East Bethany

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Oggi

Silvia's POV


La prima cosa che ho pensato quando ho messo piede a East Bethany è "Che desolazione!". Mi sono chiesta perchè mai una bambina di quattordici anni debba vivere qui, ma poi mi sono messa a tacere. E' per mamma e papà. Forse qui è davvero bello e soleggiato, alcune volte. E' un posto grigio, cupo, a tratti sporco. Va a quartieri: noi siamo in un posticino mediamente niente male, niente di che ma neanche uno di quei quartieri dove passeggiano vagabondi, tossici o senzatetto. La città fa parte di New York e NY è vasta. Si possono vedere e sentire tante cose belle ma anche brutte. Ci sono anche alcuni posti che amo, come la biblioteca, o il Dwyer Stadium dove vado con papà una volta al mese a vedere partite di baseball. Una delle prime cose che ho scoperto è che è stregata. O almeno così mi disse Mina Lieutenant, la mia migliore amica che ho conosciuto alla Community School, il mio liceo. Anche qui da subito sono stata esclusa, la mia nemesi è sempre stata Vicky Davis ma Mina mi ha saputo allungare una mano nel momento del bisogno e mi sono sempre affidata a lei. Da due anni a questa parte siamo inseparabili e ora che ne ho sedici realizzo che non mi va così male. Molto famoso qui è il Rolling Hills Asylum, proprio quello utilizzato nelle riprese di American Horror Story-Asylum (vista solo per curiosità, non per coraggio). Nel 1827 era una semplice fattoria, ma col tempo è divenuto un manicomio. Mi piace chiamarlo con il suo nome. E' un posto enorme, di mattoni rossi che mi mette i brividi. E' alto, imponente e quando piove fa ancor più paura. Non sono mai stata una ragazza attratta dal brivido e ho abbastanza paura di tutto. Amo le cose storiche, le cose tangibili, quelle a cui è facile credere. Odio le complicazioni, la paura, il disordine, le false amicizie. Amo i libri invece perchè sono sempre stati lì quando il resto del mondo mi chiudeva in un cubicolo buttando via la chiave. E i miei capelli mossi e scuri che toccano la carta, le mie mani sulle pagine profumate e ingiallite è qualcosa mi calma i sensi. Come ora, che sto studiando nella biblioteca della Community, da sola. Il solo rumore è il ticchettio perpetuo e ripetuto dell'orologio, ma non ci faccio caso. Sembra che tutti se ne stiano andando, ma mai io che alzi la testa dal libro. La storia mi affascina. Morì così tanta gente in quel manicomio...ci credo che è classificato come tra i più infestati al mondo. Una mano scatta sul tavolo facendomi trasalire.

<<Oh mio Dio!>>

<<Scusa Silvia. Mortificato, non volevo spaventarti>>

<<Adam>>

Mi si secca subito la bocca. Perchè mai Adam Rivera vuole parlarmi? Sbatto le palpebre in cerca d'aria. E' tipo il ragazzo più bello della scuola e i miei sedici anni mettono a dura prova la mia cotta megagalattica che ho per lui.

<<Ciao, Silvia Conway. Non mi avevi detto che il tuo compleanno è ad Halloween. Cioè tra poco>>

Adoro come il mio nome scivola dalle sue labbra. 

<<Sì io ehm...io e te Adam ci vediamo per lo più al corso di Storia, quasi mai quindi...>>

<<Sì ho notato la tua passione per Storia. Anche a me piace. Stai sempre con Mina tu. Sai che puoi parlare anche con me>>

Continuo a non capire perchè parla con me, invece che con gente "cool" come Vicky Davis, la sua presunta fidanzata mai confermata. Perfetta, quanto strana e maligna. E poi wow, ha notato quanto amo la Storia. Sono colpita. Richiudo il libro meticolosamente con il segnalibro. Guari fare orecchie, specie se i libri non sono tuoi. 

<<Certo. Ma io te ci diciamo solo ciao e ora scopro che sai del mio compleanno>>

<<Sì. Mina ha cercato di non dirmelo ma...ero curioso>>

E il fascino di Adam è irresistibile, anche se sei Mina e hai una cotta per l'amico di Adam. 

<<Come mai?>>

<<Vorrei farti un regalo. Dai una festa?>>

<<Ah sai, non amo molto le feste quindi credo che farò qualcosa di semplice con i miei genitori>>

Mi rendo conto solo dopo di quanto devo sembrare sfigata ma Adam sorride e basta. 

<<Ma apprezzo che tu me lo abbia chiesto, sappi che non devi farmi alcun regalo>>

Faccio per alzarmi ma lui mi blocca.

<<Aspetta Silvia, io...onestamente volevo solo parlarti e proporti di studiare un pò insieme Storia se ti va, ogni tanto, qui>>

<<Ma certo sì perchè no?>>

<<Bene. Ottimo>>

<<Sì, ottimo>>-rincaro imbarazzata, ormai prossima all'asfissia. 

<<Immagino tu debba andare ora>>

<<Sì. Mi aspetta mamma in macchina fuori. Ma perchè così tanto interesse a parlarmi ora? Credevo Vicky ti proibisse di fare ogni cosa>>

<<Ah Vicky. Già, quasi di respirare. Per fortuna che siamo solo fratellastri>>

<<Frate...cosa?>>-strabuzzo gli occhi. 

<<Già, io e lei. Solo che teniamo un basso profilo, lei mi odia. Non vuole che si sappia>>

<<Cavolo, avevo pensato...>>

<<Male. E' abbastanza errata come conclusione, anche se la fanno tutti. Inizia ad essere fastidiosa come cosa. Se posso darti un consiglio, dovresti fare una festa in grande stile, invitare un pò di gente>>

<<Della scuola? Guarda Adam, molti nemmeno sanno della mia esistenza>>

E' un eufemismo: sono praticamente la ragazza invisibile. Quella che non disprezzano ma non è nemmeno "cool". 

<<Allora fai in modo che sappiano di te. Dai una festa al Manicomio>>

<<Al Mani...no. Scusa ma no. Odio tutto ciò che fa terrore>>

<<Uhhh ok non sei una coraggiosa. L'ho proposto solo perchè mia mamma lavora lì e fanno cacce ai fantasmi di gruppo. Sarebbe divertente>>

Sorrido forzatamente:-<<Hehe già...molto divertente. Ci penserò. Ci vediamo, grazie e ciao>>

Lo lascio lì senza che possa ribattere nulla. Oddio, sono così imbarazzata! 

Amico immaginarioLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora