Silvia's POV
Chiudo la portiera e mi prostro a naso in su. Davanti a me si staglia l'imponente e maestoso, terrificante e antico Rolling Hills Asylum. Sono qua con i miei genitori in veste di festeggiata prossima per decidere i dettagli. Giusto dove voglio collocare i palloncini neri e arancioni, i festoni, le casse, le sedie, i tavoli e così via. E per prendere atto di dove potere andare.
<<Sei emozionata tesoro? Ci sarà Eve, la mamma di Adam. E' simpaticissima, la adorerai>>
<<Hai detto la mamma di Adam?>>
<<Sì. C'è qualche problema? Sai bene che lavora qui, è in turno e ci siamo accordate con lei>>-domanda perplessa mia mamma. Scuoto la testa ficcando la faccia nella giacca.
<<E' lei che si occupa di feste ed eventi organizzati di questo tipo>>
<<Ah-ha, capito>>
<<Tesoro, sapessi quanti bei matrimoni si sono celebrati qui>>
Mia mamma sbuffa all'affermazione di mio padre:-<<Ralph, noi non verremo qui per il nostro anniversario>>
<<Ma hanno delle stanze>>
<<E allora?>>
<<Buongiorno! Sono Eve. I signori Conway, eccovi qui>>-ci interrompe una donna bella, alta e slanciata, ancora tonica per la sua età. Pone fine al battibecco dei miei, per fortuna. E' identica al suo bellissimo figlio.
<<Siamo noi, in carne ed ossa>>-trilla mia mamma Cristina e non so perchè questa frase mi da i brividi.
<<Carissima Cristina, Ralph e...Silvia immagino>>
<<Piacere, sì>>-tendo la mano.
<<Adam mi ha ben parlato di te. Venite, è enorme, lussuoso, ma non così terrificante come vogliono fare credere e soprattutto spazioso e ben illuminato. Ovviamente potrete stare al piano terreno e al primo piano. Tranne per l'ultima porta in fondo che è sbarrata>>
Arrossisco: Adam ha parlato di me.
<<Scusi, perchè è sbarrata?>>-domando incuriosita guardando in direzione delle scale.
Eve fa una strana faccia:-<<Ristrutturazione. E poi costerebbe molto riscaldare tutto quanto. Siamo pur sempre ad Ottobre e per una quarantina di invitati entusiasti, sai dopo pulire tutto?>>
Mi strizza l'occhio. Ok è simpatica, mi ricorda Adam, è sagace e capace nel suo lavoro, è a posto.
Dopo avere patteggiato per il prezzo e avere deciso tutte le cose logistiche (e fidatevi ci abbiamo messo un bel pò e non abbiamo ancora finito) Eve richiude una cartellina rossa con sopra il mio nome e sorride.
<<Dunque: posso snocciolarvi qualcosa su questo posto?>>
<<Certo>>-risponde mamma più per cortesia che per altro.
<<Io alcune cose le so già>>-la anticipo.
<<Bene: saprai allora che fu aperto nel...>>
<<Milleottocento ventisette. Era un ricovero per poveri, malati, disabili e dimenticati da Dio. L'ho letto>>-apostrofo alla faccia scura di mamma.
<<Gli orfani, sì. E' corretta anche la tua frase. Nel secolo successivo, intorno al 1917 ci furono cinque omicidi a Linden, qui vicino e si vocifera sia stato un paziente di qui per altro, mai catturato>>
Sono una ragazzina curiosa per natura, nonostante già questo mi metta i brividi.
<<E...morirono in tanti qui?>>
<<In tanti?>>-ridacchia Eve-<<Senz'altro più di mille anime vagano per di qua, stanno certa, bambina. Perchè? Pare che la gente qui non li curasse a dovere. Fu chiuso nel '74 e i residenti furono portati a Batavia in un'altra struttura e oggi eccomi qui, in veste di guida turistica>>-sorride gioiosa, come fosse il lavoro migliore del mondo. Deglutisco e reprimo un brivido. Spero la paghino bene.
<<E qualcuno per caso ha mai visto nulla?>>
<<Nulla tipo infestazioni vere? Ah non saprei. Lavoro qui da anni ma ho sempre visto gente entusiasta uscire. Si vocifera di alcuni, ma chissà, forse erano pazzi>>
<<Io ho letto di porte che si chiudono all'improvviso. E voci. E di una cieca che gridava "Hello" e la cui voce ancora si sente. E di un gigante che visse qui per cinquant'anni...credo che il nome fosse Roy Crouse. Ci sono foto del suo spettro. E lei era Hattie>>
Eve sorride accondiscendente come si fa con i bambini e mi sento stupida.
