Solo noi

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EPILOGO

Jason stava insegnando a giocare a cricket ai figli: Colin e Chris.
"Corri, Chris, corri!" lo incitò il padre, mentre Colin si avvicinava con il fiatone.
"Papà, ha solo tre anni!" gli ricordò il primogenito, che a cinque si sentiva grande.
Chris arrivò tutto sudato.
"Ne ho quasi quattro!" rispose deciso, al fratello.
"Siete stati bravissimi!" li esaltò il padre, arruffando i capelli a tutti e due. "Ora, raggiungiamo la mamma e vediamo cosa ci ha preparato di buono! Sono affamato!" così dicendo, prese entrambi i figli sotto alle braccia, trasportandoli come sacchi di patate. Li depose, ridenti, sulla coperta a quadri stesa sotto alla grande quercia di Hyde Park.
Da un cesto aperto, facevano capolino deliziosi dolcetti e appetitosi tramezzini.

Caty si alzò, allontanando decisa le mani della madre, intenta a sistemarle i capelli. Fece pochi passi incerti, prima di lanciarsi sul padre. "Papààà!"

Jason la prese al volo, lanciandola in aria per poi riprenderla, tra gli strilli deliziati della sua piccolina e i rimproveri di Milly:
"Jason, ti prego non farlo, mi spaventa a morte ogni volta!"
Jason posò la bambina vicino ai fratelli, che stavano rovistando nel cestino. S'inginocchiò dietro alla moglie, tirandosela contro.
"Bambi, credi che rischierei di far del male ai miei bambini?" domandò, accarezzandole il ventre arrotondato.

Poi, prese a baciarle il collo:
"Mmm, che profumo delizioso!" mormorò, prima di mordicchiarle l'orecchio.
"È il prosciutto, papà!" affermò Colin.
"No, papà, è il tacchino, senti!" ribatté Chris, mettendo il proprio tramezzino sotto al naso del padre.
Jason scoppiò in una fragorosa risata, mentre Milly arrossiva. Addentò il panino di Chris che, sorpreso, lo nascose dietro alla schiena. Caty porse al padre un biscotto mangiucchiato. Milly lo guardò, sogghignando, non avrebbe avuto il coraggio di... invece lo fece! Ne prese un bel morso.
"Mmm... è buonissimo, Caty, grazie!" la tirò a sé e le ricoprì di baci il visino sporco.

Colin si avvicinò cauto, porgendo un dolcetto alla madre.
"È il tuo preferito, mamma."
Jason adorava tutti i suoi figli, ma Colin era l'unico ad aver ereditato gli occhi di sua moglie. Quella dolcezza spaventata e la maturità, che dimostrava, lo intenerivano. Rubò il pasticcino e ne divorò metà, prima di imboccare Milly.
"Era anche il mio preferito!" ridacchiò, agguantando il primogenito e facendogli il solletico.
Chris si tuffò nella mischia.
Milly si spostò, per evitare di essere colpita da braccia e gambe che volavano da una parte all'altra. Guardò i suoi uomini ridere fino alle lacrime, mentre Caty cercava qualcosa nel cestino. Con le mani posate sul ventre, pensò che presto ci sarebbe stato un altro membro ad allietare la famiglia.

I loro figli assomigliavano al padre. I maschi erano già molto alti, per la loro età, ed erano così buoni, intelligenti e belli! La femmina aveva lo stesso fascino di Jason, per questo erano tutti innamorati di lei, soprattutto nonno George. Forse, tutte le madri pensavano che i propri figli fossero perfetti, ma lei era sicura che, con un padre così, non potesse essere altrimenti.

Jason, invece, non faceva che ripetere che avevano preso la bellezza dalla madre. Era un padre meraviglioso. Aveva presenziato a ogni nascita, nonostante l'opposizione della levartice e dei parenti, suscitando scandalo e critiche. Incurante degli sguardi indignati, non l'aveva lasciata un secondo. L'aveva lodata, aiutata, supportata e sopportata. Era stato biasimato dal ton per quel comportamento inammissibile. Eppure, le debuttanti sospiravano segretamente, spettegolando su quanto accadeva tra le mura di casa Tremain. Nemmeno il libro di scommesse del White's riportava più la notizia, dato che non c'erano dubbi sulla presenza del conte nella stanza della contessa, durante il parto. A Jason non importava di quanto si dicesse di lui. Solo la moglie meritava la sua devozione.

Milly diceva che li avevano partoriti insieme e il marito rispondeva che era giusto così, visto che li avevano, anche, concepiti insieme. Era rimasto l'uomo premuroso di sempre ed era bellissimo, più di quanto non fosse sei anni prima.

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