affermò.
Lei sorrise, rassegnata. -l'ultima frase non ci stava affatto. Ha rovinato l'atmosfera- diss lei, fingendosi delusa.
-che atmosfera?-
-quella che solo tu riesci a creare-
Senza che nemmeno se ne fossero accorti, la piccola casetta di Kagome appariva tra gli alberi.
-arrivati- annunciò lui
-come facevi a saperlo? A sapere dove abito?- disse lei, assonnata.
-lo sapevo già... tanto tempo fa- sussurrò lui.
Sentì il respiro di Kagome divenire regolare. Ghignò -si è addormentata-
La accompagnò silenziosamente sino alla porta. La madre li aveva già sentiti arrivati. Aprì piano, squadrò per un momento Inuyasha, soffermandosi sulle orecchie.
Il mezzodemone era sicuro che avrebbe avuto da ridire, o gli avrebbe ordinato di lasciare immediatamente sua figlia. Rimase sorpreso quando la vide sporgersi leggermente per sfiorare le sue orecchie.
"Tale madre, tale figlia" pensò ridacchiando tra sè e sè, mentre si accorgeva anche della somiglianza fisica delle due, che a causa del buio non era riuscito a notare. Gli occhi lo colpirono, perfettamente identici, solo con diversi sentimenti impressi, difficili da decifrare.
-oh .. scusami!!- si lasciò sfuggire un gridolino, ritraendo le mani. Il carattere però, era completamente diverso, si ritrovò a pensare.
-ma no... di niente. Sua figlia ha preso una storta e l'ho accompagnata qui sulle spalle- informò lui, il più educato possibile con una donna che non aveva fatto domande sulla sua natura, nè l'aveva represso.
-ma si è addormentata..- continuò lei
-ti ringrazio per aver portato mia figlia a casa sana e salva. Entra pure, ti preparo una camomilla...-
Inuyasha sorrise, accorgendosi della naturalezza che la donna aveva utilizzato per parlargli. Entrò cautamente in casa, e si fece accompagnare fino alla camera di Kagome. Aveva notato l'allegro arredamento della casa, seppur nella quale, come gli era stato detto dalla ragazza, erano appena ritornati. Quando mise piede nella stanza, l'odore di Kagome inondò le sue narici. Si stupì di quanto una stanza potesse rispecchiare così una persona. Una persona speciale, come Kagome. Sorrise.
La adagiò cautamente sul letto, le lenzuola tirate su a caso, dalla mattina precedente. Entrando in casa sua, capiva molte cose di della ragazzina. Notò qualche foto sulla sua scrivania, lo colpì una in particolare, con un uomo alto e dallo stesso profondo sguardo di Kagome. Accanto la madre lo abbracciava con un bambino in grembo. L'uomo aveva tutta l'aria stanca e sfinita. Ma felice. Si destò. Kagome socchiuse un poco gli occhi -notte... gra-grazie...-
-ma di niente, te l'ho detto che sei leggera come una piuma-
-non ti ringraziavo per quello. Grazie per avermi seguita...- li richiuse immediatamente, cadendo in un sonno profondo. Inuyasha non resistette alla tentazione di accarezzarle una guancia mentre un'espressione serena si dipingeva sul suo volto. -notte, Kagome...- scandì il suo nome. Osservò il suo volto che finalmente, e aveva la sensazione che fosse da tanto tempo che non le accadeva, si rilassava.
-sembra felice. È da tempo che non la vedevo così.- una voce femminile lo raggiunse dalla porta.
-è una ragazza straordinaria- non aggiunse altro. La madre annuì.
-mi dispiace, ma è tardi, dovrei andare a casa- disse lui, non del tutto sincero.
-ok, buona notte, e grazie ancora di tutto.-
-ah giusto... a domani! Da parte di Kagome- puntualizzò.
Inuyasha sorrise. Si avviò verso l'ingresso. Si sorprese del freddo che c'era fuori. Prima, con Kagome tra le braccia, non se ne era minimamente accorto. Sorrise ancora, per l'ennesima volta.
@ngolo dell'@utrice
Eh ma nella prossima mi rifaccio...
Promesso?
Promesso.
E le promesse si mantengono.. spero sia stato di vostro gradimento... so che sono già fin troppo sdolcinati.. ma non credete non ci saranno problemi in futuro... XD
quanto mi piace farvi preoccupare!!
Veramente a noi della tua storia ce ne frega'n cavolo. Però...
A parte gli scherzi, spero abbiate capito anche un pò del significato del testo, nascosto tra le righe. E tra gli inimitabili e alquanto stravaganti "discorsi" dei nostri due amici...
A presto!!
Nooo bastaa non ti sopportiamo!!!
D:
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Promesso?
Random"Con il suo atteggiamento freddo, era stata in grado di sciogliere il suo. In così poco tempo." ... "-mh mh-, annuì. -ho moltissimi amici, sono simpatica!- per un attimo la sua voce pareva essersi rilassata, quasi in un ghigno, tornò seria. -quella...
