Un giorno Inuyasha decise di tornare alla cascata per chiarire. Doveva sapere, non gli importava di nulla. Se dicevano che in quel luogo è possibile vedere gli spiriti, lui ci sarebbe riuscito, avrebbe incontrato Kikyo. A costo di pregarla di sciogliere questa dannata maledizione. Ora ricordava ogni cosa, come un flash. Forse in realtà, non ricordava proprio tutto, ma abbastanza da sapere della maledizione.
Era una giornata di molto tempo prima; Inuyasha aveva incontrato Kikyo, come e quando non lo ricordava.
Era successo qualcosa tra i due. Kikyo diceva di essere innamorata di lui, e forse anche lui provava qualcosa di più, ma imparò poi ad interpretarlo come l'unica brilla di affetto in un mare oscuro di solitudine. Erano due persone disperate, che insieme, forse, potevano essere più forti, o almeno provarci.
Non era vero amore, quello che provava per lei. O forse l'inizio, stroncato sul nascere quello stesso giorno. Era tutto offuscato dalla disperazione di quel periodo.
Avevano litigato. Per qualcosa di serio, importante, più grande di loro stessi. Qualcosa che non riguardava soltanto loro. Kikyo era diventata malvagia, o forse era solo così disperata da trasformare il suo amore in odio. Odio puro. Aveva lanciato una maledizione su Inuyasha. Una maledizione che avrebbe colpito chiunque gli fosse stato vicino. Finalmente capì il vero motivo del perchè quella notte, dopo aver incontrato la bambina che lo risvegliò da un incubo, se ne andò. E non sarebbe mai più dovuto tornare.
Eppure qualcosa non quadrava. Ci doveva essere stato qualcos'altro, o qualcun altro, che si era messo tra lui e Kikyo, e aveva causato tutto questo. Kikyo era triste, disperata, ma non era nè una cattiva persona, nè irragionevole. Era successo qualcosa che non riusciva a spiegarsi.
Abbandonò i suoi pensieri. Doveva sapere solo come guarire Kagome, adesso. Non importava affatto di tutto il resto.
Eppure un gusto amaro, insieme al presentimento, rimbombarono in lui, quando lasciò Kagome sola all'ospedale, lontana da lui.
Arrivò alla cascata per il mezzogiorno. Era partito all'alba ed era andato a piedi dalla grande città al piccolo villaggio della cascata.
Si guardò intorno. Qualcosa lo spinse a varcare la soglia dietro la quale scoprì esserci una caverna. Sembrava normale, vuota. Eppure intravide una luce sul fondo, incastonata tra le rocce.
Un flashback gli attraversò la mente. In quel luogo. Il bacio. Kikyo perde la pazienza. Urla. Solo immagini sfocate.
Si avvicina ancora, e ancora. Si inginocchia lì di fronte. Sfiora la luce. Successe tutto in fretta, come se nella sua mente ci fosse già un percorso da seguire, sapesse già tutto. E probabilmente era così.
-allora, Inuyasha...-
Una voce lo raggiunse. Assomigliava ad un eco lontano, ultraterreno.
Un sussurro assordante.
Inuyasha spalancò gli occhi, una goccia di sudore gli scese per la tempia, solcando il viso.
-Ki-Kikyo...- bisbigliò.
-ho saputo che ultimamente ti sei rifatto una... vita- disse neutra, quasi di scherno.
-che cosa sta succedendo- disse secco il mezzodemone, evitando di guardare la luce dinanzi a sè. Aveva paura di intravedere il volto della donna che un tempo credeva di amare.
-credo che tu lo sappia benissimo, Inuyasha...-
Rabbrividì a sentire il suo nome pronunciato in quel modo. Era vero, lui sapeva della maledizione, pra lei glielo aveva confermato; un senso di amgoscia risalì nel ragazzo.
-ma... aspetta, fammi indovinare. Non ricordi che cosa è successo anni fa- disse, con tono di chi conosce tutto. Sicuro, acido, ma in fondo sofferente e rassegnato.
-stavamo bene... io e te, insieme- sussurrò l'ombra di Kikyo. Inuyasha sentì dei brividi vicino alle orecchie, Kikyo era lì. Poteva percepire la sua presenza fisica. Non c'era solo la sua voce, era uno spirito.
