sempre qui

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Ambra e Ghali si conoscevano fin dai tempi della scuola, quando la loro amicizia era fatta di giochi all'aperto e risate rumorose. Crescendo, erano rimasti inseparabili. Ghali era diventato una presenza costante nella vita di Ambra, come un rifugio silenzioso che l'accoglieva in ogni momento. Lui era sempre lì: durante i suoi successi, le sue delusioni, i suoi primi amori e le sue prime rotture.

Ambra era una ragazza vivace e solare, il tipo che riempiva la stanza con la sua energia. Ghali, invece, era più riservato, un osservatore attento. Col tempo, aveva capito che il suo affetto per Ambra era diventato qualcosa di più. I suoi occhi brillavano appena lei entrava nella stanza, e sentiva il cuore accelerare quando rideva di qualcosa che diceva. Ma ogni volta si tratteneva, preferendo non rovinare l'equilibrio di quell'amicizia così preziosa.

Tutti i loro amici avevano capito da tempo che Ghali era innamorato di Ambra. "Dovresti dirglielo", gli ripetevano spesso, ma lui sorrideva scuotendo la testa. Non voleva rischiare di perderla, di creare imbarazzo o, peggio, allontanarla.

Una sera, Ambra lo chiamò in lacrime. Era successo di nuovo: un ragazzo l'aveva delusa, infrangendo la sua fiducia. Ghali si precipitò da lei senza pensarci un attimo. La trovò seduta sul divano, con le guance bagnate e le mani che stringevano nervosamente un cuscino.

"Non capisco perché mi succede sempre così," mormorò lei, guardandolo con occhi pieni di dolore. "Perché scelgo sempre le persone sbagliate?"

Lui si sedette accanto a lei, e senza una parola le avvolse le spalle con un braccio. Lei si abbandonò a quel conforto familiare, chiudendo gli occhi per qualche istante. Poi, dopo un lungo silenzio, lo guardò intensamente. "Sai, Ghali, non so cosa farei senza di te."

Lui le sorrise dolcemente. "Sono sempre qui, Ambra."

"Lo so," rispose lei, abbassando lo sguardo. C'era un misto di affetto e gratitudine nella sua voce, ma anche una tristezza sottile. Ghali sentì il cuore farsi pesante, ma non disse nulla. Non voleva caricarla di ulteriori sentimenti, non quella sera.

I giorni passarono e Ghali cercò di fare quello che faceva sempre: restarle accanto, consolarla, farla ridere. Eppure, qualcosa in lui era cambiato. Sentiva il peso del suo segreto crescere, come una verità che non poteva più ignorare.

Una sera, mentre guardavano un film sul divano, Ambra si girò verso di lui e lo osservò in silenzio. "Perché non hai mai avuto una ragazza seria, Ghali?"

La domanda lo colse di sorpresa. Ghali abbassò lo sguardo, imbarazzato. "Non lo so... forse non ho mai trovato quella giusta."

Lei gli diede una leggera spinta sulla spalla, sorridendo. "Come no? Con tutto il fascino che hai? Non ci credo."

Ghali fece una risata nervosa. "Forse sono solo complicato," mormorò. Ma in realtà sapeva perché: nessuna ragazza gli sembrava speciale come lei. Nessuna risata aveva la stessa magia della sua, e nessuno sguardo era capace di fargli sentire le farfalle nello stomaco come faceva lei.

Ambra lo guardò per un istante più lungo, come se volesse dire qualcosa, ma alla fine si limitò a sorridere e si appoggiò di nuovo alla sua spalla.

Le settimane passarono, e un giorno Ambra gli chiese di accompagnarla a una festa. Ghali accettò senza esitazione, ma quella sera sentiva qualcosa di diverso nell'aria. Mentre lei parlava e rideva con gli altri, lui la osservava da lontano dalla terrazza, lontano dal trambusto della festa. Lui si era rifugiato lì per prendere un po' d'aria, cercando di calmare i pensieri che continuavano a turbinare nella sua testa ogni volta che la guardava. La vista delle luci della città di notte lo aiutava a distrarsi, ma non abbastanza, come se fosse un quadro perfetto che non poteva raggiungere. Un amico si avvicinò a Ghali, dandogli una pacca sulla spalla. "Quando glielo dirai?"

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