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Philip cominciò a rincorrermi e correvamo, io e il mio cuore, attraverso i corridoi del castello. Ogni passo era più incerto del precedente, ogni angolo che giravo sembrava più oscuro e pericoloso. Philip mi aveva detto la verità, o forse no. Non lo sapevo più, ma sapevo che non potevo rimanere un attimo di più sotto lo stesso tetto con lui. Non ora che avevo scoperto cosa aveva fatto. Non ora che sapevo che mi aveva ridotto in quello stato, facendomi perdere la memoria per tenermi lontano da Selene.

La mia mente correva più veloce di quanto le gambe potessero fare. Dovevo scappare, non pensare, ma più pensavo a come Philip mi avesse manipolato, più il mio corpo sembrava tradirmi. Potevo sentirlo, il suo respiro affannato dietro di me. No, non dovevo fermarmi. Dovevo andare. Dovevo sfuggire.

Poi, nel buio del castello, qualcosa mi sfuggì sotto il piede. Un gradino nascosto, una trappola silenziosa. Il mondo attorno a me divenne confuso, i suoni distorti, e in un istante la testa colpì il pavimento con un colpo secco. L'oscurità mi avvolse immediatamente, come se fossi stato inghiottito da un abisso senza fine.

Ma non ero morto. No, non ancora.

Un dolore lancinante alla testa mi risvegliò, e in quel momento un'immagine balenò nella mia mente, un ricordo che non avrei mai voluto rivivere, ma che sembrava esplodere nel mio cervello come una visione.

Ero di nuovo al castello, ma tutto sembrava più lontano, sfocato, come se lo vedessi attraverso una nebbia. La sala del banchetto era piena di gente, ma c'era un'atmosfera strana, tesa. Philip sedeva al tavolo, immobile, con lo sguardo fisso su una figura al di là della sala. Una figura che non potevo ignorare: Selene.

Lei stava parlando con alcuni nobili, ma la sua attenzione sembrava sfuggire sempre da loro, rivolta da qualche parte, lontano. I suoi occhi incrociavano i miei, ed era come se nessun altro fosse al mondo in quel momento.

Ma Philip non vedeva nulla di tutto ciò. La sua ossessione per Selene lo aveva accecato. Ogni volta che lei lo ignorava, lui provava a conquistare la sua attenzione con gesti grandiosi, con sguardi pieni di desiderio e parole fatte per incantarla. Ma Selene non sembrava mai del tutto coinvolta. Il suo sorriso per lui era vuoto, la sua voce distante. Eppure, quando mi guardava, c’era qualcosa di più. Qualcosa che non poteva nascondere.

Osservavo tutto da lontano, sentendo il peso di un amore non ricambiato, il peso della solitudine che avvolgeva Philip. Lo vedevo tentare e fallire. La sua mente, incapace di comprendere che Selene non apparteneva a lui. Non era la sua. Eppure, nella sua mente contorta, pensava che mantenere Selene lontana da me fosse l'unica via per conquistare il suo cuore.

Lei, invece, non lo sapeva. O forse lo sapeva, ma non osava dirlo. Io ero il suo segreto. La sua vera passione. I suoi occhi cercavano i miei, ma poi si allontanavano in fretta, quasi temendo che qualcuno potesse notarlo. Ma io sapevo. La sua voce, quando parlava con me, era più dolce. Non c'era più distanza. Solo un legame che, sebbene non potesse essere vissuto apertamente, era forte e indissolubile.

E Philip? Philip non capiva. La sua gelosia cresceva, si faceva strada nella sua mente, avvolgendolo come un veleno. Era convinto che per conquistare Selene, dovesse eliminare la minaccia che rappresentavo, anche se quella minaccia non era altro che il mio amore non ricambiato. Ma Philip non lo sapeva. La sua ossessione per lei aveva preso il sopravvento, e io ero solo il mezzo per tenerla lontana da me.

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Mi svegliai di colpo, il respiro affannato, il corpo in sudore freddo. Il sogno era stato così vivido, così reale, che mi aveva lasciato senza fiato. Philip, Selene, la loro lotta per l'amore… e per il controllo. Non c'era più dubbio. La verità era davanti ai miei occhi, come un'ombra che non riuscivo a scacciare.

Mi alzai lentamente, sentendo la testa ancora frastornata, il dolore pulsante come una ferita aperta. Il castello, il luogo che una volta sembrava essere casa, ora mi sembrava una prigione. Ogni angolo nascondeva un segreto, ogni passo che facevo mi riportava più vicino alla verità che non volevo affrontare.

Philip mi aveva manipolato. Ma non solo per farmi perdere la memoria. Lo aveva fatto per un altro motivo, più profondo. Per tenermi lontano da Selene. Per far sì che lei non scoprisse mai la verità. La verità su di noi. E ora, con il cuore pesante e la mente che cercava di ricostruire ciò che mi era stato sottratto, sapevo che dovevo affrontarlo. Dovevo fermarlo prima che fosse troppo tardi.

Mi girai e guardai il suolo. I ricordi riaffioravano nella mia mente.

Philip mi raggiunse velocemente, e con uno scatto violento mi scaraventò a terra. Mi ritrovai sull’erba, il respiro spezzato, mentre la luna illuminava il nostro corpo in lotta.

“Mi hai rubato tutto,” disse Philip con voce bassa, piena di rabbia e soddisfazione. “Mi hai rubato Selene. L’ho visto negli occhi di entrambi. Credevi di poterla avere, ma io ho fatto in modo che soffrissi. Ho fatto in modo che ti dimenticassi di lei. Ti ho privato di ogni ricordo, per farle capire che non c’era nessun altro per lei, che ero l’unico a poterla avere.”

Il suo sguardo era di fuoco, i suoi occhi colmi di odio e vittoria. "E adesso che sei qui, a piangere per lei, sono felice. Sì, felice di aver visto la tua sofferenza. Ti ho ridotto in questo stato, Gabriel. L'ho fatto per lei. Per tenerla lontana da te... nessuno potrà averla ora. Nessuno potrà essere più potente di me come re, ti farò ammazzare"

Nella mia mente erano tornati i ricordi. Era tutto chiaro. Per gelosia, per il potere, aveva spezzato la vita di persone innocenti. Aveva ucciso suo padre, aveva ucciso sua sorella, e aveva manipolato ed ingannato me.
Mi aveva tenuto a bada facendomi perdere la memoria, vedendomi impazzire ogni giorno.

"Dov'è Selene?" Chiesi con fermezza.

Lui ridacchiò.

"È dove è sempre stata."

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