-smettila, eravamo due disperati, non è per questo che sono qui-
La mano stretta in un pugno si rilassò. Era come se Inuyasha si fosse tranquillizzato ricordando il vero motivo del suo passaggio in questo luogo. Kagome. Doveva salvarla, a qualunque costo. Si sentì miracolosamente meglio, non provava più paura. Aprì bocca come per continuare, ma il sussurro lo interruppe.
-ah... giusto, adesso sei innamorato di quella sciacquetta, un momento!- fece sopresa, come se si fosse d'un tratto ricordata qualcosa -a quest'ora la ragazza sarà praticamente morta! O forse lo è già?... no, tu non saresti qui...-
Inuyasha ribollì, aveva superato ogni limite; e il terrore di perdere Kagome si faceva più intenso. Se le fosse accaduto qualcosa mentre lui era lì, non sapeva che avrebbe fatto. Doveva fare in fretta. Ringhiò, alzò lo sguardo. I suoi occhi dorati erano diventati rosso fuoco, una scintilla celeste al centro. Segni violacei gli marchiavano ora il viso.
-non ... ti azzardare a parlare così di Kagome. Che cosa devo fare per salvarla! Per spezzare questa maledetta maledizione!!- esplose.
Gli sembrava di poter vedere il volto della ragazza guardare in basso. Gli occhi diventare lucidi. Un'espressione avvilita e immensamente triste si dipinse coprendo quella sfacciata precedente.
-non hai mantenuto la promessa- sussurrò, rassegnata.
-avevi promesso che saresti morto con me, se Lui fosse riuscito a strapparmi alla vita. Lo avevi detto, Inuyasha-
Una goccia cadde sul pavimento roccioso della caverna. Inuyasha la sentì, ma non si scompose, non poteva.
-è successo molto tempo fa. Non ho più ricordato nulla per molto tempo, non so il motivo. Ma tu hai accettato che Lui mi scagliasse la maledizione. E ora mi serve un modo per rimediare. Ti scongiuro-
Ora era lui a diventare disperato.
Kikyo sorrise amaramente. In fondo lo sapeva che non l'aveva mai davvero amata. Non conosceva nemmeno lei il vero motivo per cui aveva scagliato quella maledizione. L'incantesimo doveva colpire chiunque lo avesse aiutato. Chiunque fosse innamorato di lui.
Aveva provato pentimento, amarezza, solitudine. Desiderava solo vederlo ancora.
-va bene. Vedrò cosa riesco a fare. Sai... io sono già morta-
Inuyasha la guardò intensamente.
-grazie. Ti ringrazio, Kikyo. Anche se sei stata tu a scagliare la maledizione. Io lo so, e l'ho sempre saputo che non eri una cattiva persona- sussurrò.
-c'è... un metodo, per eliminare l'incantesimo. Ma credo ci voglia del tempo... e la tua amica non ne ha più molto- era infelice. Ormai non le importava più di nulla. Voleva solo morire definitivanente. Uscire da quel limbo in cui lei stessa si era imprigionata. Voleva morire davvero.
Inuyasha strinse nuovamente il pugno, la guardò con gli occhi leggermente spalancati. Persino lui era stupito di come riuscisse a tenere a una ragazza che aveva appena conosciuto. Il fatto che Kagome fosse in pericolo lo mandava in tilt. Forse perchè era davvero il suo unico aggancio, l'unica luce che vedeva per uscire da quella solitudine. Una luce molto più forte di quella che appartenava a Kikyo, anni prima.
-ora devi andare. Va da lei-
Disse nuovamente fredda. Glaciale.
Inuyasha le lasciò un'ultima occhiata riconoscente, e spaventata. Poi si ritirò, più veloce che potesse.
Pensò a quel Lui che aveva citato Kikyo. Gli dava un presentimento familiare, ma non ricordava chi fosse, come non ricordava le altre cose.
Arrivò all'ospedale a sera inoltrata. Non si era accorto di come fosse passato veloce il tempo. Aveva un'immensa paura del suo scorrere inarrestabile.
Soprattutto in quel momento.
Spalancò le porte con una furia preoccupata, ma anche più sollevata, ora che aveva chiarito parte della situazione. Kikyo l'avrebbe aiutato, ne era certo.
-Kagome!- disse entrando nella stanza della ragazza.
La sedeva placidamente sulla sedia in legno accanto al lettino. Gli occhi semichiusi e dormienti, il respire regolare. La borsetta scura che era la stessa ormai da cinque lunghi ed infernali giorni, appesa allo schienale. Sul volto un'espressiome stanca, ma fiduciosa, ottimista.
