La notte a Milano era silenziosa e fredda, ma nell'appartamento di Ghali si respirava tutt'altro.
Le luci soffuse proiettavano ombre morbide sulle pareti, mentre il portatile sul tavolino emanava una debole luce blu.
Ghali si abbandonò sul divano, il bicchiere di vino quasi vuoto accanto a sé. La sua mente era inquieta, dominata da un unico pensiero: Alexa.
Lei era lontana, impegnata nel suo tour e la distanza lo stava consumando. La desiderava, con un'intensità che a volte sembrava insopportabile. Ogni notte si ritrovava a pensare a lei, al suo corpo, a come lo faceva sentire.
Era come un'ossessione, un fuoco lento che bruciava dentro di lui.
Quella sera, mosso da un bisogno primordiale, aprì il portatile e scorse i file che conservava gelosamente. Quando trovò "Noi_due.mp4", sentì un brivido attraversargli la schiena. Esitò per un istante, il dito sospeso sopra il trackpad, poi
cliccò play.
Lo schermo si accese, e subito il viso di Alexa riempì la stanza. Era bellissima. I suoi capelli scuri sciolti ricadevano disordinati sulle spalle, incorniciando un sorriso che lo aveva sempre stregato, indossava una vestaglia di seta biana che lasciava intravedere il contorno delle sue curve, il tessuto leggero che sfiorava la pelle luminosa. Il suo sguardo, diretto nella telecamera, sembrava attraversare lo schermo.
"Sei pronto, amore?" sussurrò nel video, mordendosi il labbro inferiore.
Sul divano, Ghali sentì un fremito attraversargli il corpo. Il suo respiro si fece più lento, profondo, mentre si sistemava meglio, la mano scivolava già verso la cintura dei pantaloni.
Nel video, Alexa si alzò in piedi, la vestaglia che scivolava lentamente lungo le sue spalle, rivelando un set di lingerie azzurro chiaro. Il reggiseno a balconcino esaltava il suo seno pieno, mentre le mutandine di pizzo si stringevano sui suoi fianchi rotondi, lasciando scoperta gran parte della sua pelle vellutata. Le sue mani accarezzavano il proprio corpo, i polpastrelli che seguivano le curve con movimenti lenti, quasi torturanti.
"Vorrei che fossi qui a toccarmi," disse Ghali, a se stesso.
Ghali, seduto sul divano, non riusciva più a resistere. Si sbottonò i pantaloni, lasciando libero il membro teso che premeva contro la stoffa. Le sue dita lo sfiorarono, un brivido lo attraversò. Lo stringeva con una presa lenta ma decisa, seguendo il ritmo dei movimenti di Alexa nel video.
Nel filmato, comparve anche lui. Era a torso nudo, i muscoli del petto tesi mentre si avvicinava a lei da dietro. La cingeva con forza, le mani grandi che scivolavano lungo i fianchi per afferrarle i glutei. Alexa si inarcava contro di lui, il suo corpo che si muoveva come una sinfonia sotto le sue carezze.
Ghali sul divano gemette sottovoce, incapace di trattenersi. Guardava le sue mani stringere il membro pulsante, il corpo teso mentre cercava di sincronizzarsi con i ricordi che il video evocava.
Nel video, Alexa si girò verso di lui, spingendolo sul letto. Lo fece sdraiare, le mani che scivolavano lungo il suo addome, fino a raggiungere il suo membro eretto. La telecamera catturava ogni dettaglio: il modo in cui le sue dita lo accarezzavano, lente e delicate, prima di stringerlo con più forza.
Sul divano, Ghali ricordava ogni istante di quella notte. Il calore delle sue mani, il modo in cui lo guardava mentre si chinava su di lui. Nel video, Alexa prese il suo membro tra le labbra, iniziando un ritmo ipnotico. La sua lingua scivolava lungo la lunghezza, le labbra che si chiudevano attorno a lui con una pressione perfetta.
Il respiro del ragazzo si fece più rapido, più profondo. I suoi movimenti si intensificarono mentre continuava a guardare. Ogni gemito soffocato di Alexa nel video, ogni movimento della sua testa, lo spingeva sempre più vicino al limite.
