Capitolo 13: Sentimenti Nascosti

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Il piccolo rifugio nel bosco era silenzioso, tranne per il crepitio del fuoco nel camino. Era un luogo semplice, lontano dalla tecnologia e dai lussi a cui le sorelle erano abituate, ma per Ryan era perfetto. Più remoto era, meno probabile che la Vedova li trovasse.

Le sorelle si erano sistemate alla meglio: Cindy e Katie dormivano su un vecchio divano ricoperto di coperte, mentre Ari si era seduta accanto al fuoco. Ryan, come sempre, era in piedi vicino alla finestra, tenendo d’occhio la foresta che li circondava.

“Dovresti dormire anche tu,” disse Ari, con un tono morbido ma deciso.

Ryan non si voltò. “Dormo quando posso. Per ora devo vegliare.”

Ari si avvicinò piano, sedendosi su una sedia accanto a lui. Il silenzio tra loro si fece denso, carico di parole non dette. Alla luce tremolante del fuoco, il volto di Ryan sembrava più stanco e segnato del solito. Ari si trovò a osservarlo, cercando di leggere dietro la maschera di fredda determinazione.

“Perché lo fai?” chiese improvvisamente.

Ryan finalmente si voltò, fissandola con uno sguardo interrogativo. “Cosa?”

“Tutto questo,” spiegò lei, indicando la stanza attorno a loro. “Hai rischiato la vita per salvarci. Continui a proteggerci, anche se avresti potuto semplicemente sparire. Perché?”

Ryan restò in silenzio per un momento, poi distolse lo sguardo. “Non sono sempre stato una brava persona, Ari. Ho fatto cose di cui non vado fiero. Ma con voi… è diverso. Proteggervi è l’unica cosa giusta che ho fatto da molto tempo.”

Quelle parole colpirono Ari più di quanto avrebbe voluto ammettere. Si accorse che il cuore le batteva più veloce, e che guardare Ryan le dava un senso di sicurezza che non provava da anni.

“Ryan,” disse piano, quasi temendo di rompere quel fragile equilibrio, “non sei solo un protettore per noi. Sei diventato parte della nostra famiglia.”

Ryan la guardò con sorpresa. Lei si avvicinò, appoggiandogli una mano sul braccio. “Io… io non so come sarebbe stata la nostra vita senza di te. E non voglio neanche immaginarlo.”

C’era qualcosa nel tono della sua voce, una vulnerabilità che Ryan non aveva mai sentito prima. E nel modo in cui i loro occhi si incontrarono, Ari lasciò trapelare qualcosa che aveva tenuto nascosto fino a quel momento.

“Non sono brava con le parole,” ammise, “ma voglio che tu sappia che per me non sei solo un salvatore. Sei importante, Ryan. Molto più di quanto pensi.”

Ryan sentì un groppo in gola, ma si sforzò di mantenere la calma. “Ari, io…”

“Non devi dire nulla,” lo interruppe lei, con un lieve sorriso. “Volevo solo che lo sapessi.”

Il momento fu spezzato dal suono di un ramo che si spezzava fuori. Ryan si irrigidì immediatamente, impugnando l’arma che teneva a portata di mano. Si mosse verso la porta senza fare rumore, lasciando Ari dietro di sé.

Osservò fuori dalla finestra, ma non vide nulla. Solo il vento che agitava i rami degli alberi. Restò immobile per diversi secondi, ascoltando, prima di rilassarsi leggermente.

“Tutto a posto?” chiese Ari, ansiosa.

Ryan annuì, tornando a sedersi. “Sì. Ma dobbiamo restare vigili.”

Ari non insistette. Si rimise accanto al fuoco, ma il calore che sentiva non veniva più solo dalle fiamme. Anche se Ryan non aveva detto nulla in risposta ai suoi sentimenti, sapeva di aver fatto un passo avanti. E, in quel momento, decise che avrebbe fatto tutto il possibile per stargli accanto, qualunque cosa accadesse.

Fuori, nell’oscurità della notte, qualcuno osservava la casa da lontano. La Vedova non era mai troppo lontana, e il loro legame nascente sarebbe stato messo alla prova molto prima di quanto pensassero.

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