[NESSA] Mentre salgo in ascensore verso il mio ufficio,faccio un respiro profondo preparandomi ad un altra giornata impegnativa. Da quando avevo ricevuto la promozione avevo il doppio del lavoro,ma nonostante questo ero soddisfatta di quello che stavo costruendo negli anni. Cercavo di pensare positivo come mio solito,nonostante fossi sommersa di lavoro,era venerdì,quindi avrei avuto il weekend libero per rilassarmi. O almeno così credevo. Le porte dell' ascensore si aprono,e ogni mattina provo la soddisfazione di vedere il mio nome scritto sulla porta dello studio. Poso la mia borsa sulla scrivania e appendo il cappotto sul retro della porta,lanciando un occhiata agli immensi grattacieli di New York prima di sedermi. Dopo aver riletto alcune e-mail,controllo il resoconto di tutti i processi che avevo svolto nell'ultimo mese,per capire se i miei livelli si erano alzati oppure no. Poco prima che iniziasse la riunione sento bussare alla porta del mio ufficio. Prego,entri pure. Un uomo alto biondo,sulla cinquantina,vestito in maniera discreta,con un l'aria da persona che non sa in che contesto si trovi,né per quale motivo, fa ingresso nel mio studio. Una cosa che mi era saltata subito all'occhio é che mi sembrava come se l'avessi già visto da qualche parte,quando in realtà era la prima volta. Salve signora Baker mi saluta l'uomo. ~ Io sono Daniel,ma puoi chiamarmi anche Dan. ~ Piacere mio Dan,mi alzo per stringergli la mano. Mi dica,come mai si trova qui,non ho molto tempo fra poco avrò una riunione,preferisce prendere un appuntamento per un altro giorno,gli propongo. ~ No no assolutamente,sarò molto veloce. ~ Vedo l'uomo innervosirsi leggermente alla mia proposta. Beh allora andiamo in sala conferenze e parliamo. ~ Come preferisce,risponde esitando un attimo. ~ Mi dica pure,gli chiedo. ~ Vorrei denunciare qualcuno,e vorrei che fosse il mio avvocato difensore. ~ Non funziona proprio così gli dico guardandolo,mi dica per quale motivo vuole sporgere denuncia. ~ Questa persona mi ha tolto tutto,é io voglio fare lo stesso. ~ Capisco,ma senza prove o senza qualcosa che attesti la colpevolezza,io non posso aiutarla. ~ Per questo non si preoccupi signorina Baker,a breve avrò quello che mi serve. ~ Perfetto,quando c'è l'avrà mi ricontatti. ~ È stato un piacere parlare con lei,mi auguro che mi possa aiutare. Sa,sono un vero gentiluomo per non ricambiare il favore,gradirei se accettasse il mio invito di prendere un caffè dopo che avrà finito. ~ Titubante su cosa rispondergli,gli dico va bene,quella mattina non ne avevo preso nemmeno uno,ne avevo proprio bisogno. Va bene Signor? ~ Parker,mi scusi,mi sono dimenticato di dirgli il mio cognome. ~ Si figuri,sig.Parker,direi per le 11:30. ~ Perfetto,a più tardi allora. ~ Lo vedo allontanarsi e chiudere la porta,per qualche motivo mi trasmetteva delle sensazioni strane..come se le sue intenzioni fossero altre,ma cerco di non farci caso. Dopo una intensa riunione finalmente esco dal tribunale,la mia testa era sotto sopra a causa di tutti quei termini usati dai miei superiori. Ad aspettarmi all'uscita c'era quel uomo,quasi mi ero dimenticata dell'invito. Lo vedo fare un cenno con la mano mentre mi saluta. Riunione impegnativa?mi domanda. Abbastanza,gli rispondo sistemando il cappotto. Estraggo le chiavi dalla tasca dei miei jeans e mi dirigo verso la mia macchina. Prego mi segui. ~ Però bell'auto,non me l'aspettavo da una ragazza come lei. ~ Cosa vorrebbe dire scusi?! ~ Nulla, nulla. ~ Una cosa che mi faceva incazzare era quando le persone mi dicevano di volermi dire qualcosa e poi non lo facevano. Ma dico io,se avete qualcosa da dire ditelo cazzo,non solo quando vi conviene. Decido di optare per il bar più vicino,piccolo ma confortevole. Buongiorno! Mi dice la signora Rose,con un grande sorriso su la faccia. Ormai ero una cliente abituale da circa 6 anni,la consideravano come una nonna. Prego cari,accomodatevi dove desiderate. ~ Mi siedo al primo tavolo libero che trovo e ordino il mio solito caffè macchiato caldo. Lei invece signor Parker cosa desidera? ~ Per me invece un semplice espresso,grazie. ~ Allora,mi dica di più,cosa ha fatto questa persona per arrivare al punto di fargli prendere questa decisione. ~ Mi ha tolto tutto,mi ha tolto la persona che amavo di più,e come se non bastasse mi ha fatto finire in carcere per 9 anni.Voglio la mia vendetta. ~ Mi spiace Dan per ciò che le è successo,conosce qualcuno che potrebbe aiutarla?non so magari che possa testimoniare o che potrebbe aiutarla in qualche modo? ~ Purtroppo per il momento no,sono arrivato da poco a New York,e non ho conoscenze. Ma farò tutto il necessario per far sì che finisca dietro le sbarre. ~ Chissà chi è la persona che gli ha fatto provare tutto questo odio e soprattutto questo senso di volerlo "massacrare". Guardo fuori dalla vetrata e vedo che aveva iniziato a piovere forte. Credo che sia il momento di andare,sta iniziando a diluviare. ~ Non vorrei essere invasivo,ma non è che potrei chiederle un passaggio? Sono senza macchina,in più non ho un ombrello. ~ Un po' titubante,decido di offrirgli un passaggio. Va bene,mi dica dove devo lasciarla. ~ Mi lasci pure in via " Walk down Street 5th Ave." ~ Che strana coincidenza,era la stessa via dove vive Austin. Era davvero solo una coincidenza o c'era dell'altro? È bella New York vero?mi domanda lui. ~ È stupenda,è sempre stato uno dei miei sogni venire qui. ~ Ah perché lei non è di qui signorina Baker? ~ No,no non sono di qui,sono nata a Dallas,ma sono ormai parecchi anni che vivo a New York. ~ Come si trova bene? ~ Molto,anche se sento la mancanza della mia famiglia. Loro vivono a Dallas,io mi sono trasferita qui per lavoro,ma fortunatamente ho mio fratello con me. ~ Sono sicuro che la sua famiglia sarà orgogliosa di lei. ~ Ti ringrazio Dan. ~ Senti un po' di chi è quella bella casa bianca sul cigno della strada? ~ È dei Butler,ma adesso ci vivono solo i figli. ~ Come mai? I genitori sono in viaggio? ~ Il mio sguardo si incupisce,mi giro e gli rispondo. No,non lo sono,è una storia molto lunga. ~ Capisco...comunque credo che da quando Austin butler abbia iniziato a fare l'attore si sia montato troppo la testa. ~ Resto sorpresa dalla sua affermazione,come mai dice questo? ~ Semplice parere personale. ~ Comunque siamo arrivati,la lascio qui allora,lo guardo stranita,per poi recarmi a casa.
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~ Perfetto grazie mille. ~ Per qualsiasi novità non esiti a chiamarmi. ~ Ovviamente. (Ti chiamerò anche di notte se devo,Nessa josephine Baker.)
[PARKER] La prima parte del piano era andata,avevo manipolato Nessa,ora mi mancava qualcuno che fosse disposto ad aiutarmi. Sto per entrare nel mio appartamento,quando vedo un uomo avvicinarsi a casa sua. Prima che potesse suonare mi dirigo verso di lui. La seconda parte del piano stava per essere compiuta. Ehi!,urlo all'uomo. ~ Ci conosciamo? ~ Scusi per i toni,volevo domandarle è per caso il ragazzo di Nessa? ~ Non lo sono perché me lo chiede? ~ Ho notato il mazzo di fiori che stringe fra le mani,le piace vero? ~ Chi è lei? è anche se fosse non è affar suo. ~ Non mi sono presentato,sono Dan. ~ Piacere Paul. ~ Senti Paul,andrò dritto al punto,ho bisogno che mi aiuti a distruggere Austin. ~ Perché dovrei? ~ Ci sono tanti motivi,uno perché ti ha rubato il ruolo da protagonista nel nuovo film,e due perché se non ti darai una svegliata di porterà via anche lei. Sai,l'altro giorno passavo per il parco che c'è qui,e li ho visti in atteggiamenti abbastanza,come posso dire,intimi? ~ Ok,mi dica cosa devo fare. ~ Preparati Austin non andrai molto lontano,e se non farai ciò che ti dico,beh vedrai con i tuoi occhi cosa succederà.
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Secondo voi chi è?🫢 Lo scoprirete presto. Spero che il capitolo vi sia piaciuto,sto cercando di fare del mio meglio🙏🤍