Kagome, al contrario, non era migliorata di una virgola, tutt'altro, sembrava quasi peggiorata. Era dimagrita, e sempre più pallida. A Inuyasha si strinse il cuore non poco.
Si avvicinò al lettino, l'ansia nel cuore.
Sfiorò una sua mano. Era liscia e morbida come sempre, ma gelida. Se non fosse stato per il lento ticchettio che emetteva il suo cuore, o per gli stentati respiri silenziosi che avvertiva dalle sue labbra, avrebbe detto fosse già morta.
Era viva, era lì con lui, eppure la sua anima sembrava essere già andata via, il corpo era freddo e totalmente inerme.
Lui le strinse una mano, forse un pò troppo forte, ma non riuscì a contenersi.
Si avvicinò a lei -Non provare a morire, mi hai capito? Se ci provi non ti lascerò mai più toccare le mie orecchie, lo giuro- disse, mentre i suoi occhi divenivano lucidi. Non poteva piangere, non lo aveva mai più fatto da quella volta, nove anni prima. Eppure vedere Kagome in quello stato creava un vortice di emozioni incontrollabile. Si avvicinò ancora, i nasi quasi si sfioravano. -dimenticavo che ti devo un bacio...- non voleva baciarla mentre era incoscente, non gli sembrava giusto. Eppure era più forte di lui, non poteva rischiare di non baciarla mai.
Le loro labbra si sfiorarono appena, ma Inuyasha si ritrasse subito, nonostante il contatto avesse provocato in lui una scossa piacevole ed incredibilmente elettrica.
La madre di Kagome aveva russato leggermente, spaventandolo.
-va bene così- sussurrò.
-io lo so, ne sono certo, che guarirai. E allora ti darò il vero e proprio bacio che avrei dovuto e voluto darti quel giorno-
Kagome era in un bosco, da sola. Un volto la inseguiva, era terribilmente simile al suo, ma inquietante, pallido e ... spento.
Continuava a ripetere formule, a invocare qualcosa, e lei si sentiva scossa e strana, non aveva controllo pieno sul proprio corpo.
Poi apparì il bambino, ferito e sanguinante, che le ricordava tanto qualcuno. -perdonami, è tutta colpa mia- le diceva. Nonostante fosse solo un sussurro lontano, riusciva a sentirlo.
-non provare a morire...- continuava la voce.
-no! Non voglio morire!- tentava di urlare, ma uscivano solo gemiti strozzati. Non riusciva a muoversi, a fare quello che voleva, e scappare dal volto era sempre più difficile, eppure questo le stava alle calcagna, la colpiva, le parlava, ma non poteva toccarla. Non la raggiungeva. E forse era questa la cosa più terribile. Nonostante una parte di sè voleva scappare, e continuava a farlo, l'altra voleva solo che la raggiungesse e ponesse fine a quell'incubo.
Eppure percepiva una luce, un aggancio che non le permetteva di andarsene, di cedere. Veniva da quello strano bambino. Si avvicinò ancora e le tese una mano, per aiutarla. Lei non era sola!! Non doveva cedere così!! Avrebbe tenuto duro.
Inuyasha la guardò per tutto il tempo, mano nella mano con la sua.
E dopo ore ed ore, o forse solo pochi minuti, aveva perso la condizione del tempo, fu come se quel guardarla e sorreggerla avesse avuto effetto. Notò una nuova luce; una determinazione, forse un accenno di sorriso, sul volto di Kagome, seppur ancora pallido e sudato, ora c'era speranza. Inuyasha si sentì invadere di una nuova gioia, sollievo. Tu ce la farai, Kagome.
@ngolo dell'@utrice
Eccomi! Il capitolo non poteva certo mancare, ed eccolo pronto per voi. Forza, resistete che manca pocoo (ok. Veramente no.)
Spero che aumentino visualizzazioni e stellinee (come le chiamo io..) anche se quelle raggiunte adesso sono già un buon risultato. Grazie ancora di leggere la mia storia! (Non commento il capitolo, penso non ci sia bisogno che vi rompa le scatole ancora di più ... T_T
Brava!! Hai capito!!)
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Promesso?
Casuale"Con il suo atteggiamento freddo, era stata in grado di sciogliere il suo. In così poco tempo." ... "-mh mh-, annuì. -ho moltissimi amici, sono simpatica!- per un attimo la sua voce pareva essersi rilassata, quasi in un ghigno, tornò seria. -quella...