<<Tesoro, sono solo vecchie favole>>
<<Già. Il sito che lessi terminava a Roy>>
<<Che ne dici se mentre termino di compilare le noiose scartoffie con Cristina e Ralph ti fai un giro di sopra? Normalmente avrei più tempo per mostrarvi tutto ma ora no: dopo ho un gruppo di turisti anche abbastanza accaniti. Sapete, alcuni pazzoidi-appassionati vengono qui con marchingegni e macchine fotografiche ad alta risoluzione>>
Acconsento un pò annoiata e un pò tesa e mi accingo a salire le scale ampie e all'apparenza pericolanti. Sul primo piano si affacciano stanze tutte con le porte grazie a Dio incastrate alla perfezione e curate. Nelle stanze ci sono dei letti che sembrano più brande e per rendere l'atmosfera cupa e tenebrosa ci sono lucine verdi vomito. In alcune ci sono vecchi utensili, vecchi sedie a rotelle o mantelli. Non dormirei mai una notte qui, mi mette i brividi il solo pensiero. Quando volgo lo sguardo al fondo del corridoio gelo: mi rendo conto di quanto sono piccola e distante dalla porta sbarrata in fondo, l'unica chiusa e in penombra. Una voluta di fumo esce da un angolo e una carrozzina per bambini cigolando esce da una stanza e passa a un'altra. Mi do della sciocca, è certamente telecomandata. Ma sì, deve essere così. Uno dei tanti effetti per spaventare quelli come me. Mi rimbrotto per essere così suggestionabile e mi stringo le braccia al petto. I miei di sotto stanno ancora parlando ma li sento distanti. Mi stacco dal parapetto della scala e avanzo di qualche timido passo. Non ha senso questo mio pensiero ma se Eve avesse mentito? Era apparsa strana quando le ho chiesto di quella stanza chiusa. E se non fosse in ristrutturazione? Non sono fatti miei e lo so. Ma quando una pallina arancione scivola sul pavimento da una stanza e va a sinistra ,verso quella porta, incredula la seguo. Sono attonita: una pallina non credo possa essere telecomandata. E' una cosa stupida. La porta nera giace ancora chiusa ma sento un'attrattiva incredibile verso di essa e mi fa paura. Vorrei arrestare i miei passi come i battiti del mio cuore ma non ci riesco.
<<Silvia...>>
Mi blocco. Mi volto ,mi guardo intorno ma non c'è nessuno. Il mio respiro credo si sia fatto rantolante. Finchè caccio un urlo. Un uomo mi ha sorpresa, è brutto e indossa una lunghissima veste. Sembra Dracula. E' totalmente calvo e indossa gli occhiali ma non è vecchio.
<<Ehi ragazzina>>-è la cosa che mi dice-<<Che ci fai qui? Alloggi qui anche tu?>>
<<I-io...no. No! I miei sono di sotto per...farò qui il compleanno ad Halloween>>
<<Ah ecco perchè io e Rosalia, mia moglie, non possiamo stare qui il trentuno. Beh, qui è molto bello: avrai da divertirti>>
Bello? Deglutisco. Non lo è.
<<Cos'è quella faccetta? Non avrai mica visto un fantasma?>>-mi prende in giro.
Scuoto la testa e resto paralizzata.
<<Silvia, tesoro! Io e tua madre ci stavamo preoccupando. E lei chi è?>>
<<Sono un cliente, alloggio qui>>-risponde il calvo a mio padre semplicemente.
<<Ah ok. Silvia, dobbiamo andare. Cristina ha delle commissioni da fare in città. Arrivederci signore>>
Annuisco e lo seguo giù per le scale, non prima di avere dato un'altra occhiata allo strano e inquietante uovo alto e calvo. Dietro di lui la porta scura. I brividi mi perseguitano fino all'uscita.
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Amico immaginario
TerrorAttenzione: storia horror, consigliabile a un pubblico +14. Silvia è costretta a trasferirsi in America con i genitori a 14 anni, in seguito al fallimento dell'azienda agricola di famiglia. Silvia odia essere un peso per qualcuno, così non protesta...
